Quale uomo non ha mai fatto esperienza dell’elasticità del proprio scroto e del piccolo miracolo biologico che permette al membro a riposo di esibire un tatuaggio ridotto a un puntino, salvo poi, nel passaggio dalle tristissime sei e mezza del mattino al luminoso mezzogiorno, distenderlo con solennità nella frase “A Domenichina con tanto amore”, rigorosamente in caratteri cirillici? Parallelamente, la pelle dei penduli – creatura sensibile e meteoropatica – si rilassa al caldo e si ritrae (ahinoi!) al freddo. Questa sua docilità ha ispirato poeti e moralisti, che vi hanno visto una metafora perfetta di certi legulei: uomini capaci di allungare e restringere il diritto con la stessa disinvoltura con cui i bambini giocano con la pelle dei coglioni, prendendosi con le leggi la stessa eccessiva confidenza che i bambini intrattengono con quella sacca antica e fedele, custode di momenti di felicità maschile e, in taluni casi, persino femminile.
La vicenda della nomina del Direttore Amministrativo del Brotzu (di cui mi occupo per reazione alla stizzita risposta dell’Ufficio stampa regionale alle domande poste dall’on Schirru, un tono irritante e spocchioso, quello che in genere si esibisce quando non si hanno argomenti, che mi disgusta) ha lo stesso valore.
Parliamo della nomina, non della persona, che non conosciamo e che assumiamo, come sempre, come rispettabile e brava.
Questo il suo Cv reperibile in rete. Posso sbagliarmi, ma il relativo contratto per le funzioni svolte nella Guardia di Finanza è assimilabile a quello di un capo settore della Regione, non di un dirigente. Ma questo è il meno.
La nomina di Antonio Guerrieri a direttore amministrativo dell’ARNAS Brotzu presenta profili di illegittimità difficilmente eludibili, alla luce delle norme statali, della giurisprudenza e degli stessi atti regionali.
Il punto centrale riguarda il requisito dell’esperienza. L’art. 3, comma 7, del d.lgs. 502/1992 richiede, in modo espresso, almeno cinque anni di qualificata attività di direzione tecnica o amministrativa svolta in enti o strutture sanitarie pubbliche o private. Dal curriculum del nominato emerge invece un percorso interamente maturato nella Guardia di Finanza e in incarichi politico-amministrativi presso enti locali, senza alcuna esperienza dirigenziale specialmente in ambito sanitario. L’assimilazione di tali funzioni a quelle richieste dalla legge appare forzata e priva di base normativa.
La delibera tenta di fondarsi sull’art. 13, comma 2, della legge regionale Sardegna n. 24/2020, che consente, in via derogatoria, di valorizzare esperienze dirigenziali maturate anche in altri settori. Ma quella disposizione riguarda l’accesso alle procedure selettive e non può legittimare una nomina diretta, tanto più in assenza di un elenco regionale degli idonei. In ogni caso, una norma regionale non può derogare al requisito sostanziale fissato da una legge statale, pena la violazione della gerarchia delle fonti.
La giurisprudenza della Cassazione è inequivoca. Con la sentenza n. 12030 del 6 maggio 2021, la Suprema Corte ha chiarito che l’esperienza richiesta per i direttori amministrativi delle aziende sanitarie deve essere specificamente maturata nel settore sanitario e non è surrogabile con esperienze amministrative generiche, anche se di alto livello. È esattamente l’operazione che la delibera compie, esponendo l’atto al rischio di nullità.
Anche la qualificazione dell’esperienza come “dirigenziale” appare problematica. Le funzioni descritte nel curriculum – capi ufficio, comandanti di reparto, ruoli interni a una struttura militare fortemente gerarchizzata – sono difficilmente sovrapponibili alla dirigenza apicale richiesta dalla normativa sanitaria, che presuppone autonomia gestionale complessiva e responsabilità diretta di un’azienda complessa.
