Silenzio, si urla

17 febbraio 2017 07:192 commentiViews: 1494

di Paolo Maninchedda
Le notizie ieri non mancavano. Provo a elencarle.
Al Senato veniva sconfitto il tentativo degli apparati ministeriali di sottrarre alla Sardegna i 600 milioni di euro della contabilità speciale della Sassari – Olbia. La Regione ha lavorato con i senatori Luciano Uras e Silvio Lai perché fosse presentato un emendamento che li salvasse, diversamente la Regione avrebbe dovuto riversarli all’Anas. I senatori sardi sono stati bravissimi e hanno anche ottenuto che sulla loro posizione si schierasse il governo Gentiloni. La Sardegna può continuare a presidiare i lavori della Sassari-Olbia e a difenderli da burocrazie e corruzione.
Sempre sulla Sassari-Olbia è stato riaperto il Lotto 9, il vero cantiere della vergogna alle porte di Olbia, fermo da anni.
È iniziata la sostituzione delle condotte di Alghero, la cui pessima salute è ben testimoniata dalla foto. Questi sono i tubi della gloriosa autonomia sarda.
L’Anas ha fatto i sopralluoghi e avviato le procedure per le verifiche sul ponte di Pabillonis, dopo che la provincia aveva dichiarato di non riuscire a affrontare quella emergenza.
L’Anas sta conducendo i test di stabilità sulla 554 bis, la bretella costruita su un sistema franoso – per la qual cosa nessuno pagherà, ma che è un bell’esempio sempre della gloriosa autonomia sarda, quando gli incarichi si davano su base fiduciaria. Non ha comunicato slittamenti per la riapertura della strada prima dell’estate, ma la Regione ha chiesto che prima di tutto la strada sia stabile e non frani di nuovo.
Può darsi che io non sappia comunicare. Può darsi che abbia la psoriasi a fare un comunicato per ogni cosa che si fa, però è anche vero che ormai il sistema comunicativo che viene veicolato da Videolina e dall’Unione ha una direzione inversa: qualcuno chiama il giornalista e il giornalista gli fa un servizio sulla notizia comunicata. Quanto sia rilevante e fondata o semplicemente quanto sia nei termini posti da chi segnale e denuncia, poco importa.
Ieri si è diffusa la notizia, nota da giorni, della sentenza del Consiglio di Stato che ha annullato l’assegnazione dell’appalto sulla SS 131 all’altezza di Villagreca, precedentemtne assegnato alla Tirrena costruzioni e adesso invece assegnato alla ditta Sacramati, esclusa in prima battuta per , mi pare, un ribasso giudicato anomalo. In precedenza, invece, il Tar Sardegna aveva dato ragione all’Anas e confermato l’assegnazione alla Tirrena.
Ora, noi siamo ormai abituati e sappiamo che su ogni appalto che si fa c’è mediamente un anno di contenziosi prima che si arrivi al cantiere. Colpa di chi? Colpa della Repubblica italiana fondata sul sospetto; colpa di uno Stato italiano in disordine dove diverse autorità dicono cose diverse sullo stesso argomento (abbiamo ricevuto su Abbanoa un metro cubo di lettere di tre autorità diverse che dicono l’una il contrario dell’altra e una, addirittura, cita una legge cassata dalla Corte Costituzionale, siamo al delirio).
Ma la domanda è: qual è l’interesse pubblico? L’interesse pubblico consiste nel far sì che il contenzioso legale tra imprese rechi il minor disagio possibile ai cittadini sardi. E infatti, come può verificare chiunque percorra la SS 131, non si è ripetuto ciò che era accaduto al bivio di Villasanta, laddove il contenzioso si era trasferito sulla sede stradale e aveva bloccato i Sardi per circa dieci anni. Il cantiere di Villagreca si farà, ma con un cronoprogramma che riguarderà prima tutto ciò che non è in sede stradale e solo nella fase conclusiva e per un periodo concordato, la sede propria. Se il contenzioso legale merita la prima pagina, allora l’Unione deve ripeterla anche per un lotto della SS 125 e per il ponte di Sant’ Antioco e per tutti gli altri innumerevoli casi in cui gli italiani si cimenteranno nella loro ossessiva passione per le liti.
Poi abbiamo le proteste per le condizioni delle strade provinciali.
È vero che da circa dieci anni non si fanno le manutenzioni, ma a me fa specie vedere che a protestare siano quegli stessi ambienti che hanno voluto la scomparsa degli enti intermedi come le province, poi sono stati zitti quando lo Stato italiano è scappato dalle province lasciandole senza un euro, poi protestano anche e molto per altre vertenze, per cui la Regione dovrebbe avere una cassa infinita con cui pagare la crisi del latte, la crisi dell’acqua (in particolare a Oristano), la siccità nella Nurra, gli interventi per il Master Plan delle zone interne, le decine di frane quotidiane, la saturazione dei cimiteri, la vetustà dei depuratori, dei potabilizzatori e degli acquedotti, e infine le strade provinciali. Nessuno che faccia una gerarchia. Nessuno che distingua le responsabilità, nessuno che capisca che occorre investire molti soldi anche in lavoro e che dunque gli interventi strutturali, che costano moltissimo, devono avvenire su ciò che è realmente strategico.
Io sto per varare un piano per le strade provinciali, ma i soldi non li ho recuperati da Fondi regionali ma caricati sul Patto per la Sardegna, sostituendomi allo Stato italiano (le province sono organi della costituzione italiana) sperando di dare un segnale del fatto che facciamo meglio da soli. Ma quando vedo in campo la superficialità, il calcolo doloso del ‘va tutto male’, il volto fascista dell’aggressione quotidiana fondata sulla menzogna, allora capisco che ci sono presupposti educativi da conquistare che precedono il dibattito politico.

2 Commenti

  • Quante belle e concrete notizie!. Se la Regione avesse altri assessori di tale proficuita’le speranze di ripresa sarebbero effettive. Solo l’impegno quotidiano e la passione determinano questi risultati che i cittadini apprezzano.

  • Pietro Pisciottu

    Apprendo con molto piacere la riapertura del Lotto 9 sulla Sassari-Olbia mentre sono molto deluso pere la situazione venutasi a creare nelle campagne tra Olbia ed Enas, dove aziende e famiglie si sono viste bloccare gli accessi alla strada con l’aumento delle percorrenze di decine di chilometri. Gli abitanti di Lu Trambucconi arrivavano alle loro case attraverso le complanari (non asfaltate) piene di buche e di pozzanghere ( giorni fa si è rovesciata una betoniera), guadando il fiume Enas.
    Con la piena del fiume si sono visti costretti ad allungare ancora di più il percorso. Io chiedo solo un po’ di rispetto per la vita delle persone e … poi l’asfalto nelle complanari ed il loro sbocco naturale nel quadrifoglio della statale per Nuoro.

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