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Abbanoa: il fumo e l’arrosto. Documenti inediti e reati possibili

Posted on 21 Aprile 202621 Aprile 2026 By Paolo Maninchedda 7 commenti su Abbanoa: il fumo e l’arrosto. Documenti inediti e reati possibili

Contro le sveltine Ci sono quelli che fanno tutto in fretta. Io sto, invece, con quelli ad andamento lento, ma intenso, specie con i libri. Nei Protocolli di Sion, uno dei falsi di maggior (infausto) successo della storia, si prevedeva di mettere una tassa sui libri sopra le 300 pagine, perché fanno riflettere e allenano la mente a comprendere i processi complessi. Ciò che sta accadendo in Abbanoa non è per intelletti deboli e frettolosi, per i lettori di gialli da bancarella, né per quelli che se una questione non è chiara da subito preferiscono ignorarla. Questi sveltini e finti ingenui, per cortesia, abbandonino la lettura, onde evitare un giramento di penduli a me e una prova insuperabile a se stessi.

Le angosce dei Comuni Il documento recentemente approvato dall’Anci, relativo alla decapitalizzazione di Abbanoa, è un testo serissimo che sostanzialmente, e anche formalmente, dichiara che i soci, cioè i Comuni, non sono stati informati esaustivamente e correttamente sull’intera operazione.
Questo è il testo.

Più esattamente, il documento contesta un’incompleta (è un eufemismo) informazione dei soci (i Comuni) da parte della società, al punto che gli specilaisti che lo hanno predisposto, hanno compilato questa tabella, con l’indicazione di tutto ciò che sarebbe dovuto essere fornito ai Comuni:

Si presti particolare attenzione (tra le tante altre cose di cui i Comuni sono stati tenuti all’oscuro) all’oscurato valore esatto delle riserve al 31 12 2025, un dato non banale, perché è alle riserve che Abbanoa attinge per evitare che la decapitalizzazione divenga un costo per i Comuni. Ma questa è un’inezia facilmente rimediabile, se non fosse che, una volta svelata, aprirebbe a catena un’operazione trasparenza che, evidentemente, non piace.
Ciò che più importa è la non disponibilità del Piano Industriale e del Pef aggiornato all’avvenuta decapitalizzazione. Come si fa a decidere su un fatto di questa portata senza fornire ai soci la proiezione della decisione assunta sulla pianificazione e programmazione aziendale?

Saliamo di un grado: sul piano strettamente bancario, perché manca il consenso formale all’operazione da parte della Banca Europea degli Investimenti? Perché i soci non hanno alcuna informazione sull'”Impatto dell’operazione sui parametri finanziari del contratto (un prestito da 200 milioni di euro per le infrastrutture) con la Banca Europea degli investimenti”?

Saliamo ancora di un grado: quale certezza si ha che l’Unione Europea sia d’accordo sul riaffidamento in house ad Abbanoa del Servizio Idrico Integrato della Sardegna? Nessuna, e mi pare una domanda non da poco, posto che la vulgata propagandistica della gestione Sardu è stata restituire la capitalizzazione operata dalla Regione per evitare, in questo modo, la gara e mantenere la gestione del servizio.

Come concludono i tecnici dell’Anci?
Con una frase semplice e terribile allo stesso tempo: «L`aumento del peso della partecipazione unitamente al forte ridimensionamento del valore patrimoniale dell`azienda comporta un evidente assunzione di maggiore responsabilità di ogni socio comune».
In sostanza, siccome la società “varrà” di meno, i Comuni, mantenendo invariato il valore della loro partecipazione, si troveranno a vedere aumentare la propria responsabilità, senza neanche un’adeguata certezza di come iscrivere esattamente a bilancio tale valore. Quindi, a fronte di una trasparenza dei valori tutta da ricostruire, vi sarebbe, invece, un aumento certo della responsabilità rispetto all’equilibrio della gestione.
Ciò spiega perché l’Anci abbia suggerito ai Comuni di assumere una delibera che cerca di prendere tempo, certificando nel contempo, il fatto che i soci, cioè i Comuni, non dispongono delle informazioni per decidere in modo informato e consapevole. Questo il modello di delibera.

