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Sanità sarda: sentenze ignorate, interviene Roma

Posted on 20 Marzo 202620 Marzo 2026 By Paolo Maninchedda 9 commenti su Sanità sarda: sentenze ignorate, interviene Roma

Ho la sensazione che sulla sanità, la violazione sistematica e ripetuta delle leggi dello Stato e della Costituzione in atto in Sardegna, con la magistratura che sta a guardare e non si sogna manco di striscio di indagare alcuno per questo piano sistematico di aggiramento di leggi e sentenze, abbia irritato più d’uno al Ministero della Salute.
Leggete questa lettera. Tutto sta il quel ad horas con cui un Ministero evidentemente esasperato, e che non vuole essere sanzionato dal Consiglio di Stato, chiede gli atti alla Regione.
Al Ministero hanno capito che il diritto in Sardegna è latitante.

Sì, lo so, la magistratura sarda, esplicitamente schierata tutta a difesa dei suoi privilegi col pretesto della Costituzione, non può certamente perseguire chi la tutela nelle sue pretese di giustizia militante, però ecco che il Ministero si smarca da questo vergognoso gioco dell’impunità esibita, in virtù della quale in Sardegna si possono presentare rendiconti elettorali farlocchi, e non succede nulla, si possono violare le leggi dello Stato nella sostituzione dei manager sanitari, e non succede nulla, ci si può appendere in bagno le sentenze della Corte costituzionale sulla sostituzione dei manager sanitari, e non succede nulla, si può viaggiare con l’auto assessoriale da casa all’ufficio (cosa in sé ignobile, ma largamente praticata) e continuare a percepire dal Consiglio regionale gli emolumenti per essere residenti fuori del distretto cagliaritano, e non succede nulla, si possono nominare direttori generali senza titoli ed essere condannati a risarcire chi i titoli li aveva, e non succede nulla.
Insomma, tutto è possibile in Sardegna purché ci si schieri a difesa dell’impunità della magistratura. La magistratura ricambia e il diritto se ne va al diavolo.

Torniamo alla sanità.
Facciamo un po’ di cronistoria, così da ricordare a tutti coloro che stanno ammorbando whatsapp con messaggi di allarme democratico per indurre a votare No, secondo la peggiore pedagogia della paura (la Sinistra italiana ha fatto sul referendum una campagna trumpiana, cioè ha copiato i Maga) che la Costituzione in Sardegna è carta straccia, è pretesto per la prepotenza, è mito da evocare per coprire l’inefficienza degli ospedali, il mare di risorse pubbliche che stanno finendo a supporto degli interessi privati (due esempi? Lo Stadio e il centro commerciale di Elmas con passerella aeroportuale annessa, costruita a tempo di record e gestione degli aeroporti affidata alle scatole cinesi ecc. ecc.), è alibi per nominare persone di dubbio curriculum e altrettanto dubbie frequentazioni nei ruoli apicali ecc. ecc.

Un po’ di storia anti-costituzionale.

Nel marzo 2025 la Giunta regionale della Sardegna ha approvato una legge presentata come riforma del sistema sanitario regionale, con la quale è stato disposto il commissariamento delle aziende sanitarie locali.

Il 27 aprile 2025, oltre un mese dopo l’approvazione della legge, sono stati nominati i commissari straordinari delle ASL.

Il 24 dicembre 2025 la Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità della legge regionale, ritenendo che il provvedimento non introducesse una reale riforma del sistema sanitario ma fosse finalizzato esclusivamente alla sostituzione dei vertici delle aziende sanitarie.

Nel frattempo, la Regione è stata soccombente anche davanti al Tribunale Amministrativo Regionale della Sardegna nel contenzioso promosso dal direttore generale dell’ASL di Sassari, Flavio Sensi, che è stato reintegrato nel proprio incarico.

