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Desy e gli emigrati (agenzie di viaggio, revoche e altre amenità)

Posted on 23 Aprile 202623 Aprile 2026 By Paolo Maninchedda 13 commenti su Desy e gli emigrati (agenzie di viaggio, revoche e altre amenità)

Riceviamo e volentieri pubblichiamo 

Caro Direttore,
c’è chi interpreta la delega all’emigrazione come un compito istituzionale. E poi c’è chi, evidentemente, la interpreta come una clava politica.
L’assessora del Lavoro, Desiré Manca, con delega anche agli emigrati sardi, sembra avere imboccato la seconda strada: non governare, ma schierarsi; non garantire equilibrio, ma regolare i conti. Nel mirino c’è la Fasi (Federazione delle Associazioni Sarde in Italia) la federazione che raccoglie i circoli degli emigrati sardi in Italia, assunta dall’assessora non come un soggetto da rispettare nella sua autonomia, tutelata anche in legge, ma come un avversario da logorare.

Il punto di rottura è stato l’ultimo congresso della Fasi, celebrato ad Alghero tra il 16 e il 19 ottobre scorso, conclusosi con la riconferma alla presidenza del veterinario di Bultei, trapiantato a Piacenza, Bastianino Mossa. Un esito che, a giudicare da ciò che è seguito, deve essere andato di traverso a più di qualcuno. Del resto, i segnali si colgono anche dai vuoti: la presidente della Regione Alessandra Todde ha trovato il modo di non esserci neppure per il minimo sindacale dei saluti istituzionali. Anche le assenze, in politica, hanno una semantica. E qui significavano benissimo.

La sfidante sconfitta da Mossa è stata l’avvocata Nicole Cancedda, sarda di origine ma residente a Milano e iscritta però al circolo di Roma, oggi presidente della neonata SEU (Sardi emigrati uniti), l’associazione nata dalla scissione con la Fasi, benedetta a Pisa lo scorso 24 gennaio dall’assessora Pentastellata, che ha già annunciato ricorso al tribunale di Piacenza per presunte irregolarità procedurali nel congresso di Alghero. Fin qui poco da dire, non è la prima e non sarà l’ultima volta che una sconfitta si evolve in una scissione.

Più eloquente è il contenuto economico della scissione e il sistema di alleanze che la neonata associazione può vantare.
Al fianco della Cancedda c’è l’assessora Desirè Manca, insieme a Tonino Mulas, figura storica dell’emigrazione sarda, già presidente Fasi dal 2002 al 2012 e soprattutto plenipotenziario di Eurotarget, l’agenzia di viaggi milanese controllata dalla Fasi. Non una nota di colore, ma uno snodo decisivo: oltre dieci milioni di euro di bigliettazione, convenzioni con i traghetti che collegano l’Isola al Continente, tariffe agevolate per gli emigrati anche nei mesi dei prezzi impazziti.
All’indomani del congresso, Mulas ha dovuto cedere il comando di Eurotarget, sostituito dal nuovo Consiglio di amministrazione.

Poi arrivano le coincidenze. Quelle che a raccontarle una per una sembrano troppe perfino per la superstizione. Dalle ceneri del congresso non nasce soltanto la SEU; nasce anche una nuova società di viaggi e turismo, la Sardinia Routes srl (si veda la visura camerale), costituita il 9 gennaio 2026, con sede a Firenze, amministrata dall’ex vicepresidente Fasi, Mattia Lilliu e partecipata da Nicole Cancedda e Sandra Capuzzi (presidente del circolo scissionista di Pisa). Capitale sociale minimo, quote quasi perfettamente paritarie (3.335 euro), tempismo impeccabile. Si dirà: tutto regolare. Benissimo, ma chiarezza vuole che si dica che non è solo politica, non è solo emigrazione, è altro.

Ma il punto davvero istruttivo non è nemmeno questo. Il punto è il comportamento dell’assessora.
Il 10 dicembre 2025, Desirè Manca scrive alla Fasi e le intima di trasmettere entro venti giorni una serie di documenti sul congresso di Alghero.
La Fasi li trasmette.
Non basta.
Il 13 marzo la richiesta viene reiterata con la contestazione di una documentazione ritenuta “insufficiente e incompleta” e con la minaccia, tutt’altro che velata, della revoca del riconoscimento e del recupero delle somme eventualmente percepite. Più che il tono di un controllo imparziale, quello di una diffida esemplare. Più che vigilanza, militanza.