Il membro del Collegio Sindacale Se queste osservazioni circa la chiarezza, di contenuto e di metodo, del Bilancio 2025 in approvazione in questi giorni, e circa la correttezza delle informazioni fornite ai soci, cioè ai Comuni, fossero solo provenienti dal sindacato dei Comuni, si potrebbe sospettare che si tratti solo di un “mettere le mani avanti” su un’operazione rischiosa, spericolata forse, ma non oscura.
Invece, a conferma che non tutti i dati sono stati messi a disposizione dei soci e degli organi di controllo, interviene anche una lettera inviata dal membro del Collegio Sindacale dott. Francesco Salaris.
Questo il testo.
Si noti bene che, dopo aver mandato questa lettera (e l’altra di cui parleremo dopo) il dott. Salaris è stato “promosso” dalla Giunta regionale a membro del Coran, il Comitato per la rappresentanza negoziale della Regione Sardegna (cioè il luogo dove vengono predisposti i contratti per i dipendenti del sistema Regione), che è un organo ambitissimo, perché ben remunerato. Alla luce di questa “promozione”, le lettere di Salaris assumono il significato del “fastidio” cui la Giunta ha posto rimedio, ma significa anche che la Giunta è intervenuta a “coprire” il Cda, cioè a condividerne l’operato opaco.

Il Sindaco fa di conto e notifica al Consiglio di Amministrazione che a suo avviso la situazione patrimoniale e finanziaria di Abbanoa dopo la restituzione della capitalizzazione alla Regione diventerà particolarmente critica. In sostanza, il Sindaco fa ciò che i Comuni avrebbero voluto sapere prima di decidere. La lettera del membro del Collegio Sindacale è stata comunicata ai Comuni? Mi pare proprio di no.
Il Sindaco dimostra esattamente ciò che i Comuni avrebbero voluto sapere, e cioè che Abbanoa dopo la decapitalizzazione diventerà una società bancariamente e gestionalmente debole, con tutti gli indicatori di efficienza negativi, largamente al di sotto dei benchmark delle società di settore.
Chi è stato informato di questo tragico peggioramento della società?
E, in ogni caso, come affronta questi dati il Cda e come ne illustra la soluzione, se esistente, all’Assemblea dei soci?

Il Sindaco, però, prima di essere promosso, è stato coscienzioso ed è andato avanti.
Ha proceduto a valutare un altro indicatore di salute e di efficienza della società dopo la restituzione del capitale alla Regione. Il risultato è angosciante: Abbanoa passerebbe dall’avere un rapporto tra Debito e capitale proprio (cioè ciò che resta dopo aver sottratto di debiti dalle attività) in linea con quello delle società del settore, ad averne uno assolutamente patologico:
I Comuni sono stati informati di questo rischio?

Dopo di che il Sindaco chiede una serie lunghissima di documenti che, guarda caso, sono gli stessi che anche i tecnici dell’Anci hanno segnalato come indispensabili per una consapevole scelta da parte dei Comuni. La domanda sorge spontanea: i soci di questa Spa, sulla base di quali comunicazioni ai Soci da parte del Cda stanno assumendo le loro decisioni. Sovviene il Codice , magari a sproposito, ma sovviene eccome: «Fuori dai casi previsti dall’art. 2622, gli amministratori, i direttori generali, i dirigenti preposti alla redazione dei documenti contabili societari, i sindaci e i liquidatori, i quali, al fine di conseguire per sé o per altri un ingiusto profitto, nei bilanci, nelle relazioni o nelle altre comunicazioni sociali dirette ai soci o al pubblico, previste dalla legge, consapevolmente espongono fatti materiali rilevanti non rispondenti al vero ovvero omettono fatti materiali rilevanti la cui comunicazione è imposta dalla legge sulla situazione economica, patrimoniale o finanziaria della società o del gruppo al quale la stessa appartiene, in modo concretamente idoneo ad indurre altri in errore, sono puniti con la pena della reclusione da uno a cinque anni».

240 milioni di misteri È dentro questo quadro opacissimo che si colloca l’operazione da 240 milioni di euro messa in atto nel 2025 da Abbanoa. Anche in questo caso aiuta una lettera del Sindaco Salaris, il Sindaco promosso dopo aver fatto bene il sindaco in modo da non continuare a fargli fare bene il Sindaco. Il 25 marzo scorso, il dott. Salaris, indirizza al Cda una lettera integrativa della precedente, di cui ci siamo già occupati. Nella nuova lettera Salaris scrive:
«Nel corso dell’esercizio 2025 sono stati effettuati investimenti in attività finanziarie per € 243.010.388, pari al 17% del totale attivo. Dalla documentazione emerge che tali investimenti sono stati affidati a un unico intermediario finanziario mediante analisi comparativa di sole due proposte di offerta, senza procedura di gara, con la sola verifica di legittimità da parte del settore procurement.
Tale investimenti sono stati effettuati dal Comitato di Gestione Patrimoniale, istituito con delibera CdA di luglio 2025. Il Comitato, come primo compito, così come da verbale del CdA, avrebbe dovuto redigere un regolamento di gestione della liquidità da sottoporre ad approvazione del CdA medesimo.
Tuttavia, salvo mio errore, non risulta che tale regolamento sia stato portato all’attenzione dell’organo amministrativo.
Ritengo necessario acquisire la seguente documentazione per valutare l’adeguatezza dell’assetto organizzativo e la correttezza della procedura seguita».

