Politica

Secondo passo: dialogo, non spettacolo

Hanno già montato il Colosseo mobile per la campagna elettorale.
Non sono neanche state presentate ancora le liste e già i media cominciano a preparare gli scontri tra i candidati.
Pubblico sugli spalti, sangue nell’arena.
Ma la verità dei fatti, dove sarà?
L’autenticità degli obiettivi, dove sarà?
Lo spettacolo politico usa le persone e spettacolarizza in modo effimero i processi.
Se noi realmente vogliamo cambiare l’ordine dei poteri in Sardegna, dobbiamo evitare la spettacolarizzazione e l’ansia dell’occupazione quotidiana dei media.
Ci temono per la nostra forza. Non esibiamola, non serve. Mettiamola a disposizione. Dobbiamo veicolare la nostra diversità. Non usiamo nessuno, non ci facciamo usare, vogliamo produrre un evento storico: dare valore politico alla coscienza nazionale dei Sardi. Per fare questo, non serve il comunicato stampa quotidiano, serve il dialogo quotidiano, la rete fitta e intensa di relazioni tra persone, la capacità di costruire una proposta alternativa alle offerte tradizionali. Servono i giovani che stanno fuori della Sardegna, serve la loro prospettiva. Serve più sussurrare che gridare, serve fiducia.