Mercato, Politica

Sardegna-Europa: prezzi e dazi

Come si sta in Europa senza sovranità? Lo rivela bene un’Ansa di ieri che annuncia l’intenzione Usa di usare una rappresaglia daziaria sui prodotti alimentari provenienti dall’Europa, compreso il pecorino, in risposta, secondo l’Impero dell’Ovest, ai sovvenzionamenti europei all’Airbus. Di contro l’Europa sostiene che gli Usa finanziano la Boeing. La Sardegna non può esistere in questo quadro, può assistere e, a cose fatte, o pagare un costo o sperare di non pagarlo. Questo significa non essere uno Stato: non essere.
In questo quadro belligerante, ieri il governo italiano ha approvato in mezz’ora un Documento di Economia e finanza che smentisce tutte le promesse elettorali dei partiti di governo, aumenta il debito pubblico e ne sposta la copertura nel prossimo biennio. Come diceva Hitler, le masse non hanno memoria e non ricordano neanche le manipolazioni del giorno prima, figuriamoci le bugie di un mese o di un anno fa. Vince chi convince, non chi ha ragione. Ma nel frattempo, in questo mondo di simulazioni utilitaristiche, andiamo a guardare la tasca. Il prezzo del latte è molto lontano dall’euro promesso. Il prezzo degli agnelli in Sardegna è oggi a una media tra le tre piazze (Sassari, Cagliari e Macomer) a 3,6 euro al chilo, un prezzo quasi osceno ma inneggiato qualche giorno fa sulla stampa perché comunque in aumento rispetto al 2,5 di qualche settimana fa. Ma chi fa il prezzo e come il prezzo si formi è un problema di propaganda o di mercato o di mercato e propaganda insieme? Il prezzo lo fa chi governa il mercato e la propaganda lo ‘vende’ ai produttori come fatto necessario e non come calcolo ingiusto e di vantaggio esclusivo di pochissimi indifferenti alla realtà dei costi e ai processi di qualità. Utile ricordarlo? Forse no, forse troppo aristocratico, ma pur sempre concreto, legato ai bilanci delle persone che oggi possono essere un detonatore di coscienza.