Infine, la nomina si pone in evidente tensione con il parere dell’Area legale della Regione Sardegna del 19 aprile 2022, che aveva escluso soluzioni atipiche e assimilazioni analogiche dei requisiti in assenza degli elenchi regionali, richiamando l’obbligo di attenersi rigidamente alle procedure e ai requisiti previsti dal legislatore statale.
Nel loro insieme, questi elementi delineano un quadro critico: la nomina del direttore amministrativo dell’ARNAS Brotzu appare costruita su un’interpretazione estensiva e impropria delle norme, in contrasto con la legge statale, con la giurisprudenza e con gli stessi indirizzi giuridici regionali. Un atto che, più che colmare un vuoto amministrativo, rischia di aprire un contenzioso dall’esito prevedibile.
Ciò non stupisce. La presidente Todde ha adottato da subito un metodo che a me disgusta, perché non è istituzionale, cioè muoversi sempre su crinali di incerta legittimità per poi allinearsi se le autorità la censurano. Lo ha fatto col rendiconto elettorale e lo ha fatto con i commissari delle Asl e continua a farlo con queste nomine. È il tipo: “sono onesto solo se costretto”. Un modo di fare non istituzionale ma corsaro, lo stesso adottato nei rapporti col Pd: de visu, estrema cordialità e grandi impegni, in pratica ogni occasione è buona per fotterli.

Questa militarizzazione di enti pubblici mediante ex appartenenti ai ranghi della Guardia di Finanza, dal mio personale punto di vista, la si poterbbe considerare anche da una prospettiva singolare: lo stato ladro, assassino, tassassino e menzognero ha una paura folle dei simpatizzanti del fu Doddore Meloni che ancora non riesce esattamente a quantificare ma dei quali ha chiaro sentore.
Visca Sardenya de nou lliure!
Trovo l’analisi del signor Corda abbastanza esaustiva e attuale.
Senza voler contraddire le restanti (corrette) argomentazioni, mi risulta, per conoscenza diretta, che l’ing. Antonio Belloi avesse effettivamente i requisiti per la nomina a DG della protezione civile, come accertato nel procedimento giudiziario svolto a seguito di esposto.
Requisiti, invece, ancora tutti da accertare per l’attuale DG… il cui ruolo dice, CV alla mano, essere quello di semplice FUNZIONARIO presso l’amministrazione regionale.
A buon intenditor…
L'”affaire” del tenente colonello Antonio Guerrieri incaricato come Direttore Amministrativo presso il Brotzu di Cagliari.
Ieri, sull’Unione Sarda, come oggi commentato magistralmente dal nostro Professore, è apparsa la notizia dell’attribuzione di un incarico di Direttore Amministrativo, presso l’Azienda Ospedaliera Brotzu di Cagliari, all’ex tenente colonello della Guardia di Finanza di Cagliari, Dr. Antonio Guerrieri, collocato in pensione, si direbbe l’anno scorso, pur avendo l’età di 56 anni! Senza entrare nel merito dell’età, poiché si tratta di personale militare che sfugge alle norme sulla quiescenza del personale civile, che come è noto, oggi, nel 2026, sono fissate al raggiungimento del 67mo anno di età, mentre per i militari, come nel caso specifico, probabilmente, è scattato al 56°, qualora lo stesso al 31. Dicembre 2024, avesse raggiunto 35 anni di contributi, conteggiando il servizio effettivamente prestato e/o il riscatto degli anni della laurea. È comunque certo che lo stesso attualmente si trova in pensione, che come già detto in precedenza, non può ricoprire alcun incarico dirigenziale presso una pubblica amministrazione se non per un anno e a titolo gratuito, come previsto dall’art. 5, comma 9, del D.L. n. 95 del 6 luglio 2012, convertito con modificazioni, dalla Legge n. 135 del 7 agosto 2012. Ma a parte tutto ciò quello che fa specie è la deliberazione n. 48 del 4.2.2026 del Direttore Generale dell’A.R.N.A.S Brotzu che, pur specificando che oltre la laurea, l’interessato abbia una “comprovata esperienza nella qualifica di dirigente, almeno