Cosa significa?
Significa che il Sindaco sa che Abbanoa ha acquistato servizi bancari per la gestione della liquidità aziendale, all’interno dei quali è previsto l’acquisto di titoli. Infatti, se Abbanoa avesse solo acquisito titoli, il Sindaco non avrebbe sollevato il problema della gara. La controprova la si potrebbe avere esaminando il contratto con la banca prescelta, che è Credem Banca, ma il contratto è stato evidentemente inaccessibile al Sindaco ma anche ai Soci (i Comuni) che di tutto questo non sanno un fico secco.

Ma chi ha deciso di fare questo investimento e in base a quali poteri? A leggere la lettera del Sindaco sarebbe stato il Comitato di gestione Patrimoniale, istituito a luglio, ma lo stesso Sindaco dice che questo Comitato avrebbe dovuto assumere, come primo suo atto, un Regolamento di gestione della liquidità che poi sarebbe dovuto essere approvato dal Cda. Ebbene, non si ha traccia del Regolamento in questione, e in assenza di esso, il Comitato non poteva disporre a piacimento di 243 milione di euro di Abbanoa, cioè dei soci di Abbanoa, cioè dei Comuni.

Per non correre il rischio di essere frainteso, il Sindaco aggiunge: «Chiedo di ricevere tutti i verbali del Comitato di Gestione Patrimoniale dalla costituzione ad oggi, con indicazione della composizione e delle deliberazioni assunte. Chiedo inoltre la bozza di regolamento (se esistente), la delibera CdA di approvazione (se esistente) o, in mancanza, le motivazioni dell’omissione e il cronoprogramma per l’adozione.
Ritengo inoltre indispensabile acquisire il regolamento interno sulla gestione della liquidità e degli investimenti finanziari, che dovrebbe indicare gli obiettivi della gestione, i limiti quantitativi agli investimenti per tipologia di strumento, gli strumenti finanziari ammessi ed esclusi, i limiti di concentrazione per emittente, i livelli di delega e poteri autorizzativi, i flussi informativi verso CdA e Collegio Sindacale e le procedure di monitoraggio dei rischi».

In sostanza, il Sindaco sospetta che l’operazione sia stata effettuata con decisione assunta da chi non aveva i poteri per assumerla, senza assenso del Cda e senza alcuna informazione ai soci. Ma non basta.
Il Sindaco chiede ancora: «Per valutare la correttezza della procedura seguita, chiedo di ricevere lo studio di fattibilità dell’operazione, l’analisi costi-benefici, la valutazione delle alternative, il parere del direttore generale e del dirigente del bilancio oltre alla delibera CdA di autorizzazione all’operazione.
Chiedo inoltre l’elenco completo degli operatori contattati, le modalità di individuazione, le richieste di proposta inviate, tutte le proposte ricevute e le eventuali motivazioni di operatori che hanno declinato l’invito. Ritengo necessario acquisire la griglia di valutazione predeterminata con ponderazione dei criteri, il verbale di valutazione comparativa delle proposte, la motivazione analitica della scelta dell’operatore selezionato e l’indicazione dei vantaggi rispetto alle proposte scartate.
Chiedo inoltre il parere integrale del settore aziendale procurement, con le motivazioni giuridiche dell’esclusione dell’obbligo di gara, i riferimenti normativi applicati (con particolare riguardo a D.Lgs. 175/2016, D.Lgs. 36/2023, D.Lgs. 33/2013), gli eventuali precedenti aziendali di affidamenti similari e la verifica di assenza di conflitti di interesse».
Cosa significa? Significa che, qualora realmente non fosse necessaria la gara (e il Sindaco, invece, ritiene che lo fosse, perché si tratta dell’acquisizione di servizi bancari), era comunque richiesta tutta una documentazione e una serie di valutazioni indispensabili perché una decisione di una società pubblica non sia arbitraria. Il Sindaco in sostanza dice che è stata assunta una decisione senza avere i poteri per poterla assumere e in assenza di adeguata istruttoria. E allora, perché si dispone di dare 240 milioni di euro a un privato, cioè lo si favorisce, senza avere i poteri per poterlo fare e senza le procedure che avrebbero consentito al Sindaco di valutare la correttezza dell’operazione?
Non è finita.
Il Sindaco chiede di avere il contratto, quello che ogni consigliere regionale e ogni sindaco avrebbe dovuto avere nella propria disponibilità e non essere costraetto a procedere a un accesso agli atti per poterlo conoscere: «Chiedo di ricevere il contratto di gestione patrimoniale firmato con data di sottoscrizione, le condizioni generali di contratto, il mandato di gestione con specificazione dei poteri del gestore, l’eventuale contratto di deposito titoli ed eventuali lettere di variazione o integrazioni successive.
Ritengo necessario conoscere il profilo di rischio/rendimento concordato, il benchmark di riferimento, i limiti di investimento per asset class, i limiti di concentrazione per emittente, le facoltà di utilizzo di derivati, l’eventuale leva finanziaria ammessa, le commissioni (fisse, variabili, di performance) con dettaglio del calcolo, la durata del contratto e le modalità di recesso».

