La Todde, ieri, col suo argomentare fluviale, ha detto e non detto qualcosa sulle primarie. Più esattamente: «Ma il cittadino si deve sentire rappresentato. In questo senso penso che le primarie allargate possano essere uno strumento che riporti i cittadini anche a credere rispetto all’offerta politica e all’alternativa. Le regole, però, credo che vadano costruite anche rispetto alle sensibilità della coalizione. Se sono ben accette da tutti, perché no? Se, invece, devono costituire un punto di rottura, un punto di dissidio, non credo che siano lo strumento giusto».
Peccato che quando le si voleva fare per le regionali il suo no a primarie di coalizione sia stato accompagnato dalla minaccia dei Cinquetasche di uscire dalla coalizione. In sostanza, le primarie vanno bene a seconda del fatto che si sappia prima chi le vince. Perfetta logica italica.
Nel grande laboratorio della politica italiana, dove ogni esperimento è definitivo fino al successivo, il centrosinistra ha dunque perfezionato la sua invenzione più recente: le primarie a geometria variabile.
C’era una volta il voto aperto, festa di popolo, gazebo, file ordinate e qualche infiltrato sorridente. Con quel metodo è stata eletta Elly Schlein, celebrata come l’irruzione della democrazia partecipativa. Oggi, però, la stessa procedura appare pericolosamente simile a un virus: contagiosa, imprevedibile, potenzialmente letale. Meglio dunque il voto ristretto, controllato, quasi monastico.
Non più “venite tutti”, ma “entrino solo i già convinti”.
Una democrazia a numero chiuso, come i corsi universitari più ambiti.
È il primo paradosso: il metodo è perfetto finché ti elegge, diventa sospetto quando potrebbe non rieleggerti. Dall’altra parte, Giuseppe Conte osserva e rilancia con un’eleganza degna di un manuale di scacchi bizantini: prima i programmi, poi il leader. Un’idea apparentemente razionale, se non fosse che nella politica italiana i programmi hanno la stessa funzione dei menu nei ristoranti turistici: si leggono, si ignorano e si ordina comunque altro. Ma Conte insiste, e così introduce il secondo paradosso: discutere i contenuti prima di sapere chi dovrà ignorarli.
Schlein teme Conte, Conte studia Schlein, e intanto il centrosinistra riesce nell’impresa di trasformare una scelta politica in un esperimento di fisica quantistica: il leader esiste e non esiste finché non lo si osserva, ma nel frattempo cambia anche il metodo con cui lo si dovrebbe osservare.
Il risultato è un sistema perfettamente coerente nella sua incoerenza: primarie aperte che devono essere chiuse, programmi indispensabili che nessuno leggerà, candidati che vogliono essere scelti solo da chi li ha già scelti. È la democrazia preventiva: si vota dopo aver eliminato ogni rischio del voto.
In fondo, il centrosinistra ha trovato la soluzione definitiva al problema del consenso: ridurlo a un ambiente controllato, sterilizzato, dove nulla può sorprendere. Un po’ come organizzare una gara di corsa scegliendo prima il vincitore e poi misurando il tempo. E mentre si discute se votare prima, dopo o mai, resta un’unica certezza: il vero leader, per ora, è il regolamento.

La sottosegretaria alla transizione energetica (“ella dixit”) del governo Draghi (quello che con il decreto – art 20 comma 8 – determinò le aree già idonee per le rinnovabili, alla faccia di Spanedda che non ci dice ancora quanti soldi netti guadagnano gli speculatori con un MGW di rinnovabili distruggendo i paesaggi e lasciando le briciole ai sardi) Alessandra Todde da Nuoro, “buscò” 1700 voti con la piattaforna “carbonara” 5 stelle e venne così candidata alle europee 😂.
Che dire, con tutti i problemi che l’Italia sta affrontando, i sedicenti progressisti farfugliano di ipotetiche e ipocrite unità di intenti, salvo poi riuscire a massacrarsi i loro stessi & medesimi zebedei, con il recondito intento di coinvolgere l’universo mondo. Ma di che caspita di itinerario parlano se manco loro sono convinti di quello che dicono. Che cazzo vuol dire: prima facciamo un programma e poi facciamo le primarie; ma anche no: prima facciamo le primarie e poi il programma si vedrà. L’unica sintesi plausibile, che illi vorrebbero applicare (,pensando che gli altri siano gonzi…or not(?)) sarebbe: facciamoci vedere impegnati, facciamoci eleggere e poi…mavaffanculo al programma! Questo è! Quante cose plausibili hanno sparacchiato nei loro programmi, salvo poi fare tutto il contrario (separazione delle carriere…. sanità migliore…ricorda qualcosa)? Ad maiora! Anzi mi correggo; campolargo (con il dovuto rispetto): mavaffankuuuuuuuu in Corea del nord!
