Un tampone e un incubo a Sassari

Caro dottor Maninchedda,
le segnalo un caso di malgoverno sulla sanità in Sardegna.
La vicenda si svolge a Sassari.
Domenica scorsa mia moglie ha accusato uno stato febbrile, per fortuna non forte, accompagnato da mal di gola e dolori articolari.
Lunedì mattina abbiamo interpellato il nostro medico di famiglia, il quale ha subito segnalato il caso alla ASL per un tampone d’urgenza, e nel contempo ci ha consigliato di stare in casa in attesa della chiamata e di avvertire altre persone eventualmente entrate in contatto con noi prima di domenica, cosa che puntualmente abbiamo fatto e che continuiamo a fare.
Mercoledì mattina, dopo quarantotto ore, ancora non c’è stata la chiamata dalla ASL per il tampone.
Allora ho telefonato al numero verde  istituito appositamente dalla Regione Sardegna per l’emergenza Covid: una gentile signora mi ha informato che, a causa delle numerose richieste, i tempi di attesa variano da un minimo di 48 fino ad un massimo 72 ore, dopo di che potrebbero eventualmente fare un sollecito su nostra richiesta.
Nonostante ciò, abbiamo provato a fare un tentativo presso il “centro tamponi” allestito presso l’ex ospedale psichiatrico di Rizzeddu. “Magari lo fanno lo stesso”, abbiamo pensato.
Poveri illusi: arriviamo a Rizzeddu, seguiamo la apposita segnaletica e arriviamo davanti ad una tenda da campo con la scritta TAMPONI PIT STOP, dove però non c’è nessuno, la tenda è chiusa e parzialmente coperta di foglie che cadono dagli alberi, una desolazione unica, sembrava di essere a Gairo Vecchio o in qualche altro posto abbandonato. Chiediamo lumi ad un vigilante all’ingresso principale, ci risponde che dobbiamo chiedere presso la palazzina attigua alla tenda.
Entriamo, deserto assoluto, alla fine, dopo una serie di stanze vuote, troviamo un impiegato intento a fare delle fotocopie, il quale ci risponde che dobbiamo chiedere al vigilante che si trova all’ingresso, un vergognoso giro dell’oca. A questo punto vorrei proprio sapere dove sono le “numerose richieste”(???) che sarebbero alla radice del ritardo, visto che non solo c’era nessuna fila di persone, ma addirittura il reparto era chiuso.
Andiamo via parecchio incaz ….
Oggi, giovedì, trascorse le fatidiche 72 ore, ho richiamato il numero verde per il sollecito che è stato subito inserito: alle ore 14 stiamo ancora aspettando.
Adesso, se vogliamo fare il tampone per essere tranquilli, e lo faremo entrambi, dobbiamo spendere 90 euro a testa presso un laboratorio privato.
Grazie tante all’assessore Nieddu per il perfetto funzionamento della nostra sanità. A lei, che seguo spesso con piacere, grazie per l’attenzione e cordiali saluti,

Lettera firmata
Sassari

0 commenti su “Un tampone e un incubo a Sassari

  • Ringrazio il Sig. Alberto per la Sua risposta, che tuttavia mi lascia perplesso: uno stato febbrile non forte, accompagnato da mal di gola e dolori articolari, non ha interessato alcun assistito del servizio sanitario regionale (e nazionale) anche prima del 2020, quando “tampone” e “COVID-19” erano termini non ancora usati dal governo e dalla stampa, per lo meno nel senso in cui ne fanno uso attualmente?

    Io mi limito a considerare una differente prospettiva:

    https://odysee.com/@Leonardofaccoeditore:b/dottor-stramezzi-criminale-e-non-aver:0

    https://odysee.com/@Leonardofaccoeditore:b/dottor-munda-da-marzo-2020-a-bergamo-non:2

    https://odysee.com/@Leonardofaccoeditore:b/dottor-szmuski-a-cesena-tutti-sanno:8

  • Risposta al commento di STEFANO
    Il medico di base ha svolto correttamente il suo compito. Con l emergenza Covid ancora in corso il paziente non può recarsi dal medico per evitare di propagare il contagio e il medico è obbligato a segnalare il caso alla sanità pubblica che decide come procedere.

  • «Maledetti privati….ah no….meno male»…
    Custu assemizat a «Piove: Governo ladro!» de inventzione guvernativa, de chie ponet “le mani avanti” de is bortas chi, sentz’e mancu proi, depat arriconnosci calincuna responsabbilidadi (es. de coltivai bèni I PRIVATI e lassai andai fintzas innoromala e dannu su servítziu púbblicu po chini tenit fintzas dificurtadi a bivi e a si movi).
    Ma poita “maledetti” ?! Sempri cun is maleditzionis seus? Chentza maledixi a nemus (mancu is delincuentis o malafatoris): sa curpa est de is Privaus (e che a totus gei ndi podint tenni, si no funt immacolati) o curpa de chini depit guvernai a totus e pruscatotu no depit iscabudai is chi tenint prus necessitadi (PO SI CURAI, no po fai afàrius mannus e incassai privilègius)?

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