Il giorno successivo, il 14 marzo, a Cagliari si presenta al pubblico la SEU dell’avvocata Cancedda.
E veniamo quasi ad oggi.
Il 25 marzo, la Giunta regionale delibera la revoca il dottor Aldo Aledda dalla Consulta per l’emigrazione e indica come sostituta proprio Nicole Cancedda. Sì, esattamente lei: la candidata sconfitta al congresso di Alghero, la presidente dell’associazione scissionista, la socia della nuova società di viaggi.
Naturalmente, per certe operazioni serve sempre una formula di servizio, una vernice da burocrazia elegante.
E infatti la revoca di Aldo Aledda viene motivata con il “venir meno delle condizioni fiduciarie-istituzionali”.
Di quale colpa si sarebbe macchiato il sig. Aledda? Quella di aver segnalato criticità, prepotenze e gravi deficienze di cultura giuridica nel piano presentato dalla Giunta nel 2026. Tra le altre, poteri ispettivi esuberanti il diritto italiano e anche la ragionevolezza, un fondo a carico delle associazioni degli emigrati per le missioni dei funzionari e dirigenti Ras già coperte dal Bilancio Ras, ecc. ecc.).

Senonché sorge un problema: la legge prevede che i membri della Consulta siano votati dal Consiglio regionale e che alla Giunta spetti solo un potere di proposta. Gli uffici del Consiglio regionale hanno istruito la pratica e scritto che la delibera della Giunta è carente nella motivazione della revoca, che non chiarisce la procedura seguita e che non appare conforme alla normativa regionale e ai principi giurisprudenziali in materia, esponendosi persino a ricorsi dall’esito probabilmente sfavorevole.

Ed è qui che il quadro smette di essere solo politico e diventa perfino grottesco. Da una parte si agitano le presunte irregolarità del congresso della Fasi; dall’altra si propone senza imbarazzo una nomina che gli uffici del Consiglio regionale considerano illegittima, generata da un atto debole, lacunoso, potenzialmente vulnerabile.
Da una parte si mette la Fasi sotto torchio, si chiedono carte, si minacciano revoche e restituzioni di contributi; dall’altra si confeziona una revoca che, stando ai rilievi interni, zoppica sul piano normativo. Il rigore, evidentemente, non è un principio: è una scelta intermittente. Inflessibile con alcuni, sorprendentemente flessibile con altri.

Eppure, il nodo, forse, è ancora più semplice. Perché se è abbastanza intuitivo il motivo per cui si volesse portare Nicole Cancedda dentro la Consulta per l’emigrazione, vale la pena chiedersi perché fosse diventato così urgente rimuovere Aldo Aledda. La risposta, a leggere gli atti e a mettere in fila i fatti, ha poco a che fare con la fiducia e moltissimo con una vecchia patologia del potere: l’intolleranza verso chi dissente con competenza. Ma in certi contesti fare domande è ritenuto più offensivo e pericoloso dell’insulto, perché costringe a rispondere. E chi non vuole rispondere, di solito, preferisce sostituire.

Così anche sos disterrados invece di trovare nelle istituzioni regionali una casa politica seria, si ritrovano davanti il solito spettacolo: il potere che si irrigidisce, si vendica, si traveste da legalità mentre piega la legalità alle proprie convenienze. E guai a chiamare queste pratiche per nome.

Viviamo davvero in una stagione in cui basta poco per essere buttati giù dal balcone. Non servono complotti, tradimenti o attentati alla linea. Basta una critica ben scritta. Basta una competenza non addomesticata. Basta ricordare che le regole valgono anche quando danno fastidio. A quel punto non si discute più: si rimuove. Non si governa: si comanda.
E quando il potere smette di tollerare persino le obiezioni ragionate, non siamo più davanti a un semplice eccesso di suscettibilità politica. Siamo davanti alla forma più meschina dell’autorità: quella che si sente forte solo quando riesce a zittire qualcuno.

