Tutto è possibile in Regione. L’Ufficio legale dà una lezione di diritto alla Giunta e alla Maggioranza

Come per qualsiasi disegno di legge, anche per la «Quarta variazione di bilancio e disposizioni varie» (la norma che va dai requisiti per fare il Direttore generale ai chioschi senza vincoli di volumetria sulle spiagge, passando per la task force per fare il lavoro di Argea, ma con personale pagato molto meglio di quello di Argea che però poi deve rilavorare le pratiche già lavorate e meglio pagate affinché siano liquidate) l’Ufficio legale ha predisposto una relazione di commento, che in genere serve a modificare le norme in contrasto con l’ordinamento o possano generare contenzioso col Governo o con i privati.
Ecco il testo.
Faccio solo notare tre sottolineature.

La sanatoria sul Direttore generale Gli avvocati della Regione fanno presente che non ci sono elementi sufficienti per dire che la norma sul Direttore generale sia quel che vorrebbe sembrare, cioè un’interpretazione autentica, nel senso che un’interpretazione autentica di una norma vigente deve avere determinate caratteristiche, tra le quali i legali ricordano, per citarne due che mi pare caschino a pennello, quella che prevede «che la norma proposta non contrasti con altri principi costituzionali, quali il principio di uguaglianza e la tutela dell’affidamento nella certezza dell’ordinamento giuridico; e che l’interpretazione non influisca sugli effetti del giudicato o su fattispecie sub judice». In termini educati i legali stanno dicendo al Presidente e al Consiglio che ciò che è stato vestito di interpretazione autentica è in realtà una nuova norma con più di un profilo di contrasto con altre norme.

La vendemmia di indennità agricole Gli avvocati della Regione fanno poi notare rispetto alla task force installata in Presidenza per soccorrere Argea che in uno Stato di diritto nel quale il rapproto dei dipendenti pubblici è stato “privatizzato”, non si possono prevedere incentivi per i dipendenti affidandone la quantificazione a una valutazione politica. No, occorre stare all’interno della contrattazione collettiva e degli incentivi da essa previsti. Insomma, non si può stabilire ad arbitrio quanto dare in più: occorre usare gli incentivi possibili all’interno di un contratto, e vivaddio si capisce anche il perché, diversamente ogni caudillo che vince le elezioni promette incentivi su base unoral politica.

I contributi a pioggia Infine gli avvocati della Regione mettono un dito nell’occhio all’attività principe della manovra (onestamente tutt’altro che nuova): la distribuzione di piccole e grandi somme a pesci grandi e pesci piccoli.
In sostanza, sono troppi i soggetti destinatari di questa novellata elargizione, molti dei quali suscettibili di essere configurabili come operatori economici; per cui, dicono gli avvocati, meglio notificare la norma all’Unione europea per gli importi non configurabili come “de minimis”. Ciao core!

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