La statale Renzi-Bossi

10 dicembre 2013 08:152 commentiViews: 342

stataledi Paolo Maninchedda
Appena eletto Matteo Renzi, senza dubbi e con freschezza, velocità e leggerezza (alcune delle virtù moderne elencate da Calvino prima di morire, senza sapere bene quanto quel suo materialismo irresponsabile avrebbe condizionato l’irresponsabilità di oggi), ha nominato la sua squadra, la sua segreteria. Un primo segnale: tutti giovani. Benissimo.

Ma l’Italia è lunga ed è sulla latitudine che si misurano le idee, non solo sul tempo delle nascite. E che ti fa il fiorentino (uno dei tratti che apprezzo di più perché mi ricorda Dante)? Ti nomina una squadra di 13 persone, di cui 10 (dico 10) vengono da Roma in su.  Ora, la geografia è il pensiero politico sulla natura e la geo-politica è ideologia. Renzi ha respirato e si è nutrito in quell’atmosfera modificata che si è creata nella conferenza Stato-Regioni nell’alleanza tra le Regioni amministrate dalla Lega e dal Pdl e le regioni tradizionalmente rosso-rosa-champagne.

C’è un Triangolo delle Bermude italiano che va da Milano a Firenze, passa per Bologna e va a Venezia, dove si inabissano i miliardi, dove l’Unione Europea non va a fare troppi controlli, dove si decidono i costi standard della sanità, si decide il dimensionamento scolastico, si sperimentano le nuove scuole e le nuove università. Questa è la Nuova Italia.  Bossi ha fatto figli illegittimi, mettiamocelo in testa. Figli di nessuno, ufficialmente, ma praticamente figli suoi, i figli di una brutale egemonia che ricorda quella dei governi della Destra strica sull’asse Firenze- Torino. Non è una’autostrada, è il nuovo stata, o meglio la statale Renzi-Bossi.  Costruiamo lo Stato Sardo. Difendiamoci.

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2 Commenti

  • Su scomunigau

    Davvero complimenti per questa fantastica evoluzione del magazine SARDEGNA E LIBERTA’.
    C’è qualcosa di molto importante che accomuna tutti i protagonisti attuali della politica, da Berlusconi a Grillo, da Letta a Renzi, fino ai loro squallidi epigoni locali e mi riferisco ai vari Cappellacci, Barracciu o Cossa. Sono tutti dei fottutissimi CENTRALISTI. La cultura autonomista e federalista, un tempo maggioritaria in Sardegna e di cui il cosiddetto “sovranismo” può considerarsi un’evoluzione, sta cedendo sempre più sotto i colpi di maglio della disinformazione e dell’ignoranza.
    Spero che i vari Maninchedda, Muledda, Biolchini ecc. ci diano ancora almeno la possibilità di combattere….

  • Colpo Grosso

    C’è una campana e un palermitano, oltre a Nicodemo.

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