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Vincere con Vannacci o con gli anarchici

Posted on 30 Marzo 202630 Marzo 2026 By Paolo Maninchedda 15 commenti su Vincere con Vannacci o con gli anarchici

Il dato fotografato dall’ultimo sondaggio pubblicato dal Corriere della Sera è, al tempo stesso, chiarissimo e inquietante: per vincere, le coalizioni italiane devono allargarsi ai loro estremi. Non è più una tendenza, è diventata una condizione.

Il Centrodestra, secondo la rilevazione, avrebbe i numeri solo includendo l’area più radicale incarnata da Roberto Vannacci. Il Centrosinistra, specularmente, vincerebbe soltanto mettendo insieme tutto e il contrario di tutto: dagli ambienti anarchici fino ai liberali di Carlo Calenda. Due formule opposte solo in apparenza, ma identiche nella sostanza: senza gli estremi, non si governa.

In mezzo, il vuoto.

Il risultato del referendum – con la vittoria del “No” – ha ulteriormente irrigidito il quadro. Non ha rafforzato un’area riformista, ma ha consegnato alla Sinistra due figure di leadership (Conte e Sclein) che competono sul terreno dei toni più duri, non su quello delle soluzioni pragmatiche. La radicalizzazione, insomma, non è più un incidente di percorso: è la grammatica della competizione politica.

E qui emerge il punto più scomodo. I riformisti italiani, i liberaldemocratici, quelli che storicamente cercano equilibrio, gradualità, compromesso, non sono scomparsi: sono diventati irrilevanti nei meccanismi della vittoria. Non determinano più le coalizioni, se non andando contro la loro natura: diventando parte della fazione, cioè estinguendosi.

Il paradosso è evidente: proprio mentre il sistema politico si polarizza, cresce un elettorato che non si riconosce nei poli estremi. Eppure, al momento decisivo, questo elettorato si ritrova – ancora una volta – senza una casa politica competitiva. Il finale è già scritto, e non è nuovo. Anche alla prossima tornata, i riformisti saranno chiamati a scegliere non ciò che li rappresenta, ma ciò che temono di meno. Votare “turandosi il naso”, in un senso o nell’altro.

Non è solo una questione di offerta politica. È il segno di un sistema che, per funzionare, ha bisogno degli estremi – e non sa più fare a meno del riformismo, se non per ignorarlo.

Elezioni, Vetrina

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Comments (15) on “Vincere con Vannacci o con gli anarchici”

  1. Mike ha detto:
    31 Marzo 2026 alle 18:00

    Si critica il pensiero del Generale Vannacci “Patria, onore, disciplina, senso del dovere, lealtà, rispetto dei principi di base della Costituzione, servizio in difesa dello Stato e della collettività….”,: (dal mio punto di vista integro tale pensiero con: abnegazione, sprezzo del pericolo e spirito di sacrificio!). Sono tutte cose che stiamo perdendo in nome di una integrazione farlocca, sacrificando i nostri diritti fondamentali guadagnati nei secoli, per aprire le porte a persone che non vedono l’ora di sottometterci. Quando uno si vuole integrare alla cultura occidentale ben venga; di contro se viene nella nostra patria e pretende di imporre il suo credo, dal mio punto di vista, non deve fare altro che tornarsene in fretta da dove è scappato di casa alias andarsene a fare in culo nel suo paese d’origine. Povvvveriniii da noi vogliono costruire le moschee???! Avete contezza dei massacri dei cattolici nel mondo da parte degli stati che qui in Italia pretendono la costruzione dei loro luoghi di culto? Ho lavorato in diversi paesi esteri, la regola regina è sempre stata: l’ospite, se vuole essere accolto, deve rispettare le regole del paese ospitante; diversamente calci in culo e fuori dai coglioni.l’Europa purtroppo si dimostra sempre più smidollata, iperbulimizzata di regolamenti, salvo poi dimenticare i fondamentali delle sue radici. Ah già, però abbiamo i tappi attaccati alle bottiglie, ecchecaspio; regole sicuramente ben lontane mille volte da quelli che erano gli intenti dei padri fondatori. Torno sul pezzo e dico: quale è il prezzo da pagare sugli estremismi estremi? Vogliamo buttare a mare il nostro credo e, di conseguenza a prescindere, tutti a culo all’aria rivolti alla mecca? Oppure, difendiamo il nostro credo e chi vuole professare il suo (di credo) lo faccia pure senza rompere i coglioni a chi la pensa diversamente?

