Mi chiedo che cosa stia succedendo realmente al Brotzu.
La sensazione è di una struttura sottoposta a un controllo politico stringente, piuttosto che a una gestione amministrativa efficiente.
Sembra che i Cinquestelle vogliano trasformare un ospedale in un loro fortilizio, ovviamente impunemente, perché nello snobismo cagliaritano imperante, fatto di chiaccherate molto simili a quelle pubblicate tra un avvocato e un giudice della penisola, la magistratura si guarda bene dal chiedere loro conto di ciò che fanno, come invece faceva ai miei tempi.
C’è in primo luogo una vicenda su cui non riesco a far luce: diversi medici, infermieri e Oss mi riferiscono dell’arrivo di un dirigente medico dalla penisola, privo di incarichi amministrativi, cioè uno che dovrebbe lavorare e operare in reparto, e che invece fa il commissario politico, gira l’ospedale, osserva e minaccia, va in assessorato, dà del tu al Direttore generale dell’Assessorato, ritorna in ospedale, una figura inquietante per protervia e sfrontatezza. Non riesco ad avere prove circostanziate di come, perché e con quali funzioni previste sia giunto in Sardegna. La paura è tale che le bocche sono cucite.
Questa non è ordinaria vita sanitaria, questo è oppressivo e illegittimo controllo politico delle persone e delle funzioni.
Poi c’è il Direttore generale del Brotzu che si permette atti che se solo ai miei tempi qualcuno li avesse pensati, lo avrebbero arrestato in flagranza di reato.
Leggete questa brevissima nota: Il Direttore generale pretende di individuare il Direttore dell’Esecuzione del contratto, cioè chi vigila su ogni singolo appalto. E voi sapete cosa prevede il Codice degli Appalti? L’art.114 dice chiaramente che l’individuazione del Dec è competenza del Rup, al punto che è lui a proporne la nomina. Cosa c’entra e cosa vuole questo DG così intrusivo nelle procedure d’appalto?
Sono tutti sintomi di una degenerazione politica del potere amministrativo.
La celebre distinzione tra potere di indirizzo e potere di gestione è andata a farsi benedire, ma ciò è avvenuto per due motivi: la decadenza culturale del ceto poltico, che fraintende la prepotenza con l’efficienza, e la studiata e selettiva indifferenza del potere giudiziario, diversamente non si spiega perché prima si aprissero procedimenti su un solo indizio di reato e oggi dinanzi, per esempio, a dichiarazioni false rese alla Pubblica Amministrazione pur di superare una selezione, nessuno agisca. E sembra sia successo, non è un’ipotesi, al punto che due consiglieri regionali hanno fatto un accesso agli atti.
Siamo dentro un’emergenza di faziosità impunita mai registrata in questa forma.

Il RUP, senza effettivo potere di spesa, è solo un fantoccio in balia di chi, quel potere, l’ha effettivamente (DG o Direttore di servizio).
Questo è uno dei vulnus che permangono nella regolamentazione degli appalti pubblici in Italia, dalla Legge Merloni ad oggi.
Il potere giudiziario ha troppo bisogno dei paladini del no per superare la fase referendaria.
È un quadro desolante quello raccontato. La cosa peggiore è che non accade solo oggi, con questa amministrazione, ma è sempre accaduto, almeno in alcuni ambiti. Ora è tutto diventato più sfacciato. Le persone nei posti più alti, i cosiddetti dirigenti, sono per lo più persone che hanno scalato la gerarchia con ogni mezzo, più maneggioni che intelligenti, usi a chiacchierare nelle stanze del potere, calunniare, interpretare la vita degli altri per vedere cosa può venire a loro vantaggio. La nostra decadenza è tutta qui: ben prima della Todde, qui c’era l’atmosfera giusta, il brodo di coltura per questo. Risalire dopo tanto disastro sarà dura: non basta un avvicendamento ai vertici, serve credere di nuovo nel lavoro e nella cooperazione. Chiunque può competere a ragione per un posto viene isolato, denigrato, coperto di silenzio, messo in uno sgabuzzino. Da sempre.
