Indagato De Luca. E Solinas, allora?

Ovviamente, non poteva non giungere a due settimane dal voto la notizia dell’avviso di garanzia al presidente della Campania, l’unico candidato vincente del centrosinistra che tutto è fuorché un esponente dell’attuale establishment del Pd.

La cosa curiosa è il motivo delle accuse di falso e truffa: De Luca, “con distinti decreti, avrebbe fatto trasferire da Salerno alla Regione quattro vigili-autisti [e li avrebbe inseriti] come membri dello staff delle relazioni istituzionali, pur essendo privi di formazione, curriculum e specializzazioni” (Fonte: Affari italiani).

E qui si apre uno scenario sardo-campano di mirabile profondità.

Qui si raggiungono vette di geolocalizzazione della virtù e del vizio mai raggiunte prima.

Perché, se si dovesse valutare il rapporto competenza – nomine per gli addetti di Staff della Giunta Solinas, si dovrebbe coniare un’unità di misura inversa, cioè si dovrebbe stabilire, per esempio, se per esercitare funzioni di segreteria politica e istituzionale o di consulenza sia meglio essere commercianti di bibite, gasate e lisce o semplicememente nulla facenti. Quest’ultima è la categoria più diffusa, con evoluzioni della denuncia dei redditi da meno diecimila a più centomila. Non solo: ben più rilevante è la scelta della Giunta Solinas nel reclutamento dei direttori generali, con aggiustamenti normativi oggi per allora che, questi sì, gridano vendetta.

La magistratura sarda è più distratta di quella campana? Ma no, solo che in Sardegna la magistratura ha già colpito chi dava fastidio al sistema, chi non sistemava familiari né nell’amministrazione regionale (strettamente e largamente intesa) né nelle agenzie interinali, chi non trafficava con avvocati/avvocatesse di toga e corridoio, chi non partecipava a cene e feste, chi non aveva paura di una polizia giudiziaria di precaria formazione in logica e diritto.

Detto questo, personalmente penso che negli staff ognuno possa prendere chi gli pare perché si tratta di collaborazione politica e penso anche che la magistratura farebbe benissimo a occuparsi di delinquenti veri e non di queste solennissime fesserie che riguardano, al massimo, il profilo degli ambienti di potere. Oggi governano quelli che prima facevano al massimo i tecnici del suono ai concerti. Piaccia o non piaccia la qualità dello spettacolo è questa, voluta dal popolo e dunque legittimata a governare tanto quanto noi siamo legittimati a opporci, a non apprezzarli, a rappresentare un mondo completamente diverso.

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