Sardo-leghisti: subito il referendum, il latte può attendere

Ciò che conta è obbedire. La Lega ha ordinato che le Regioni da lei controllate si pronunciassero a favore del referendum sul sistema elettorale maggioritario, che al momento non è solo un metodo, è uno slogan, un brand. Potremmo rappresentarlo anche con un titolo della più classica delle sinistre comuniste: “Potere al Popolo” (purché guidato dall’avanguardia illuminata, un tempo leninista, oggi leghista).

Il problema non è dato dal contenuto, che cambierà volto mille volte da qui al momento in cui realmente si farà una legge elettorale, ma dal tempismo. Babbo ordina e il bimbo obbedisce. Sta bene, l’obbedienza al capo è ancora, per alcuni, una virtù. Ma prima del comando stizzito del comandante finito all’opposizione per l’incapacità di prevedere il voltagabbana del primo alleato, vi sarebbe dovuto essere un altro ordine, cioè il mantenimento di una strategica promessa elettorale: il latte a un euro al litro.

Il latte è stato mediamente acquistato in Sardegna tra 0,70 e 0,75 al litro. L’Assessorato dell’Agricoltura è fermo, non si muove neanche una procedura, un bando, un sospiro. Non mancano studi interni, riunioni, stimoli, ma fatti non se ne vedono. Alcune cooperative hanno bocciato il Piano dell’offerta del Pecorino Romano e adesso gli speculatori del mercato hanno una prateria davanti per far fare al prezzo del prodotto un po’ di montagne russe.

Il tasso di partecipazione dei pastori alle assemblee delle loro cooperative si è abbassato a percentuali veramente minime, segno del solito distacco e della solita delusione che prelude alla solita ribellione con la nascita dei soliti capipopolo. Tutto come prima.

Tuttavia c’è una novità: il partito che aveva assicurato il latte a un euro, la Lega, fugge dall’argomento a gambe levate e mette sul tavolo altri argomenti che non incidono in nulla sulle tasche dei Sardi. La Coldiretti, che, come da consuetudine storica, è impegnata nella conversione delle proprie attività a favore del nuovo Governo dopo il lungo flirtaggio col mitico Ministro Centinaio (il quale ripetutamente aveva detto che l’euro al litro stava arrivando, era lì lì per arrivare, era proprio sul punto di compiersi), per un momento deve sospendere l’Opa lanciata sul Consorzio per la Tutela del Pecorino Romano attraverso la conquista delle più importanti cooperative. Chi aveva dato vita ai sindacati spontanei dei pastori, oggi non sa cosa fare: un giorno dà la colpa al Consorzio, un giorno agli industriali, un giorno si divide sull’indecifrabile assessore all’agricoltura, un giorno tace.

Questo è il quadro devastato lasciato in Sardegna dalla più grande e insostenibile promessa elettorale. Altro che maggioritario! È stato il più umiliante sciocchezzario messo in campo dalla Lega che ha trovato, anche allora, un adeguato pubblico di obbedienti plaudenti pronti a prenderlo e venderlo per vero.

One thought on “Sardo-leghisti: subito il referendum, il latte può attendere

I commenti sono chiusi.