quinquennale, nel settore sanitario o settennale in altri settori, con autonomia gestionale e diretta….ecc” non abbia accertato giuridicamente che l’interessato fosse in passato realmente un “dirigente” se pur in un’altra amministrazione. Qui “casca ulteriormente l’asino”, considerato che nell’art. 632 del Codice dell’ordinamento militare, nella equiparazione tra i gradi militari e le qualifiche delle Forze di polizia e ordinamento civile è determinato che i Dirigenti sono solo i seguenti: a) Generale di Divisione e corrispondenti: Dirigente generale di pubblica sicurezza e corrispondenti; b) Generale di Brigata e corrispondenti: Dirigente superiore; c) Colonello e corrispondenti: primo dirigente e corrispondenti. Questi sono i veri e unici Dirigenti! mentre il Tenente Colonello, Dr. Antonio Guerrieri è semplicemente un Ispettore apicale facente parte del ruolo direttivo, che pur operando con responsabilità elevate, ma non viene inquadrato formalmente come “Dirigente” ai sensi del D, Lgs 199 e successive modifiche. Quindi, a parte la quiescenza, l’incaricato come Direttore amministrativo del Brotzu, non avrebbe potuto neanche partecipare alla selezione per tale posizione “dirigenziale”, non avendo “comprovata esperienza nella qualifica di dirigente, almeno quinquennale, nel settore sanitario o settennale in altri settori”. Questo pasticcio amministrativo sicuramente da annullare in sede di autotutela, mi ricorda i pasticci sia dell’incarico a suo tempo assegnato all’Ing. Antonio Belloi, come Direttore Generale della Protezione civile, nonché all’ ex parlamentare Mara Lapia, come Direttore amministrativo dell’ASL di Tempio, immediatamente revocato,
Anto’, Angelo era “sottilmente” ironico, mi’…
In sostanza ha detto:
a) visto che la persona in questione ha trascorso una vita a combattere l’illegalità
b) considerato che la sua nomina a DA è stata conferita evidentemente sotto ampi profili di illegalità;
c) ci si aspetta di conseguenza che, da difensore della legalità, contrasti la sua stessa nomina illegale.
Eh, certo che la cosa appare un po’ in salita…
Immagino che sia una persona integerrima, ma talvolta – come dice il detto – “chie tocat su mele, sos poddighes si nde linghet”.
Staremo a vedere
signor Angelo una cosa è amministrare un forza Militare non hanno da fare con sindacati vari il loro giudizio è insindacabile un altra cosa è amministrare una Cosa Pubblica e vedrà che alla prima occasione scenderanno in piazza i Sindacati molti ex Militari ci hanno provato senza nessun esito
Bravo e coraggioso
Aiutoooo………
io sono fermamente convinto che questo ex finanziere che, come emerge dalla lettura del curriculum, ha diretto numerose iniziative di contrasto alla illegalità variamente diffusa saprà anche in questo caso combattere con efficacia i profili di illegittimità che questa nomina presenta e che costituiscono caratteristica non secondaria o casuale dell’azione amministrativa regionale
Perché stupirci di questa che ci governa, quello che conta è il reticolo personale non un Cv valido che viene interpretato come Cazzo Vuoi e non come Curriculum Vitae.
Egr. professore, io penso che anche il PD ( e tutto il campo largo) stia al gioco, la torta ha imparato bene a dividerla e far finta di non accorgersi degli avvicendamenti, salvo poi quando vede esser ben riusciti uscire allo scoperto e difendere la presidente. Perchè qualora non fosse stato al gioco, avrebbe fatto un bel pò di casino, dalla rendicontazione elettorale, ai pasticci Asl, all’eolico, alla situazione stadio, e altro. Invece resta alla finestra, aspetta per vedere che impatto hanno e solo dopo prende la propria posizione molto spesso anche di dubbia appartenenza. Essere in coalizione vuol dire anche condividere scelte, decisioni, porre quesiti e prendere parte attiva alla politica, non solo accaparrarsi le poltrone e lasciar andare tutto.