La destra cagliaritana sbianchetta la mozione: dietrofront sul cimitero dei feti. Che peraltro esiste già dal 2005

“Cimitero dei feti, la ferocia della destra cagliaritana: perché a Firenze Renzi fece un’altra cosa” scrivevamo ieri. E così, travolta dalle polemiche e dallo sdegno generalizzato, sul cimitero dei feti la destra cagliaritana ha fatto marcia indietro: in una maniera goffa e maldestra, smascherata abilmente dall’opposizione di centrosinistra in consiglio comunale e rilanciata opportunamente da Sardinia Post.

I prodi consiglieri comunali di maggioranza hanno infatti “sbianchettato” la mozione incriminata che prevedeva l’obbligatorietà (anche senza il consenso dei genitori: incredibile) della sepoltura dei feti frutto di aborto avvenuto nelle prime 20 settimane di gestazione (e quindi in ottemperanza della legge 194).

Una richiesta assurda che una mano anonima ha pietosamente fatto sparire dalla mozione scaricabile ora dal sito del Comune e che porta sempre la prima firma della consigliera eletta con Fratelli d’Italia e presidente della commissione Pari opportunità Stefania Loi, seguita da quelle dei consiglieri Antonello Angioni, Roberto Mura, Loredana Lai, Antonella Scarfò, Roberta Perra, Corrado Maxia, Marcello Polastri, Alessandro Balletto, Alessandro Fadda, Antonello Floris, Enrica Anedda Endrich, Pierluigi Mannino e Salvatore Sirigu.

Nessuna obbligatorietà, quindi: quella parte non c’è più. Sparita. Al suo posto una mozione sempre intrisa di quell’esibizionismo ideologico proprio di una destra che almeno una volta produceva buoni giuristi e oggi fatica perfino a scrivere una mozione in grazia di Dio.

E quindi cosa dice adesso la famosa mozione? Poco o nulla.

Intanto spaccia per novità il rispetto del Dpr 285/90 (nelle parti già comprese addirittura nel Dpr 803/75) che prevede la possibilità (su richiesta esplicita dei genitori) di dare sepoltura ai feti con meno di 20 settimane di gestazione e mette a carico del Comune (ma questa sì che è una innovazione) i costi dell’operazione. Nella sostanza, tutto già consentito da quasi quarantacinque anni!

E poi? E il famoso “Giardino degli Angeli”, di cui la mozione chiede l’individuazione all’interno del cimitero di San Michele e in cui seppellire i feti? Beh, tenetevi forte. Quell’area esiste già, ed è la stessa mozione a rivelarcelo.

Perché è il regolamento dei cimiteri approvato dal Consiglio comunale cittadino ad avere infatti previsto (ma non nel 2015 come scrive la destra ma addirittura con il regolamento adottato nel 2005!) un’area in cui seppellire “i nati morti ed i prodotti del concepimento di cui all’art. 7 del DPR 285/90”.

Il “Giardino degli Angeli” a Cagliari esiste già. Da quasi vent’anni.

Quindi, di che cosa stiamo parlando? Di nulla.

Una volta che la destra è stata costretta a rimangiarsi l’aberrante proposta contra legem di seppellire anche senza il consenso dei genitori ogni feto a prescindere dal numero di settimane di gestazione, la mozione si mostra per quello che è: un inutile esercizio ideologico.

In realtà, qualcuno teme che la mozione faccia rientrare dalla finestra ciò che ufficialmente ha fatto uscire dalla porta. Cosa significa infatti

“Il Consiglio comunale impegna il Sindaco e la Giunta ad approvare in particolare quanto nella Circolare emessa dal Ministero della Sanità in data 16 marzo 1988 (circolare telegrafica a500.2/4/270)”?

Cosa c’è scritto in questa benedetta Circolare?

Ma è proprio per questo che la mozione deve essere ritirata: perché è ambigua e perché trasuda ostilità nei confronti della legge 194 e delle donne che decidono di avvalersene. Che rischiano perfino di essere schedate in un “Registro dei bambini non nati” di cui a Cagliari nessuno ha mai sentito la necessità.

Lasciate perdere, finché siete in tempo.

Post scriptum

La nuova amministrazione cagliaritana non sembra avere un buon rapporto con l’aldilà. Già lo scorso 16 settembre, nella sua pagina Facebook, il sindaco Paolo Truzzu si era vantato di avere sistemato il cimitero militare all’interno di San Michele, a suo dire invaso da “un’inguardabile ammasso di sterpaglie”. Peccato che il social media manager del sindaco avesse postato una foto che non raffigurava assolutamente quella parte di cimitero cagliaritano, come prontamente fatto notare da decine di cittadini increduli e anche abbastanza indignati da tanta improvvisazione.

No, i cimiteri non portano bene al sindaco Truzzu. Meglio occuparsi d’altro.

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