Successivamente, un dirigente della Presidenza della Regione ha adottato una determinazione per acquisire un parere giuridico del professor Cerulli Irelli. Il parere, reso il 30 dicembre 2025, è stato richiamato in una deliberazione della Giunta (alla faccia della Costituzione) con cui sono stati nominati quasi tutti i nuovi direttori generali delle aziende sanitarie, ad eccezione di quelli di Cagliari e Olbia.

Per queste due aziende la gestione è stata temporaneamente affidata a facenti funzione dei commissari.

L’8 gennaio 2026 la Presidente della Regione è stata audita dalla Commissione sanità del Consiglio regionale, dove i commissari di opposizione hanno sollevato ulteriori rilievi giuridici sulla procedura adottata. Nello stesso giorno il professor Cerulli Irelli ha trasmesso un secondo parere, più ampio, che affrontava anche i nuovi profili emersi nel dibattito. Chi ha pagato il secondo parere, in ragione di quale delibera di Giunta non è dato saperlo, ma d’altra parte nella Regione della militanza per la Magistratura i debiti fuori bilancio sono noccioline che vanno e vengono.

Pochi giorni dopo la Giunta regionale ha proceduto alla nomina dei direttori generali delle ASL di Cagliari e Olbia.

Contro tali atti è stato proposto un ulteriore ricorso al Consiglio di Stato, sostenendo che le nuove nomine non avrebbero dato piena attuazione alla decisione della Corte costituzionale. E arriviamo ad oggi: il 19 marzo 2026 il Ministero competente ha richiesto alla Regione e al direttore generale nominato alla Asl 8 di  Cagliari di trasmettere con urgenza le proprie memorie difensive da inoltrare al Consiglio di Stato nell’ambito del procedimento.

In altre parole: poiché in Sardegna non si fa giustizia, la si fa a Roma.
E poi mi si chiede di non fare il monaco e di tornare a fare politica.
Francamente, non vedo altra opposizione a questo schifo che la disciplina personale, cioè l’incarnazione di un altro modo di vivere e di essere, lontano dalla voracità dei ricchi e dall’ipocrisia dei prepotenti in giubba rossa e in giubba nera.

Giunta Todde, Politica, Vetrina

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Comments (9) on “Sanità sarda: sentenze ignorate, interviene Roma”

  1. Stefano Locci ha detto:
    20 Marzo 2026 alle 15:57

    Egregio, se I partiti della sinistra oggi sono compatti (almeno ufficialmente) nella campagna per il “no” nonostante da anni abbiamo professato la volontà di cambiamento che la riforma prevede, un motivo ci sarà pure. O no? Se costoro (tra cui i copyrighter del onestà, onestà) oggi giocano a supporto della lobby in toga si può pensare che lo facciano gratis? Se Nino Di Matteo (nei giorni scorsi ha abiurato, chissà perché ….) definì le procedure del CSM ispirate a principi para mafiosi si può pensare che fuori dal CSM i principi ispiratori siano altri? Se mai dovesse prevalere il no al referendum ne vedremo di ogni che neanche nella Cina di Mao. Saluti.

  2. Antonio ha detto:
    20 Marzo 2026 alle 15:29

    Prof. cosa si deve aspettare quando una Giunta e Consiglio Regionale non riconoscono le sentenze dei Tribunali e della Corte Costituzionale ma può il professor Cerulli Irelli dare un parere giuridico scrivendo che la sentenza dei Tribunali e Corte Costituzionale non conta nulla

