Fisco, Politica

Il regalo di Lega e 5Stelle alla Sardegna: più tasse e stato di polizia

Le tasse giuste per la Sardegna devono poterle decidere i sardi, non Di Maio, non Salvini e tanto meno il duca longobardo Zoffili.
Da più di due secoli sono gli italiani del Nord che decidono quante tasse devono pagare i sardi.
Da più di due secoli l’Italia impedisce alla Sardegna di accumulare ricchezza.
Adesso il duo Salvini-Di Maio aumenta di fatto le tasse indirette (salgono gli interessi dei mutui, salgono i costi dei conti correnti, salgono le tasse su beni di consumo popolari come le sigarette, salgono le tasse locali), scarica su tutti gli italiani il costo di quota 100 (4 pensionabili su 5 con le caratteristiche del quota 100 sono al Nord, quindi si tratta dell’ennesimo costo di un privilegio lombardo veneto fatto pagare a tutta la Repubblica italiana) ma promette di assumere poliziotti e di dare enormi poteri ai giudici. L’ideologo di Putin si chiama Dugin, incontrato più volte da Salvini, e difende i sistemi democratici autoritari, cioè il modello asiatico alla Erdogan e alla Putin, nei quali in nome della difesa del popolo si sacrificano definitivamente le libertà individuali, esattamente ciò che ha fatto grande l’occidente.
I sardi non hanno bisogno di sultani lombardi, né di nuove subordinazioni, né di nuove tasse.
Siamo nati per essere liberi, non per chiedere di esserlo.
Da più di due secoli il mercato dei trasporti è deciso da regole italiane, cioè da un Paese continentale contro un Paese insulare come la Sardegna.
Il primo punto politico delle prossime elezioni sarde è questo: chi decide per i Sardi?
Noi diciamo: decidono i Sardi, senza mediazioni, senza troppi ‘ma’, ‘se’, ‘però’.
Noi non abbiamo paura.
Diciamo che ci servono poteri non poliziotti, agenti sotto copertura pronti a spiare chiunque sia sospettabile di qualcosa, e tantomeno giudici sceriffi.
Cominciamo a ripeterlo: non abbiamo paura e decidiamo noi.

Un post scriptum per alcuni esponenti della sinistra sarda: ci pare che abbiate smarrito il senso del tempo. Mancano poco più di 60 giorni alla presentazione delle liste. Avete passato l’estate a riempire i giornali di indiscrezioni fasulle. Avete paura di combattere perché vi siete abituati alle stanze comode dei ruoli istituzionali. Siete i migliori alleati della Lega. Voi dovete partecipare alla prossima Marcia su Roma di Salvini, organizzata apparentemente contro Juncker ma in realtà contro le ultime resistenze dello Stato repubblicano italiano; dovete farlo perché siete i suoi migliori alleati: avete paura, parlate in sinistrese che nessuno capisce, fate calcoli e calcoletti, presumete di guidare non si capisce bene che cosa, sembrate Giolitti con Mussolini, siete sull’Aventino dei vostri ideologemi mentre infuria la battaglia.
Liberi di farlo, ma almeno non danneggiateci.
Noi siamo in battaglia per la Sardegna e per la libertà, avvertiteci quando vi sveglierete dal sogno che vi porta a ritenere che i Sardi stiano pensando di votare per la Sinistra. I Sardi stanno cercando una proposta che restituisca loro il futuro rubato da due secoli, i Sardi cercano poteri e potere. Mentre due incantatori di serpenti percorrono le strade dell’isola con i loro pifferi magici, voi vi riunite nei teatri a suonare musica sinfonica di sinistra. Auguri. Noi siamo sui monti, quando deporrete il frac fatevi sentire, nel frattempo, per cortesia, non nominateci. Ci fate danno in battaglia. Se volete venire con noi, cambiatevi d’abito in fretta, ritrovate umiltà e militanza e mettetevi al fianco della Nazione sarda. C’è da fare; chi vuole tutelare il suo piccolo potere è un peso per noi. Noi vogliamo mettere in discussione tutto.