Interno sera. È convocata un’assemblea di militanti del fronte del No per assistere alla conferenza-dibattito dell’ex segretario del PD Pier Luigi Bersani, in Sardegna anche per presentare il suo ultimo libro Chiedimi chi erano i Beatles – I giovani, la politica, la storia. La storia che vi voglio raccontare è tragica, ma con speranza.
Il protagonista è un leone della politica regionale, già dirigente regionale, consigliere regionale, presidente di commissione, presidente del Consiglio regionale.
Uno che ha attraversato da attore principale, con militanza e passione, la vita della Regione Sardegna: prima da esponente di rilievo del movimento studentesco, poi del giovanile del partito, fino alle cariche più alte.
Si chiama Gian Mario Selis, uno dei pochi uomini politici che ha mantenuto il cuore buono. È un sopravvissuto di quelli che un tempo si chiamavano i cattolici democratici, cioè i democristiani con cultura, ideali e solidità morale competitivi con quelli dogmatici della Sinistra storica e extraparlamentare. Io gli voglio bene.
Oggi è un nonno di oltre ottant’anni. Siamo colleghi di funzione.
Raggiunge, puntuale, la sala dell’hotel che ospita la manifestazione e nota la grande partecipazione del popolo della sinistra, raccolto per ascoltare le parole del leader nazionale.
Incontra un amico. Si siedono vicini.
Passano i minuti. Gente nei corridoi, gente che si accalca ai bordi della sala, in piedi.
La metà dei posti a sedere è già occupata, l’altra metà è vuota ma con un biglietto appoggiato sopra: “RISERVATO”.
E lui si chiede: “Riservato a chi?”.
È un incontro di gente di sinistra e metà della sala è riservata.
A chi?
Quella Sinistra che a parole mal sopporta i soprusi e le disparità ingiustificate, che lotta per i diritti e contro le disuguaglianze, che ha in casa le bandiere arcobaleno della pace, che ha ancora l’eskimo nell’armadio quattro stagioni e che ogni tanto lo prova per vedere se gli sta ancora, è la stessa Sinistra dei posti riservati? A chi? E poi, in così gran numero…
Intanto il tarlo, bastardo, continua il suo lavoro. A chi sono riservati?
Finché l’ora si fa tarda, impegni personali chiamano Gian Mario altrove, Bersani non è ancora arrivato e lui deve andare via. Cerca di guadagnare l’uscita, ma viene fermato dagli amici che lo salutano, gli chiedono come va e borbottano, si lamentano della scomodità di essere lì da un’oretta buona in piedi, accalcati lungo i bordi della sala ad aspettare. In piedi. Con i posti riservati, vuoti.
Gian Mario è di Bonorva, dove non si pettinano le bambole né si asciugano gli scogli.
Gli risale in un attimo lo spirito combattente di un tempo e, con un balzo felino, toglie dalle sedie i segnaposto posati a garanzia delle terga dei privilegiati attesi.
Un giovane dell’organizzazione cerca di fermarlo:
– Si fermi, quelle sedie sono occupate. Abbiamo prenotato la sala.
E lui, di getto:
– La sala prenotata per un evento pubblico è di chi la occupa, non di chi la prenota. Un conto sono due sedie, altro un privilegio di ceto.
Un film gli è sicuramente passato nella mente: le manifestazioni studentesche, le occupazioni per il diritto allo studio, la lotta per le case popolari, Moro e il 25 aprile sotto la pioggia in una campagna del centro Sardegna, la partecipazione, la solidarietà… ma davanti agli occhi si è trovato un giovane-vecchio, preoccupato delle sedie riservate a dirigenti di cartone che fanno politica solo se stanno in prima fila.
– Non stare qui a custodire i posti – gli suggerisce – vai in fondo alla sala. Ascolta e imparerai qualcosa.
E se ne va. Due file sono state conquistate per i liberi.
Fin qui la lezione di libertà e di dignità che Gian Mario ha dato a tutti noi.
Poi sono arrivati i Riservati.
Ecco le foto: in prima fila metà dei protagonisti del Palazzo di Giustizia di Cagliari, uno stuolo di magistrati in servizio e in pensione.