Infine, il sindaco fa la domanda decisiva per i soci, cioè i Comuni, che lega questa operazione finanziaria al discorso principale sulla solidità aziendale e sulla condizione della liquidità aziendale derivata dall’azione congiunta della restituzione del capitale e della gestione patrimoniale di 240 milioni affidata a Credem banca: «Chiedo di ricevere il piano di tesoreria 2025-2028, con indicazione del fabbisogno di liquidità per investimenti programmati, rimborso aiuto di Stato (€ 227 mln) e gestione operativa. Ritengo necessario conoscere le motivazioni dell’investimento di € 243 mln in titoli anziché mantenimento in c/c remunerati e l’analisi comparativa rendimento atteso vs remunerazione c/c.
Chiedo inoltre di conoscere il tempo medio di liquidazione dei titoli in portafoglio in caso di necessità, la presenza di vincoli contrattuali alla vendita, i costi di disinvestimento anticipato e il piano di eventuale liquidazione per rimborso aiuto di Stato».

Conclusivamente, il Sindaco fa una serie di domande che sono anche una formidabile denuncia di tutte le regole violate, oltre l’opacità delle informazioni date ai soci, nella conduzione delle operazioni descritte. Noi ci fermiamo fornendo questo elenco, sicuri di aver dimostrato quale deriva stia prendendo la gestione della cosa pubblica in questa infausta stagione: «Perché è stata scelta una procedura comparativa informale anziché una gara pubblica?
Quali sono i riferimenti normativi che escludono l’obbligo di gara per affidamenti di servizi finanziari di questa rilevanza?
Perché sono stati contattati solo 2 operatori e non un numero più ampio?
Come sono stati individuati i 2 operatori contattati? Quali criteri sono stati applicati per la scelta finale? È stata valutata l’opportunità di ricorrere al MEPA o ad altre piattaforme di e-procurement?
Perché il regolamento del Comitato non è stato approvato dal CdA?
Il Comitato ha effettivamente operato e con quale frequenza?
Quali decisioni ha assunto?
Sono stati corrisposti compensi ai componenti?
Qual è la composizione attuale del Comitato?
Qual è il VaR del portafoglio al 31.12.2025?
Quali sono i limiti di perdita massima accettabile?
Esistono meccanismi di stop-loss automatici?
Come viene monitorato il rischio di tasso di interesse e il rischio di credito degli emittenti?
Perché investire € 243 mln in titoli anziché mantenerli in c/c remunerati, considerando l’imminente rimborso dell’aiuto di Stato?
Qual è il rendimento atteso netto?
Qual è il tempo medio di liquidazione dei titoli in caso di necessità di liquidità?
I titoli saranno liquidati per il rimborso dell’aiuto di Stato?
Qual è l’impatto delle minusvalenze latenti sulla capacità di rimborso?
Quando sono stati effettuati gli investimenti?
Il CdA ha deliberato formalmente l’autorizzazione all’operazione di investimento?
Con quale periodicità il CdA riceve informativa sulla gestione patrimoniale?
Il Collegio Sindacale è stato informato dell’operazione, quando e con quali modalità?
Esistono procedure interne di escalation in caso di perdite o sforamenti di limiti?»