  2. angelo ha detto:
    31 Marzo 2026 alle 09:23

    @ Ginick
    “Patria, onore, disciplina, senso del dovere, lealtà, rispetto dei principi di base della Costituzione, servizio in difesa dello Stato e della collettività….”
    per non parlare degli atteggiamenti nei confronti delle persone di colore o di quelle con attitudini sessuali “non ordinarie”, o degli immigrati in genere
    Vannacci per me è una delle peggiori rappresentazioni della destra, a prescindere dai principi nobili ai quali dice di riferirsi

  3. Enrico ha detto:
    31 Marzo 2026 alle 07:52

    Gli islamici!
    Ci sono anche loro (purtrppo!) nella galassia degli imbarcati del centro sinistra e dei 5s in particolare!
    Islamici che, dimostrando la loro forza elettorale, sono ancora più pericolosi e pretenziosi (si leggano al riguardo le dichiarazioni sulla sharia rese da Piccardo all’indomani degli esiti referendari, vinti dal fronte del No soltanto grazie a loro; altro che mobilitazione dei giovani…). Dunque, visto il reale pericolo islamico in Italia, ben venga anche Vannacci (che voterò alle prossime elezioni politiche)! Onestamente me ne frego del giudizio dei sedicenti antifascisti che votando no hanno contribuito al mantenimento dell’attuale assetto ordinamentale voluto da Mussolini…

  4. Ginick ha detto:
    30 Marzo 2026 alle 23:23

    Egr prof.,
    Solo ora leggo il suo pezzo odierno. Le dico che con enorme sorpresa ho appreso del Suo di voto per la pluri condannata europarlamentare ed è grazie anche al Suo contributo che l’onorevole è potuta sfuggire al giudizio della magistratura ungherese ed ora fa la vittima perchè la polizia italiana ha bussato alla porta della sua camera
    d’ albergo ed appena saputo che si trattava di un parlamentare europeo, toglieva il distirbo senza alcuna azione di controllo personale.
    Il secondo punto è ancora più importante del primo: rifiuto in modo assoluto che la posizione politica dell’ex gen. Vannacci sia la più radicata a dx e venga equiparata all’estrema sx ed all’anarchia quando per tutta la vita alla base del suo credo ci sono stati e ci sono i concetti di Patria, onore, disciplina, senso del dovere, lealtà, rispetto dei principi di base della Costituzione, servizio in difesa dello Stato e della collettività, ad es, in caso di disgrazie(alluvioni,terremoti etc…).
    Ebbene, Le faccio una domanda: mi devo sentire di estrema dx condividendo tutti questi punti alla base del corretto vivere civile?
    Con immutati cordiali saluti

  5. Paolo Maninchedda ha detto:
    30 Marzo 2026 alle 16:57

    Assolutamente sì

  6. Salvatore ha detto:
    30 Marzo 2026 alle 16:27

    sono orgoglioso di non aver votato una delinquente come la Salis….

  7. Antonio ha detto:
    30 Marzo 2026 alle 16:21

    Prof Maninchedda e signor medardo di terralba per è stato uno sbaglio dare 17mila voti alla Salis anche perché l’ Ungheria fa’ parte dell’ Unione Europea, ha ragione il signor Paolo il problema sono le liste civiche composte da Politici che hanno vergogna di presentarsi sotto l’insegna di un partito

  8. Donatella Gallistru ha detto:
    30 Marzo 2026 alle 15:05

    Paolo, non pensi che tutto questo sia il risultato della legge elettorale maggioritaria?
    Che io penso essere la madre di tutti i problemi.