Cordialmente
Desiderato Ciseu

Emigrazione, Vetrina

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Comments (13) on “Desy e gli emigrati (agenzie di viaggio, revoche e altre amenità)”

  1. Daniele Gabbrielli ha detto:
    10 Maggio 2026 alle 14:38

    In merito alla revoca del consultore Aldo Aledda, vi ringrazio per aver fornito prova delle sue posizioni espresse in merito al PAE 2026, perché (se le leggiamo bene) costituiscono ben più di una valida motivazione per la revoca del mandato fiduciario. Le critiche del Dott. Alledda non sono per niente costruttive, ma solo pretestuose, in una forma polemica che non si addice affatto a un consulente. Al di là della forma mi domando dove fosse lo stesso in tutti questi anni: l’obiezione ricorrente è infatti la non rispondenza alla L.7/1991 e al suo regolamento, ma ha senso un simile rilievo a distanza di oltre 35 anni? Di modifiche alle procedure di attribuzione dei contributi ai circoli se ne sono viste innumerevoli nel corso di questo lungo periodo, da parte di tutte le maggioranze che si sono succedute e ritenute evidentemente sempre compatibili, anche perché la normativa originaria delinea un quadro generico, salvo che per le percentuali di cofinanziamento da parte dei circoli. Tutte le volte che sorge un problema, si chiede invariabilmente la revisione della legge, ma ben pochi avanzano proposte specifiche. Le problematicità del PAE 2025 e 2026 riguardano piuttosto la sostenibilità dei costi di funzionamento delle sedi e, in parte, gli obiettivi prioritari per le spese per attività, ma questa è una critica costruttiva e partecipativa di chi, per sua natura, vivendo la vita dei circoli, è davvero “esperto” in materia di emigrazione.

  2. Emanuele Mulas ha detto:
    23 Aprile 2026 alle 20:14

    Ma la signora Desirè Manca non è la stessa che si vanta su facebook e predica di essere sincerità e dignità per il bene della Sardegna ? Ero presente al congresso F.A.S.I. di Alghero e vi garantisco che, a parte qualche eccesso di schizofrenia da parte di alcuni, assomigliava più una passerella politica con relativa disinformazione e soprattutto *parteggiamenti* dei vari ospiti ma nessuno ,dico NESSUNO, ha cercato di mettere d’accordo le parti per risolvere questo ignobile antagonismo (interessato) fra le parti.

  3. Marco Piras-Keller ha detto:
    23 Aprile 2026 alle 19:41

    A parte tutte le considerazioni riguardanti la politica delle associazioni dei Sardi di di fuori, premesso che, senza approfondire, devo dire che l’Assessora Manca mi ispirava simpatia perché punzecchiata e criticata per la sua disinvoltura nel lasciare in vista una buona e bella parte del seno, lei sembrava farlo provocatoriamente contro certo bacchetonismo e perbenismo fastidioso. Peraltro, rappresentante di un movimento che ha, anch’esso, le mie simpatie. Ma, ora, ripeto, lasciando quello che è l’oggetto dell’articolo mi vedo questa foto della signora Manca con in braccio la testa di Mussolini. Non credo, certamente, che lei sia un’ammiratrice del Duce, ma farsi fotografare e lasciare girare una tale foto, non può permetterselo, salvo si dia spazio anche a una qualche didascalia che orienti sul senso dell’immagine. in Horcinus Orca di Stefano ‘Arrigo (1975), per me il più fgrande romanzo del Novecento italiano, c’è una povera mentecatta (no sto a spiegare il perché mentecata) che verso la fine della guerra insieme alla madre e altre donne erra in Clabria portandosi appresso una testa dl Duce, cava. Usa uqel prodotto di fusione per farcipiì e popò. Che senso ha la testa che esibisce la nostra assessora?
    Dopodiché avrei molto da commentare anche sulle vicende della FASI.

  4. Don Fernando degli aranci Muravera ha detto:
    23 Aprile 2026 alle 17:53

    Deu non ci arresciu a cumprendi poitta cussus chi podinti no iscrinti in sardu ognia bidda su sou su obia (olia) ascurtai unu pagheddu de sousu (sonusu) tottu ointi nai sa sua (lesina) piccioccusu e picciocheddasa ei arribendu su tempusu de messai e de andai a spigai e de baddai a tottusu passaisi unu bellu 25 ca maiu ei arribendu ca tanti nosu sardusu seu bonusu scetti a cettai !