Abbanoa, Politica, Vetrina

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Comments (7) on “Abbanoa: il fumo e l’arrosto. Documenti inediti e reati possibili”

  1. Tatanu ha detto:
    22 Aprile 2026 alle 12:10

    Egregio Professore,
    perdoni l’ignoranza ma ci sono (almeno) due cose che non capisco.
    La prima: com’è possibile che a fronte di così tante, vaste e preoccupanti violazioni procedurali (e non solo), che rischiano di portare allo sfacelo una società importante (dal punto di vista economico-finanziario e occupazionale), chi di dovere (corte dei conti? magistratura ordinaria?) non abbia ancora mosso neanche un passettino? Non sarà che attendono una denuncia formale? E, in tal caso, chi dovrebbe inoltrarla?
    La seconda: il dott. Salaris, ormai ex componente del Collegio Sindacale, ha fatto tante richieste (“chiedo di ricevere”, “chiedo di conoscere”, ecc.ecc.), ma ora che non fa più parte del Collegio Sindacale (ut amoveatur?), a chi dovrebbe dare le risposte il CdA? All’intero Collegio Sindacale? Al (futuribile) sostituto del dott. Salaris? O a nessuno?
    Se può, faccia luce. Grazie.

  2. Paolo ha detto:
    22 Aprile 2026 alle 10:27

    Ottima azione dell’opposizione di Nuoro, in quanto trovo che un azione cosi importante debba essere alla luce del sole, stiamo parlando di un bene pubblico l’ acqua, di una società di circa 1000 dipendenti. Penso che non bisogna aggiungere altro perchè nell’articolo del professore son illustrate abbastanza bene sia il documento dell’Anci, sia la consulenza di Salaris e le innumerevoli problematiche presenti in questa operazione.

  3. Maura Chessa ha detto:
    21 Aprile 2026 alle 22:27

    Noi dell’opposizione a Nuoro, abbiamo votato contro. Non importerà a nessuno e non avrà alcun valore ma almeno possiamo dormire con la coscienza pulita.
    Grazie per la puntuale e precisa spiegazione. Non era cosa semplice.

  4. Federica ha detto:
    21 Aprile 2026 alle 19:12

    Buonasera Professore, il “documento recentemente approvato dall’Anci” è evidentemente redatto dalla piattaforma di Intelligenza Artificiale Claude Opus 4.7, la stessa che utilizzo io tutti i giorni per eseguire report di blocchi di documenti particolarmente complessi. Si riconosce subito dalla grafica, dall’impaginazione, dalla struttura delle tabelle e dei paragrafi. E’ un IA estremamente efficace se viene utilizzato il prompt giusto ed il risultato è rivisto da un operatore umano esperto, che conosca la materia e i documenti “riassunti” dalla macchina. Gioverebbe cambiare la grafica (cosa che qui ANCI non ha fatto) per non dare l’impressione di utilizzare l’output in formato word così come esce. Tutto ciò per dire che il suo articolo, per me, ha valore perché confido nella sua conoscenza analitica della materia, obbiettivamente complessa, utile (sempre a mio parere) a “validare” la relazione ANCI.

  5. Antonio ha detto:
    21 Aprile 2026 alle 14:50

    credo che i comuni voteranno come ha fatto il Comune di Nuoro sono ordini superiori e pochi avranno il coraggio di di NO, Prof il Dottor Salaris invece di accettare l’incarico poteva mandare la documentazione alla Corte dei Conti e per conoscenza a Piazza Repubblica era fattibile

  6. gioele ha detto:
    21 Aprile 2026 alle 09:12

    In modo dettagliato si sottolineano anomalie procedurali. Il ‘potere’ farebbe bene a prenderne atto, ringraziare, correggere. Spero accada. Spesso chi sottolinea anomalie procedurali viene considerato un ‘rompiscatole’ e severamente punito. Ma la deregulation ha portato e porta facilmente all’abuso e all’illecito. Nel caso sottolineato da Cassandra si può essere tacciati di … fuori tema …
    Mala tempora currunt

  7. Cassandra Casagrande ha detto:
    21 Aprile 2026 alle 08:40

    Ieri ho assistito al consiglio comunale di Nuoro, ho ascoltato il breve intervento di apertura del sindaco, banale, scarno, tipo una semplice formalità, ho ascoltato con attenzione gli interventi provenienti da opposizioni rendendomi conto che solo quella parte del consiglio avesse contezza della situazione, ho persino ascoltato l’ intervento di tale Ferreli, consigliere comunale, consulente in regione, che ha accusato l’ opposizione di parlare di tecnicismi e non di politica, la situazione è talmente grave che non mi capacito, Saiu ha fatto un intervento serio, articolato, evidenziando ciò che trovo in questo articolo, a Nuoro 15 consiglierə hanno approvato, a scatola chiusa, una delibera, ricorderò i nomi, non sia mai che ci si dimentichi

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