Il RUP senza spina dorsale si sottomette ai voleri altrui. Sicuramente non è fiero di se quando si guarda allo specchio.
Nel frattempo, anche il Centro per l’impiego di Sassari è commissariato. È il Cpi della Cittfà dell’Assessora: dal suo arrivo si sono avvicendati tre Direttori. Attualmente è l’unico Cpi con un Direttore esterno, ad interim sino al 31 Maggio, esercita le sue funzioni a distanza.
prof per metterli in difficoltà i medici ed infermieri dovrebbero chiedere il trasferimento in blocco e i sindacati dove sono , ieri sia il presidente del Consiglio Comandini e la grande Presidente della Giunta dopo due anni continuano a dare la colpa a quelli di prima
Egregio professore,
I punturati hanno fiducia nelle punture.
Infatti temono i non punturati, ritenendoli contagiosi.
Ossia ritengono che le punture non proteggano dai contagiosi.
Ossia ritengono che le punture non proteggano.
Ossia non hanno fiducia nelle p[unture.
I punturati sono no-puntura.
A Lei, se ritene, la risposta alla domanda su chi siano i punturati (con incarichi politici e/o amministrativi) e la ricerca delle prove incontrovertibili, se esistono, delle inoculazioni alle quali i punturati si siano sottoposti o siano stati sottoposti.
Caro Mm la dirigenza non è tutta marcia, gran parte si. In un’azienda ospedaliera la dirigenza che conta sono i medici, gli altri (DG, DA, DS capo dipartimenti) sono un male necessario (quando non sono parassiti).
Ebbene è successo che le bocche si sono o sono state cucite come giustamente afferma Marco Casu.
Tutto è iniziato con la fine del così detto “quinquennio sardo leghista” ed è proseguito pedisequamente da allora fino ad oggi, con protervia, prepotenza e incompetenza via via crescenti. Chi non si è voluto piegare ha preferito cambiare aria. Come si dice nei noir “si sono suicidati o li hanno suicidati”.
Buongiorno prof dopo aver letto dico solo : i fascisti siamo noi che ci permettiamo di dissentire o disapprovare l’arroganza e la prepotenza di questa ciurma? Poveri sardi che sfascio immenso adesso sono finiti i proclami,i ridicoli show scollacciati e le promesse inutili,ma cosa ci potevamo aspettare d’altronde?Buona giornata
Chi lavora nell’Amministrazione regionale vive quotidianamente la situazione da lei descritta. E non c’è più differenza tra parte politica e parte amministrativa e gestionale. Una promiscuità da rabbrividire.
… Custa «amministrazione RAS» at a colare a s’istória coment’e Amministrazione dell’Abbuffata Scorpaccia a Crebu?
I 5tasche sono ormai nel panico, pervasi da un delirio di onnipotenza tipico di chi sa che la fine sta arrivando.
Alle prossime elezioni si squaglieranno come neve al sole.
Se le bocche sono cucite significa che non hanno fiducia della Struttura di segnalazione illeciti “Whistleblowing”? Per legge viene assicurato sia anominato che ritorsioni, per i denuncianti.
Non stento a credere. Vi è un’ arroganza nel mondo del lavoro: quando i sorrisi e le prese in giro non bastano, si ricorre all’ intimidazione e al ricatto. Degenerazione è. In altri tempi andai al sindacato. Senza bisogno di denuncia tutto cesso’. Oggi cosa bisogna fare per poter lavorare bene e senza ritorsioni quando si subiscono abusi e li si denuncia? La loro rete è estesa, molti li difendono, amici si scoprono essere spie per loro conto. Quando la dirigenza è marcia, cosa mai è possibile fare?
Grazie Dottore per l’informazione. La mutazione genetica…dei figli della questione morale. Siamo oramai al livello di guardie armate della rivoluzione in stile NKVD.