Sig.Pino , la verità delle cose evidentemente non piacciono? ………o ci dobbiamo rassegnare alle favole del PD o dei cinque ladroni.
signor Pino la verità vi fa male e meno male che siete democratici, se non le piace non legga il blog ignori
La sfacciataggine e l’impudenza non ha limiti. Tre anni fa i partiti dovevano mostrarsi maturi e capaci di selezionare chi avrebbe meglio rappresentato i principi ispiratori di governo della regione e con essi la sintesi programmatica migliore. Le primarie richieste a gran voce da Soru erano state bollate, nella migliore delle ipotesi, come un inutile perdita di tempo e nella peggiore l’occasione per esaltare personalismi egoistici di un guastatore. Si sa come è andata a finire: il centrosinistra e i m5s hanno costituito la grande alleanza ribattezzata campolargo ed è sotto gli occhi di tutti (anche i loro ma non lo ammetteranno neanche sotto tortura) il totale fallimento, politico e di governo. Ora Conte, certamente non per convinzione ideale ma per bieco calcolo, propone le primarie. Lo fa a ridosso del risultato referendario per cercare di cavalcare l’onda e spiazzare la sua principale antagonista che, in bambola, nega la sua stessa esistenza blaterando di metodo. Lei che si è potuta candidare a seguito della modifica dello statuto del pd, lei che è stata letteralmente inventata dalle primarie aperte del pd, lei che ha perso contando i voti degli iscritti al partito e vinto con il voto aperto anche ai non iscritti. In realtà l’obiettivo vero e inconfessabile di queste teste di rapa di politicanti da strapazzo è lo stesso di sempre : est a si sarvài
Prof sono sempre stato convinto che alle primarie devono votare solo i tesserati invece fanno Gazebo e fanno votare tutti anche gli extracomunitari cosi è stata eletta la Schlein sono votazioni falsate INTERVISTA ANSA della Presidente leggere con attenzione l’ultima parte
https://www.ansa.it/sardegna/notizie/2026/03/31/todde-non-penso-alle-politiche-piuttosto-il-bis-in-sardegna_1294e338-9127-41d5-8283-d0723cf8f673.html
A questi mali non c’è rimedio proprio. La Todde che ieri in un intervista dice “Non penso alle Politiche, piuttosto mi piacerebbe il bis in Sardegna”. Si ricordi come si ritrova seduta in quella sedia, ma soprattutto grazie ai voti del suo tanto criticato PSDAZ. e del voto disgiunto. Pensi a lavorare per il bene dei sardi che mancano quasi 3 anni alle elezioni.
Parli di te, Pino?
Il / i sito commento livoroso e di parte, no serbi prusu.
Egregio, richiamato che la elezione della Schlein alle primarie PD avvenne grazie alle truppe camellate di Conte alle primarie fin troppo aperte (la Schlein non era neanche tesserata), per immaginare quale incubo sarebbe per la Banana’ Republic Il ritorno di Giuseppi alla PdC. Al netto del trasformismo di cui l’avvocato del Popolo è maestro (giova ricordare che nel 2013 si propose a Renzi per intercessione della studentessa Boschi) ci manca solo che costui tornasse a finire l’opera di demolizione iniziata nel 2018 e che ci ha regalato 3 anni di regime, milioni di nullafacenti pagati da chi versa le tasse, 200 miliardi di sforamento dei conti pubblici, un mld e mezzo di euro di mascherine farlocche ancora ferme ai Monopoli di Stato ed un elenco infinito di follie pur di mantenere la cadrega. Per chi avesse la memoria labile basterà analizzare lo scempio della pentafarlocca Todde in terra sarda. E poiché, come i Sardi, gli Italiani sono dei gonzi è assai probabile che ce lo troveremo a capo del futuro sgoverno. Saluti.
come avrebbe detto Jannacci:
e quelli che “la democrazia partecipativa? va bene, ma fino a un certo punto…”. oh yeeeee
Mio nonno ( che era un saggio) diceva : de kunnu a culu, pagu trettu c’esti.
Caro Paolo,
analisi impeccabile ma vien da chiedersi…..e quindi?
dopo che fanno/non fanno le primarie in questo modo…cosa cambia?
Guarda che l’eventuale “metodo e regolamento” delle primarie è come il menù turistico di cui parli…della serie…chi se ne frega!
Alcune settimane fa intitolavi il tuo post…”il PD recupera la sua dignità”, titolo che ti rimproverai nel mio commento perchè non vedo frammenti di dignità in questo PD (guarda come la Todde sta svendendo gli aeroporti a Cabras & company). Allora ti chiedo: e se avesse ragione Antonio Moro ad invitarti ad uscire dal tuo eremo per promuovere ed animare un corteo? Si, lo so che sei stanco, l’hai già fatto per decenni, ti hanno perseguitato…ecc,ecc….ma l’alternativa qual’è? che tu, ed altri come te, facciano per tanti lustri ancora il grillo parlante di collodiana memoria? O pensi che far sublimare questo blog in un giornale on-line possa elevare la cifra della tua militanza? Si, un giornale on-line se ben strutturato è cosa nobile nonchè buona e giusta, ma se rimane fine a se stesso resta sempre uno strumento vagamente masturbatorio…non trovi?
Puoi anche scegliere di essere poco efficace…ma ti prego…non scegliere di essere inutile.
Scusa se ti ho provocato…un abbraccio.
Sono totalmente d’accordo con Marco Casu. uso lo stesso metodo a suo tempo adottato nei confronti di Prodi e Scalfaro : cambiare canale o saltare l’articolo.
Mi ricorda quando durante i giochi della gioventù del 1985, Prof. Urgu (di educazione fisica) mi disse: vuoi fare i 100 ostacoli?
Ed io: sei matto? Non ho mai fatto atletica cosa partecipo a fare? E lui: sarai solo e servono punti squadra alla scuola.
Fu cosi che divenni medaglia d’oro provinciale dei 100 ostacoli.
Lasciamola candidare, prenderà una trombata epica dato che è riuscita solo a fare danni, la voteranno solo i grillini che ha infilato ovunque tra addetti stampa, consulenti alla fuffa e posti vari di sottogoverno.
Mi rifiuto di leggere e ascoltare quei due individui anche per un solo Istante.