Forza, ditela grossa

9 febbraio 2014 09:532 commentiViews: 280

simbolo-pdsdi Paolo Maninchedda
“Dai, sei candidato, dilla grossa, altrimenti nessuno ti nota”.
Nei giornaletti sardi abbiamo i baci, il gossip, le bufale, le chiacchiere, i frizzi, i lazzi e le piante grasse della Sardegna, ma mai, dico mai, un problema ben posto.
Ne cito uno. Che cosa si farà dei lavoratori in mobilità che nel 2015, per effetto della riforma Fornero, cominceranno a uscire dalle tutele che oggi li accompagnano? Noi abbiamo indicato delle uscite; noi abbiamo cominciato a mettere giù un tipo di workfare che associ integrazione di reddito e lavoro. Gli altri, che cosa hanno in testa?
Ne cito un altro? Dove sono finiti, ora che tutti gli istituti di previdenza italiani sono drammaticamente in crisi, gli italianisti che agitavano lo spettro delle pensioni non pagate qualora si fosse realizzata l’indipendenza? Dove sono i nipotini di Cossiga di destra e di sinistra che invitavano i sardi a fidarsi solo dello Stato Italiano? Pagano loro le pensioni? Come si pagano le pensioni senza produrre lavoro? Come si produce lavoro senza produrre ricchezza? Come si produce ricchezza?
Ne cito un terzo. Come mai il costo del lavoro a Malta è più basso e il potere d’acquisto degli stipendi più alto? Esiste un mercato del lavoro specifico sardo che merita un contratto nazionale sardo o ancora dobbiamo berci i contratti fatti italiani?
Ne cito un quarto: chi sta controllando l’appropriatezza delle somministrazioni di farmaci rispetto alle malattie più diffuse e tipiche della Sardegna? È lecito sospettare che siamo un mercato chiuso di alcuni farmaci e che questo comporti vantaggi per alcuni piuttosto che pe ri pazienti?
Forza, Siori e Siore, ditela grossa, una volta tanto.

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