  5. Piero Angelo Dessena ha detto:
    23 Aprile 2026 alle 15:45

    Io capisco Ĺ’assessora Manca della RAS che voglia dei ragguagli su come si è svolto il congresso, visto e considerato che la stessa fu interessata poco prima degli eventi da una lettera aperta diretta a lei in relazione a dei contrasti tra il presidente uscente e poi riconfermato Bastianino Mossa e la Cancedda insieme alla Murgia. Ma a parte questo non riesco a capire come l’assessora invece di salvare o meglio sanare le incomprensioni della F.A.S.I. soggetto che esiste da tempo, voglia favorire la neo Federazione SEU, nata dai contrasti e direi dalla discordia, venutasi a creare dopo l’uscita AD di Eurotarget Tonino Mulas.
    Poi la neo Agenzia di Viaggi Sardinia Routes di Lilliu, Cancedda e altri, quindi privata, non sarebbe in una posizione di conflitto di interesse?
    Eurotarget è una società della F.A.S.I. ,dei circoli e quindi di tutti noi soci sardi emigrati. Perché agevolare una società privata piuttosto che quella pubblica?
    Questa a mio avviso avviene perché non si ascolta non si parla e c’è sempre quello che vuole fare il marchese del Grillo, come dicevano i vecchi (kentu concas kentu berritas) bisogna ascoltare un pò tutti e lasciare le posizioni personali e politiche da parte, perché siamo nel mondo dell’associativismo e quindi kentu concas e kentu berritas chena merese ma solu volontarios chin gana de faghere su ene de sos atteros. Assessora faccia il bene del prossimo senza arte e ne parte!!!

  6. giuseppe maria mulas ha detto:
    23 Aprile 2026 alle 14:53

    Niente di nuovo in Sardegna.
    A scissioni, rotture, tradimenti si è sempre primi.

  7. Antonio ha detto:
    23 Aprile 2026 alle 14:39

    E brava Desiré……pancia…….piena e…… petto in fuori…….. Aiutoooo

  8. Antonio ha detto:
    23 Aprile 2026 alle 14:09

    perchè gli emigrati non stracciano le tessere, i circoli portano voti e la signora lo ha capito alla grande , le divisioni ci sono sempre state e i malumori vengono da lontano

  9. Gianfranca Canu ha detto:
    23 Aprile 2026 alle 11:45

    Sig. Ciseu Ha proprio centrato il punto: quando il potere smette di garantire equilibrio e usa le istituzioni come strumento di parte, si scivola fuori dal perimetro della buona amministrazione. Serve rispetto delle regole, trasparenza e apertura al confronto, non gestione punitiva del dissenso.

  10. Stefano Locci ha detto:
    23 Aprile 2026 alle 11:09

    Egregio, verrebbe quasi da dire aridatece Solinas. Così….. per una ventata di aria Pulita. Saluti.

  11. Mm ha detto:
    23 Aprile 2026 alle 08:44

    L’ analisi è perfetta. È uno schema applicato in modo reiterato in vari ambiti. I cinques l’hanno copiato, non inventato.

  12. Paolo ha detto:
    23 Aprile 2026 alle 08:23

    puro esempio di come si apra una scatoletta….
    O con noi o contro di Noi.

  13. Enea Mulas ha detto:
    23 Aprile 2026 alle 08:15

    Si tratta di un accanimento terapeutico verso la FASI e i suoi Dirigenti, con motivazioni, rappresentanti regionali delle istituzioni che anziché impegnarsi per sanare e divergenze ( a mio avviso strumentalizzate da chi ambiva a gestire la FASI è sopratutto Eurotarget) entrando a gamba tesa sia prima che durante il congresso, nonché successivamente chiedendo documentazioni e giustificativi alla sola componente che ha vinto il congresso
    E ‘ evidente che vi era un progetto finalizzato principalmente ed esclusivamente a tenere le rendini nella gestione di Eurotarget, ed infatti a mandato scaduto l’AD uscente ha elargito e distribuito ai circoli i proventi della bigliettazione
    OMISSIS
    Infine la finalità qual’era? Costituire una nuova agenzia di viaggi intestandola non ad una nuova Federazione ma in parti uguali a 3 soci che a mio avviso potrebbero trarre dei profitti personali
    La ricerca di visibilità di certi personaggi, l’ambizione di raggiungere i vertici di una Federazione come la FASI oppure la gestione personalistica ed anche l’ostinazione di taluni soggetti a voler rimanere ai vertici per gestire tutto e tutti, genera queste divisioni penalizzando il mondo dell’emigrazione, con l’imbarazzante ed evidente schieramento personale di taluni funzionari e politici regionali che dovrebbero rappresentare e tutelare ed unire tutti; tutt’altro è accaduto e sta accadendo nel nostro mondo

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