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Verso Ottana: rovinati dallo Stato italiano e dai potenti distratti

Posted on 13 Aprile 201814 Aprile 2018 By Paolo Maninchedda

Come si rovina la Sardegna? Non rappresentandola.
Chi ha deciso che gli aeroporti di Olbia e di Cagliari non siano hub europei? Non certo il mercato, non certo i Sardi. È stato deciso dall’Italia, che ha interessi su Roma e Milano contrastanti con gli interessi nazionali dei sardi. Chi sta rappresentando gli interessi nazionali dei Sardi? Nessuno.
Chi ha deciso di chiudere il Trenino verde? L’Italia, l’Italia salottiera del Parlamento italiano – i parlamentari sardi sono ininfluenti nel villaggio dei mille tra deputati e senatori – che fa le leggi a membro di segugio, senza conoscere il territorio e gli interessi che lo attraversano, che vara leggi per la sicurezza e pretende mutamenti istantanei da farsi con la bacchetta magica e pretende dall’Arst di ottenere in un minuto livelli di sicurezza diversi dall’attuale senza neanche una fase transitoria.
Intorno al Trenino verde ci sono aziende, persone, lavoro, dignità di gente che non chiede sussidi e che si sta affermando sul mercato.
Chi li sta rappresentando?
Nessuno.
Non c’è un sardo che rappresenti gli interessi nazionali dei sardi dove devono essere rappresentati, dove occorre lottare. Niente e nessuno.
Nei paesi della Sardegna non si regge più, c’è un diffuso sentimento di rivolta che è fondato e giusto e ha un chiaro avversario: lo Stato e il Governo italiano, di qualunque colore esso sia.
Noi ci mettiamo al servizio della rivolta, ma non per sedarla, piuttosto per infiammarla di coscienza nazionale, di pacifismo e legalità, per farla divampare in modo che sia efficace.

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