  3. Ariovisto ha detto:
    20 Marzo 2026 alle 14:18

    La colpa è della DC: rappresentò il potere senza interessarsi della “banda” comunista che minava le fondamenta della nostra Repubblica. Si partì dal racconto inventato della lotta partigiana liberatrice del bel suolo italico. E gli americani? E la mancata dichiarazione di guerra alla Germania che ci pose nella condizione di continuare una battaglia contro il nostro ex alleato in maniera banditesca? Ospitammo poi i nostri nemici e li accogliemmo andando anche al loro capezzale. Risposero con il terrorismo, ammazzando Moro (e umbè di altri) e dicendo ai quattro venti che era stata la CIA. Poi, in ultimo, la questione morale. Dicemmo loro:”ma i soldi di Gelli, dell’URSS, delle cooperative, delle tengentivoi li prendevate?” No, fummo zitti; eppure c’erano le prove. Come per i pitagorici tutto è numero, per loro, la democrazia (cristiana) era solo mafia e ruberie. Mai ci opponemmo. Oggi, quei figli “dell’intransigenza”, sono questa “banda” senza macchia e senza peccato che si ciba di emolumenti pubblici e che non ha manco piu bisogno di extra. Come in URSS, poi, le leggi se le fanno loro.

  4. Idda ha detto:
    20 Marzo 2026 alle 13:57

    Senza pudore, proprio.
    E senza dignità.

  5. Mike ha detto:
    20 Marzo 2026 alle 11:07

    Murra bella compà! È la frase ricorrente per celebrare una vittoria e/o il raggiungimento di un obiettivo (mai aopalesata fino ad oggi da questa giunta regionale); di contro, quello che continuiamo a sentire dopo sentenze che distribuiscono colpi di tavoletta sulle gengive, è “e ma noi andiamo avanti, diritti sulla strada intrapresa”. Occhio alla curva, non si può andare sempre diritti. Ora è arrivata la curva, che farà la miracolata, curverà o andrà a sbattere? Boh non so. Fare leggi che subiranno ricorsi non è una vittoria, subire controricorsi non è una vittoria, andare a sbattere non è una vittoria. Stanno mortificando una regione e nonostante le impugnazioni continuano a ripetere come un mantra “e ma noi andiamo avanti”. Ma fino a quando continuerà questo disastro. Ma pensa te, questi vorrebbero pure rigovernare l’Italia, non sazi di tutti i disastri che hanno combinato. Ad maiora!

  6. A ha detto:
    20 Marzo 2026 alle 09:14

    Lady3NA mi ricorda il buon Alberto Sordi che nei panni del Marchese Del Grillo diceva: “Mi dispiace, ma io so’ io… e voi non siete un cazzo”.
    Il problema è che c’è chi glielo permette.
    Un altro motivo per sperare nella decadenza e votare SÌ.

  7. medardo di terralba ha detto:
    20 Marzo 2026 alle 09:14

    Ctrl+Alt+Canc

  8. Mario Pudhu ha detto:
    20 Marzo 2026 alle 08:26

    … menzus de goi in Sardigna comente podimus andare?! No creo chi siemus própriu “all’avanguardia” ca no faghimus totu sos tzocos e tronos de de cudhos chi bombardant e isparant candho corpos de balla e candho mìssile, o fossis semus solu faghindhe sa ‘rivoluzione’ gai comente cudhos animales al pascolo brado forrogant (rivoltano) sa terra chirchendhe cosa de manigare (si sunt de allevamentu los aproendhant in logu netu). O semus faghindhe, si no ‘casinu’, inderetura sa indipendhéntzia e nois chentza ndhe ischire nudha?
    Prus che a unu «campo largo» si tiat pessare a una “banda” larga chi funtzionat meda a ‘inteligenza’ artificiale e sa Magistratura, chi est una cosa, zughet però manos de magistrados ma benit de pessare: Custos puru ‘funzionano’ a ‘inteligenza’ artificiale, o prus de manos zughent ogros chi serrant candho s’unu e candho s’àteru, tantu pro abbaidare candho a destra e candho a manca, o mancari los serrant ambos duos pro no bìdere ne a un’ala e ne a s’àtera (gai tantu pro andhare alla cieca), o sunt cumpetentes cantu e a fàghere ite e a «simpatia presa»?

  9. Lady Mary ha detto:
    20 Marzo 2026 alle 07:33

    Deve esserci evidentemente qualche peracottaro anche al ministero se una risposta evidentemente per Tidore viene inviata alla Bettelini. Evidentemente c’è la stessa nota per il ricorso dell’ex dg di Areus. Continua la confusione a tutti i livelli.

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