C’è qualcosa da fare a Roma

2009_20930_23556di Paolo Maninchedda
La delicata fase attuale della politica regionale ha un aspetto ingiusto. Sembra che i fattori di crisi siano tutti interni alla maggioranza e alla Giunta, come se il Governo Renzi sia immune da responsabilità e da urgenze non risolte.
Viceversa, la stragrande maggioranza dei temi aperti sono aperti a Roma e non a Cagliari. Ne cito solo alcuni per non essere noioso.
Sul Patto per la Sardegna, attuativo del Programma regionale di Sviluppo approvato dal Consiglio Regionale, il testo validato dalla Regione è sul tavolo ministeriale ormai da tempo.
Sull’insularità la Giunta ha fatto la sua parte e il dossier, mai parametrato prima, è sul tavolo del premier da un anno.
Sulla continuità territoriale gli accordi politici sono conclusi da un pezzo, mancano le coperture finanziarie triennali da parte del Governo.
Sulle tasse aeroportuali il dossier Sardegna è concluso da tempo, manca la decisione in capo al Governo.
Sulle vertenze Glencore, Alcoa, Chimica Verde tutto è fermo sul tavolo della Presidenza del Consiglio.
Sulla vertenza Ottana, tutto sta tra Terna e Autorità per l’energia.
Sulla vertenza entrate ancora non è stato predisposto il DPCM conclusivo.
Vogliamo parlare dei tribunali e delle carceri chiuse? Vogliamo parlare dei comportamenti di Poste italiane, di Eni, della fuga di tutti gli apparati pubblici – dai Carabinieri ai Vigili del Fuoco, dai nostri paesi?
Esiste dunque un’urgenza indilazionabile: il Governo Renzi deve battere un colpo con la Sardegna. Forse c’è da fare per i parlamentari. Non è questione solo di spirito competitivo della Regione; è questione di lotta politica a Roma e con Roma.

One thought on “C’è qualcosa da fare a Roma

  • Antonello Ledda says:

    Salve! mi permetto solo di aggiungere che per la vertenza di Ottana, (se per vertenza si intende anche i poveri abbandonati e dimenticati della chimica, serve INDORAMA, oltre che i soggetti già citati).
    Perchè ricordo ci siamo ancora anche noi della chimica! e siamo noi con la marcia dei nostri impianti l’unica vera salvezza di Ottana.
    Sia lei Dott. Maninchedda il megafono per ricordare a tutti questa cosa.
    Grazie!

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