Gian Mario non lo avrebbe mai fatto, ma io avrei organizzato loro un’accoglienza degna della loro superbia sociale.
Ricordiamo alcune parole che i magistrati dovrebbero conoscere bene: «è incomprimibile il diritto dei magistrati a partecipare alla vita politica della società; ed è pura illusione immaginare la loro indifferenza ai valori, come la loro neutralità culturale. Occorre, tuttavia, tener distinta la “politica delle idee” – che, come tale, non contrasta con il dovere di imparzialità del magistrato ed è, perciò, ad esso consentita, sia pure col necessario equilibrio e la dovuta moderazione – dalla “politica partitica”, dalla lotta tra gruppi contrapposti, alla quale il magistrato, per la particolare collocazione costituzionale dell’ordine giudiziario cui appartiene, deve astenersi dal partecipare, a tutela di quella “immagine pubblica di
imparzialità” che è coessenziale all’esercizio della funzione giurisdizionale che gli è demandata» (cfr. Cass. Civ., Sez. Unite, sentenza 14 maggio 1998 n. 8906).
Invece, a Cagliari, la visibilità di parte è persino Riservata.
Che decadenza del gusto e del prestigio!
Continuerò ad aver paura di varcare la soglia del Palazzo di Giustizia Militante di Cagliari (non parliamo di quello di Sassari dove ho un amico che mi aspetta… invano!).

il 25 aprile sotto la pioggia era a Chilivani nel 1972, Giammario era delegato regionale dei giovani DC, alla manifestazione venne Aldo Moro
Difendere la Costituzione? Pare sia un totem intoccabile. Sbaglio, o furono gli stessi Costituenti ad inserire nella Carta un articolo che consentiva di emendarla? Dal 1948 ad oggi è stata modificata più e più volte. Nessuna Costituzione resta immutabile nel tempo. Lo Statuto Albertino dei Savoia durò quasi 100 anni e fu emendato più volte, nonostante fosse all’epoca una Carta costituzionale tra le migliori d’Europa. Tra le migliori, infatti non pochi articoli dello Statuto sabaudo sono stati trasposti nella Costituzione repubblicana. Ma questo, chissà perché, non viene detto. Si prende, ma non si rende merito.
Tutto corretto, saluti a zio Gianmario..
La giornata sotto la pioggia a Bonorva dev’essere però del 1 maggio, in Santa Lughia.
Bel pezzo.
Denso di contenuti.
Un PD sempre più distante dalle Persone.
Gli animali sono tutti uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri.
Bellissimo articolo
Bersani, credo abbia già fatto il suo corso. Cercano solo di rendere il referendum una questione politica e non andare ad analizzare i reali problemi della magistratura. Il PD penso che se continua così resti ancora per molto in opposizione. Basti pensare che alcuni esponenti, e non di poco rilievo sono per il sì.
Bersani…. futuro Presidente della Repubblica…… non è più credibile, si dovrebbe ritirare in buon ordine, la sinistra il pd in minuscolo ha fallito.
Era meglio morire da piccoli.
Ricordo un procuratore della repubblica che raccontava del suo disagio, in Banca d’Italia (durante la fila per riscuotere lo stipendio) nell’incassare somme più alte degli altri dipendenti statali (insegnanti, poliziotti…) vicini a lui.
Diceva, Siamo tutti servitori dello stesso Stato…
Ed allora guadagnavano molto poco, rispetto ad adesso.
Oggi…..
Era meglio morire da piccoli
Prof. il posto riservato c’è sempre stato e sempre ci sarà anche nelle piccole manifestazioni in un piccolo comune organizzano una bella rassegna culturale e guarda caso i primi posti sono sempre riservati ed essendo obbligatorio la prenotazione non trova nessun posto poi vai a vedere chi c’è e vedi parenti amici questa è la realtà, poi
Bersani dove vede nella legge lo stravolgimento della costituzione non si sa , ai magistrati da fastidio il doppio Csm che è giusto uno per l’inquirente ed uno per i giudicanti
…. e il Bersani .. ha poi fatto la messa in piega ai carciofi primo taglio … o ha parlato muto ?
