Qualche giorno fa, tutti i giornali e i siti di informazione (ne riporto solo uno a titolo esemplificativo) annunciavano l’avvenuto svolgimento di un eccezionale intervento chirurgico al Brotzu, con asportazione di 25 masse tumorali.
Ho taciuto, pur soffrendo.
Ho rivissuto una vicenda tragica occorsa a una famiglia amica, tempo fa.
Il copione è sempre lo stesso: titoli a sei colonne sui giornali per la rilevanza dell’intervento, poi il silenzio, e infine gli organi di stampa si disinteressano del calvario patito dalla paziente, della sua morte tra indicibili sofferenze.
Si dirà: “E va bene, il chirurgo fa la sua parte, ma non è che possa sempre guarire il paziente!”.
Già, verissimo, ma restano due questioni.
La prima è perché da un po’ di tempo si usano a scopi di promozione interventi chirurgici demolitori che altrove non hanno questa risonanza.
La seconda è perché si omette di andare a vedere se gli interventi abbiano oppure no allungato la vita al paziente, o gliel’abbiano complicata o addirittura accorciata.
Gli organi di informazione non dovrebbero andare dietro alla propaganda sanitaria, che ormai sta diventando stucchevole, con reparti annunciati in assenza dei presupposti amministrativi e tecnici per farli decollare e con risultati autocelebrativi non corroborati da alcuna scienza.
Gli oncologi hanno condiviso le scelte?
E gli altri chirurghi?
E cosa dicono i protocolli internazionali dinanzi alla stessa malattia?
E invece anche in sanità nessuno si fa più domande, esattamente come accade nelle aule dei tribunali, dove può accadere che sfilino di fronte al giudice testimoni che dichiarano il falso, bene organizzato dall’avvocato di parte, e il giudice faccia spallucce.
L’informazione di potere usa tutto, malati, imputati, testimoni, giornalisti, tutto, pur di ammannire la sbobba quotidiana che nutre il gossip più che la verità.
Ci vuole un giornale corsaro, fatto da gente che non ha bisogno di nulla e non deve rendere conto a nessuno. Un giornale di opposizione ai poteri. Un giornale per l’uomo.

Gentile Antonio, se aumenteranno il costo dei quotidiani il livello dei resi raggiungerà quote cosmiche. Non sarebbe più semplice accantonare gli argomenti in larga parte sinistroidi, perché ormai hanno veramente stancato? Un quotidiano che si definisce indipendente, sappia essere anche e soprattutto pluralista. Saranno soddisfatti i Lettori, e cesserà il calo delle vendite. O forse è chiedere troppo al giornalismo schierato?
Signor Antonio Ninchi la mia edicolante dice che vogliono aumentare il costo ma ha paura che molti molleranno l’acquisto del giornale
Prof stessa cosa per i trapianti degli organi
Un caro amico medico, dipendente ospedaliero, tumore alla prostata: “qui non mi faccio toccare, vado fuori”.
A proposito di giornalismo: sarebbe interessante conoscere quante copie vendono i due quotidiani della nostra Regione. Spero per loro di sbagliarmi, ma quanto sento da alcuni amici edicolanti qui a Cagliari, non depone certamente a loro favore. Troppe immissioni di giornalisti (o pseudo tali) decisamente di sinistra ha snaturato quantomeno l’Unione Sarda. Lo capirà il buon Zuncheddu, o tirerà a campare vivacchiando con un quotidiano sempre meno letto?
Ci vuole scienza e coscienza. Lo dico da medico. L’accanimento terapeutico sfida le leggi della natura, che non abbiamo scritto noi. La medicina, come tutte le scienze è una continua applicazione di conoscenze, che si devono fermare di fronte a criteri di inoperabilità che generazioni di chirurghi hanno rispettato non come dogmi, ma come frutto di esperienza e di umana consapevolezza del limite. Certo, le scienze procedono anche per salti, anche per superamento di pregiudizi antichi, per scoperte inaspettate, che premiano i viaggi dell’uomo. Una intelligente curiosità è talvolta premiata contro ogni speranza.
Chiedere a certa stampa di abbandonare i sensazionalismi, le notizie ad effetto è velleitario. Quando si annunciano fenomeni da baraccone, il circo mediatico fa quello che sa fare: giudizio critico non ti conosco.
“La vita è breve, l’arte è lunga” diceva Ippocrate. Vale anche per il giornalismo, non solo per la Medicina.
