Credito e banche, Politica, Stato sardo

Istruzioni per resistere e per ricordare

maxresdefaultdi Paolo Maninchedda
Sono giorni pieni di bugie, pressioni e manipolazioni; giorni in cui è facile concedersi il lusso in questa repubblica marcia, che sa di essere attesa da un crack bancario qualunque sia il risultato referendario (perché Monte Paschi e Unicredit non sono Banca Etruria e perché si può anche chiedere al Qatar di salvare una banca, ma non due), che sa di dover rivedere radicalmente la sua legislazione sul lavoro, sulla previdenza e sulla scuola, che sa che la Germania ha fatto e farà sempre dumping ma che l’Italia non sa e non può difendersi perché ha un debito pubblico insostenibile, dicevo che in questi giorni è facile perdere la calma e, soprattutto se si ha una certa vocazione contemplativa, ritirarsi a godere dello spirito anziché impazzire in questo carnaio di balle. Ma sarebbe sbagliato, sebbene lo spirito stia alla felicità in un rapporto come la materia oscura sta a quella conosciuta (95% a 5%).
Dunque sforziamoci di ragionare, di non badare ai volti scuri degli amici offesi perché noi votiamo NO, e cerchiamo di contrastare le manipolazioni.
Oggi ci dedichiamo a due questioni.
La prima: Renzi sta togliendo poteri e funzioni alle regioni a Statuto ordinario e le sta trasferendo allo Stato. Le Regioni a Statuto Speciale come la Sardegna dovranno negoziare le loro sorti con un’intesa. Tutti i sostenitori del Sì vogliono convincere i sardi a suicidarsi seguendo questo illogico ragionamento: «Non vi preoccupate, cari, Renzi sta costruendo uno Stato accentrato, di conseguenza la Sardegna incrementerà i propri spazi di autogoverno quanto più le altre regioni li perderanno». Invece NO, bisogna ripetere che in uno Stato neoaccentrato la Sardegna perderà spazi di autogoverno per uniformarsi alla nuova natura e struttura dello Stato.
La seconda: Renzi sta realizzando il programma di Berlusconi sul premierato forte, come plasticamente mostra questo video che dovrebbe rinfrescare la memoria a tanti. Chiunque abbia un minimo di formazione democratica non può non notare che si sta chiedendo agli italiani di delegare in un sol colpo a una persona il potere di nominare il parlamento e di guidare l’esecutivo. Matteotti si sta rivoltando nella tomba. Io ho contestato e combattuto duramente un amico di un tempo proprio per la sua visione gollista della democrazia e del presidenzialismo, ma quel mio amico non ha mai avuto la tentazione di nominare il parlamento e di egemonizzare l’esecutivo. Renzi, invece, lo sta facendo, nascondendo le tracce del suo disegno.