Politica, Sanità

Diabete: tutto come prima

Dal 14 marzo 2018, giorno della discussione in aula della nostra mozione sulla situazione relativa all’assistenza dei soggetti affetti da diabete nel territorio regionale, approvata all’unanimità dal consiglio regionale, cosa è cambiato nella realtà dei diabetici sardi? Nulla.
In quella occasione l’assessore, nella replica alla discussione in Aula sulla mozione, dichiarò testualmente: «… Non c’è nessun problema di soldi, lo vorrei dire molto chiaramente. [ Omissis ] Abbiamo già messo a disposizione l’Eversense che è quello sottocute che permette il monitoraggio completo e automatico della glicemia».
Teniamo d’occhio le date. Era il 14 di marzo e l’assessore dava per certa la disponibilita degli erogatori sottocutanei.
In realtà, nei mesi precedenti l’assessorato stesso aveva bloccato la fornitura degli erogatori sottocutanei.
Che cosa era successo?
Con delibera del DG ATS n. 233 del 18/04/2017 si autorizza la stipula di convenzioni con il soggetto aggregatore – Centrale di Committenza della Regione Piemonte S.C.R. – Piemonte S.p.a. per l’espletamento, nell’interesse congiunto degli enti delle due regioni, della gara di forniture di microinfusori e relativo materiale di consumo e di monitoraggio continuo per diabetici e servizi connessi.
Il 9/11/2017 viene firmato il contratto di avvio dell’esecuzione del contratto in via di urgenza per un importo di circa 10 milioni di euro per i lotti 1/2/3/4/e 5.
Ma ecco che interviene l’Assessorato alla Sanità che il 25/11/2017 con lettera prot. n. 27875 invia una lettera al Direttore Generale dell’ ATS con cui invitava l’ATS a sospendere «nelle more delle risultanze degli ulteriori approfondimenti necessari ed al fine di non generare aspettative tra gli assistiti» la fornitura dei sistemi di monitoraggio continuo con sensore impiantabile di cui al lotto 5 (sistema CGM EVERSENSE impiantabile).
Le motivazioni addotte per bloccare la fornitura sono una clamorosa cantonata che sarebbe lungo spiegare (ma siamo molto disponibili a farlo), ma il problema è che in virtù di questa lettera gli infusori non erano e non sono nella disponibilità dei malati a differenza di quanto dichiarato dinanzi al Consiglio regionale.
Perché vogliamo occuparci di queste cose?
Perché se non si lavora con giustizia i sardi non avranno mai fiducia nella propria capacità di autogovernarsi.
Adesso ci auguriamo che rapidamente gli infusori siano realmente disponibili per i malati.