  9. Paolo Maninchedda ha detto:
    30 Marzo 2026 alle 10:30

    Caro Medardo, per le stesse ragioni l’ho votata anch’io e lo rifarei, sebbene il suo partito e lei non abbiano capito di essere stati salvati e omaggiati dai libertari e non da rivoluzionari egemonici.

  10. medardo di terralba ha detto:
    30 Marzo 2026 alle 10:01

    Caro Paolo, la Salis l’ho votata anch’io.E non perché sono anarchico ma perché volevo contribuire a sottrarla ad un sistema giudiziario illiberale come quello ungherese.
    Fatta questa premessa condivido le tue considerazioni. Il sistema elettorale attuale determina immancabilmente la situazione che prefiguri. Fin dalle sue prime applicazioni le campagne elettorali si sono animate con lo slogan semplificato “O di qua o di la” con il risultato aberrante che si sono messi insieme partiti e idee politiche con una capacità di mescolanza pari a quella dell’acqua e l’olio, una miscela che agitata in campagna elettorale si emulsiona ma che alla prova di governo, immancabilmente, le componenti si distinguono fino a separarsi. Il buon vecchio sistema elettorale proporzionale potrebbe restituirci coalizioni meglio assortite, forse. Ne mitigherei gli effetti perversi con uno sbarramento e con la fiducia costruttiva

  11. A ha detto:
    30 Marzo 2026 alle 09:38

    L’importante è non finire tra le mani di grillini o pidioti.

  12. Marco Casu ha detto:
    30 Marzo 2026 alle 09:25

    Osserviamo solo schemi (e sigle) ma si e’ in presenza di deflagrazione di senso.
    Non esiste , nemmeno in utopia, nessuna Comunita’ Politica (autentica, concreta non proclamata e formale nonché formalizzata) eppercui le Forze che si muovono trasversalmente guarda caso riconducono tutto all’economici più sfacciato.. Utilities , assets di trasporto, opere.

    Il POLITICO (scriviamolo ben in maiuscolo) è definitivamente scomparso dagli attori elettorali ma anche dalla Società; dopotutto noi stessi esprimiamo solo un sentire.

    Diciamo, e non è “complottismo” che il Politico non governa più le complessità, ecco..ma forze altre; la Sardegna

  13. Paolo Maninchedda ha detto:
    30 Marzo 2026 alle 08:30

    Il mondo anarchico è molto articolato e se gli anarchici duri e puri non votano, quelli più movimentisti si riconoscono nella Salis e non perché blo dica Mario Sechi, perché lo attestano i fatti.

  14. Carlo Fiecaro ha detto:
    30 Marzo 2026 alle 08:04

    Mentre comprendo perché i fascisti dovrebbero votare a destra, mi è meno comprensibile come potrebbero gli anarchici andare persino a votare. Giusto nei giornali diretti da gente tipo Mario Sechi, immersi in un delirio onirico, gli anarchici sarebbero amici del PD…

  15. Paolo ha detto:
    30 Marzo 2026 alle 07:48

    Il problema sta il fatto che destra e sinistra pur di vincere a qualsiasi elezione reclutano le parti più estremiste con la scusa che si ha un programma, soggetti diversi raggruppati su programmi totalmente fuori dalle visioni dei partiti, mà, abbiamo sempre un mà, poi si cade su una buccia di banana. Basta un decreto, con la scusa che non è in programma per far saltare la coalizione. Questo crea ingovernabilità, lo vediamo al governo, lo vediamo ancora di più in regione e lo vediamo anche in quei comuni dove ci sono in particolare le liste civiche. Secondo me è VOGLIA DI POTERE, non di fare politica con i propri ideali e per il bene del paese. Poi se qualcosa va storto, non si ha paura cambiare partito o abbandonare la barca che naufraga.

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