Senz’altro, a volte, vi è un eccesso di informazione propagandistica. Non so se questo sia il caso. Quel che so per certo è che la medicina generale sta scomparendo, e che ne abbiamo un disperato bisogno per prevenire e diagnosticare in tempo: i buoni medici di famiglia di una volta saranno sempre rimpianti. Qualcosa bisogna fare nell’immediato, con una riorganizzazione generale, in cui non si scaricano sui giovani, che dovrebbero fare esperienza assistiti dai più anziani, responsabilità enormi. I nostri presidi stanno attraversando una crisi mai vista. La cura dei governanti dovrebbe essere mirata all’assunzione di più personale per ogni segmento delle attività ospedaliere, a partire dai pronti soccorso. Al netto della negligenza di alcuni, ho potuto sperimentare in più occasioni che i medici sono allo stremo, per orari disumani, così come alcuni infermieri. Una buona campagna per l’assistenza medica per tutti sarebbe una battaglia da condurre tutti uniti. Credo fermamente nella necessità di una mobilitazione generale, con suggerimenti di buone pratiche e richiesta di impegno finanziario dello Stato e della Regione. Questa sarebbe veramente battaglia di civiltà.
Egregio, il giornalismo ai tempi dei social è un giornalismo straccione, fazioso ed assolutamente inaffidabile. Riuscire a capire dove sta il fondo di verità è una mission impossible o quasi. Ieri mentre pranzavo ho ascoltato in sottofondo un collegamento in esterno in cui la cronista dichiarava con enfasi “siamo in grado di mostrare le finestre dietro le quali si sono svolte le violenze (di un anziano) ….”. Mi sono detto perbacco che scoop mentre la telecamera inquadrava una comunissina ed anonima finestra. Valga come esempio di tipico giornalismo da accatto che fiorisce in un numero spaventoso di trasmissioni di pseudo informazione che io definisco “trasmissioni della morte”. Da Garlasco a Visentin dal piccolo Domenico (a proposito, la creatura cessa di vivere il sabato ed il lunedì mattina la madre annuncia a reti unificate la creazione di una fondazione dal notaio???? …… a cadavere ancora caldo? sarà mica per monetizzare?) alla vicina di casa è un continuo annuncio di scoop (che poi tali non sono) pur di strappare una unità di audience.
Ma che giornalismo è? Saluti.
Egregio Professore nel dicembre 2011 mia moglie è stata operata per un tumore ovarico per cui era stata diagnosticato un infelice esito a breve termine
Caparbiamente il medesimo chirurgo oncologo autore dell’intervento da lei citato decise di intervenire asportando 40 siti metastatici
Oggi mia moglie ormai settantenne gira il mondo frequentando deserti e trasferimenti che la maggior parte dei Suoi lettori avrebbe paura di affrontare
Onore e gloria per quel chirurgo e infamia e disonore per chi parla senza conoscenza del dolore specifico generato da queste situazioni
Caro Professore,
In merito a questo suo articolo su cui una persona normale che ha avuto a che fare con la Sanità Sarda non ha nulla da eccepire.
Sarebbe curioso chiedere all’ assessore attuale i dati sui morti al pronto soccorso,sui morti non curati,sui morti in corsia,sugli anziani abbandonati.
A questo punto andiamo a vedere le culle dei nati nei reparti ginecologia , vuoti, e assistiamo alla strage silenziosa che si sta verificando in Sardegna.
Poi facciamo proclamazioni sui referendum,sugli asilo nido,sui giovani,senza senso.
Senza reddito e dignità nessun giovane rimarrà in questa Terra.
A Si biri in salute.
Buongiorno professore, a me ciò che maggiormente disturba è avere cittadini di serie A e cittadini di serie B. Molto spesso la stampa si occupa di casi non per informare l’opinione pubblica, ma per distrarre elettori, per amplificare problemi o addirittura anche nasconderli, Basta poco per distrarre l’attenzione dal problema principale, e molto spesso normali lettori ci cadono. Avere un assessorato alla sanità ad interim, penso sia abbastanza preoccupante. Chi meglio di Lei, che ha fatto l’assessore sa che impegno ci vuole per portare avanti un simile incarico, e a maggior ragione un assessorato molto impegnativo come quello della sanità, dove il famoso Bartolazzi è riuscito anche a disintegrare quel poco che funzionava specialmente al Brotzu. La sanità vive un momento buio, sotto il silenzio assenso di una classe politica (bipartisan) poco attenta e compiacente ai giochi di partito. Ma in tutto ciò, non dobbiamo però dimenticare alcuni dottori che ogni giorno lavorano e danno un egregio servizio, ma che per colpa di altri il loro ottimo lavoro passa nel dimenticatoio.
… Berus, sempre prus berus in custa inciviltade de gherra totu a bìnchere s’àteru chi depet pèrdere!
Però, a bi pessamus bene candho in italianu narant «l’uomo»?
Su giornale chi naras depet èssere GIORNALE UMANU, no «per l’uomo»! Ca, mancu male, s’àteru mesu e prus de s’umanidade, inoghe e in aterue, sunt féminas, o goi e gai!
E’ la medicina spettacolo di cui tanto abbiamo bisogno e che questi ultimi due anni ci hanno regalato (si fa per dire)…….o no?