Buongiorno,
ho proprio un bel ricordo di Gian Mario Selis, un gigante della politica Sarda degli anni 80-90, una persona seria, educata, sempre un sorriso gentile…
Non lo dimentico, ha un anno più di me, come dimenticare la sua brevissima Presidenza di Giunta Regionale nel 1999, si dimise perché non venivano accettate le sue dichiarazioni programmatiche….
Politico serio tutto di un pezzo, non come certi di oggi, polpi attaccati alla sedia….ci mancano politici così, la Sardegna ne ha bisogno…
Grazie.
Caro Romano, no, ho raccontato esattamente ciò che ha fatto Gian Mario e ho distinto il suo gesto dalle mie valutazioni, al punto che ho scritto “Adesso parlo io”. È un fatto evidente che in prima fila abbiamo il plotone dei magistrati, cosa che io trovo esecrabile. Non ho dubbi sulla tua intenzione di difendere la Costituzione, che non è minacciata da alcuno, ma l’effetto della azione tua e di altri è la difesa di un ceto potentissimo abituato all’arbitrio e all’impunità. Queste sono le mie convinzioni. Sto, da sempre, contro i poteri tracimanti. Orgogliosamente dall’altra parte, non in gruppo, però, da solo. Orgogliosamente da solo.
Caro Paolo, le foto pubblicate ti smentiscono. Dal tuo racconto sembra che il comune amico Gianmario Selis, si sia giustamente indignato per le prime file riservate e abbia fatto quel gesto che tu racconti per far posto a truppe di magistrati. Non è così. Io c’ero orgogliosamente per difendere non i magistrati ma la nostra Costituzione .
Lasciami dire ,con la sincerità che è alla base della nostra lunga amicizia, che mi sembra sbagliato utilizzare questo episodio per ribadire le tue ragioni per votare si al referendum.
Eh si , riservare posti in prima fila evita anche eventuali affastidiamenti al “Nonno” Turista , aspirante Presidente della Repubblica. Ho letto il suo libro “chiedimi chi erano i Beatles” ed e’ proprio a partire da questo che non posso non evitare di fare un contrappunto al sostantivo “Privilegio”. Come per la Nobilta’ si da, storicamente.., una Nobilta’ di Spirito e poi via via degradandosi per vile negozio, di Toga. E cosi’ il per il Privilegio (che ha i suoi Bianchi e i suoi Grigi) c e’ un Privilegio di Casta, codificato, e c e’ un Privilegio di Spirito che emerge in contesti come questo, per Origine PROPRIA.
Il Nonno nel suo “Libro” denso di tante delizie quotidiane di timbro piccolo domestico , ahime’! E’ stato superato da un dispositivo di “Privato”, lui cosi’ di animo Pubblico, esteriormente.
P.s.: Bersa’ ! E’ pacifico fare campagna di parte per il No ma visto che sulla figura di Amministratore Pubblico ti spertichi nel tuo libro, sulle Virtu’ che dovrebbe possedere, hai dato un occhiata al “vissuto Amministrativo” della Todde? Ti assicuro, a te che piace la teoria Politica , la Todde costituisce un ottimo banco di prova teorico per le tue tesi.
Caro Paolo, la partecipazione è l’anima della politica, ci offre il battito della comunità. Non ammette privilegi, almeno che non siano ragionevoli.
Una volta ci trovammo ad organizzare un evento politico cui si intendeva dare risalto. Ci veniva chiesto…..ma chi deve venire? Era bello fornire come risposta….vieni tu! È il fatto più importante!
Nel tuo post hai scritto tante cose, ne sottolineo una……che a Gianmario vogliamo un gran bene.
Splendida lezione.
Chie narat belle parole e zughet coro «sì e no» (no est su de iscrìere a su referendum de su 23 de custu mese) podet zùghere mani lunghe ma zughet le gambe corte che a sas fàulas etotu in s’istória de su Caminu.
Gian Mario ha conservato il cuore buono. Vero.