Peste suina, dalla politica allo stato brado del centrodestra alle minacce ai sindaci il passo è breve

Oltre che mandare il solito comunicato di solidarietà all’ennesimo sindaco minacciato o fatto oggetto di attentato (ormai un topos letterario), davanti alle scritte contro il primo cittadino di Baunei Salvatore Corrias il presidente Christian Solinas e tutta la maggioranza di centrodestra che governa la Regione dovrebbero stavolta farsi un bell’esame di coscienza e riflettere su come la lotta alla peste suina sia stata condotta dal momento del loro insediamento in poi.

Le minacce di morte al sindaco, unite all’inquietante scritta “W il pascolo brado”, non lasciano infatti alcun dubbio sulla provenienza dell’intimidazione, cioè da quegli ambienti a cui il centrodestra da anni liscia il pelo, negando prima le necessità di procedere all’eradicazione della peste suina nell’unico modo efficace finora conosciuto (cioè l’abbattimento di tutti gli animali trovati allo stato brado), poi contestando duramente chi lo ha fatto (la giunta Pigliaru, in una delle poche scelte assolutamente lungimiranti e condivisibili dei suoi cinque anni di amministrazione), infine evitando di procedere sulla strada indicata dalla Commissione europea una volta arrivati al governo, cioè la prosecuzione degli abbattimenti.

Invece quando si parla di lotta alla peste suina, quella che il centrodestra sardo ha provato a portare avanti è stata la solita politica allo stato brado, dove i prepotenti vengono messi nella condizione di prevalere sugli onesti, i delinquenti sulle persone perbene, gli interessi di pochi sugli interessi di tutti.

Oltre che mandare lettere di solidarietà che grondano inadeguatezza, la giunta Solinas e tutto il centrodestra hanno un solo modo per evitare che il prezzo della loro ipocrisia ricada sui sindaci: assumersi la piena responsabilità politica dell’azione dell’Unità di Progetto contro la peste suina, dire a chiare lettere che non c’è alternativa all’abbattimento di tutti gli animali trovati allo stato brado e completare l’opera meritoriamente e coraggiosamente intrapresa dalla giunta Pigliaru.

Anzi caro presidente Solinas, la prossima volta che l’Unità di Progetto si recherà in un paese per procedere agli abbattimenti, perché non la accompagna anche lei? Sarebbe un bel segnale di solidarietà nei confronti dei sindaci ingiustamente messi sotto pressione e anche una bella mossa mediatica, mi creda.

Certo, forse potrebbe scontentare qualche suo elettore. Ma davanti alla gravità della situazione, penso che per lei questo non sia assolutamente un problema.

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