L’informazione in Sardegna è tra le forme peggiori della nostra arretratezza.
Dice balle sulla speculazione energetica e mischia il buono col cattivo, fa di tutta un’erba un fascio e alla fine ci stiamo ingoiando 18 impianti off shore di cui seri, veri, forse 4. Ma nessuno ne sa parlare. L’unica autorità che potrebbe intervenire non è la Regione ma la Soprintendenza, ma pochissimi ne parlano.
Si dicono balle sul Pecorino Romano, che si vorrebbe soccorrere per i dazi al 15% di Trump costringendo il Banco Alimentare a proporre di inserirlo nel paniere degli acquisti per gli indigenti per il terzo anno consecutivo, mentre ancora sono in distribuzione le quote acquistate l’anno scorso. Curiosi questi industriali del latte: vogliono le pecore di razza non sarda per produrre un formaggio ormai tipicamente sardo e le vogliono perché hanno capacità produttive maggiori e si nutrono in stalla come macchine da latte, ma poi implorano l’ammasso dallo Stato per smaltire le scorte.
Ma ciò che fa più impressione è l’assenza di spirito critico rispetto alla propaganda sul Bilancio della Regione.
Se è vero che finalmente esso potrà essere approvato entro dicembre, è anche vero che è, per ammissione dello stesso assessore, eminentemente tecnico, cioè privo di scelte politiche. Posto però che un governo non vive senza scelte, queste sono state evidentemente rinviate alle innumerevoli variazioni di bilancio che si faranno l’anno prossimo, variazioni che stanno diventando la vera sede della politica economica della Regione, ma che vengono guardate dal Consiglio e dall’opinione pubblica con nessuna attenzione, perché fraintese come tecniche. Sono paradossi? No, sono furbizie alle quali l’opinione pubblica non è stata ancora svezzata da organi di informazione pigri rispetto alla complessità della realtà.
È in questo quadro frainteso che si inserisce la grancassa per l’ennesimo round tra Stato e Regione sulle Entrate (oggi appena attenuata dall’Unione, ma confermata dalla Nuova). Ormai bisognerebbe dire che è un dato consolidato che il Governo trasferisce annualmente alla Sardegna meno di ciò che è previsto per legge, per cui mediamente ogni triennio accumula un miliardo di debito verso la Regione.
Ora, può essere credibile che un Governo nazionale impegnato a tenere basso il rapporto debito Pil, a tenere sotto controllo la spesa pensionistica costringendoci tutti a lavorare fino all’età della flebo e del catetere, a trovare i soldi per la difesa perché si è nel bel mezzo di una guerra ibrida, a risolvere grane impossibili da risolvere come l’Ilva di Taranto, abbia gli spazi finanziari per restituire il dovuto alla Sardegna? Ovviamente no. Lega e Forza Italia si stanno scannando per inserire emendamenti del valore di qualche milione di euro e stanno trovando il muro di Giorgetti; si può pensare che invece la Regione Sardegna porterà a casa il risultato pieno della sua rivendicazione fiscale? Ovviamente no.
Finirà come è sempre finita: il Governo tratterà per circoscrivere il dovuto e poi lo rateizzerà in cent’anni. Nel frattempo continuerà a trasferire alla Sardegna meno risorse del dovuto, e il rateo della restituzione sarà compensato dalle somme erogate in meno. In poche parole, il debito verso la Sardegna continuerà ad essere pagato con i soldi della Sardegna, ricostituendo ciclicamente il debito per il successivo triennio. Questa storiella i giornali la conoscono benissimo perché gliel’hanno raccontata Soru, Cappellacci, Pigliaru e anche Solinas. Però loro, i giornalisti, continuano a bersi narrazioni favolistiche come se non ci fosse mai stato un passato e i Sardi a non capire nulla dei loro soldi. Bim boh!

Oramai lo sanno anche le pietre: la truffa dell’eolico vale per taluni certificati milionari. Brutto segnale invece per la finanziaria: se hanno fretta un motivo ci sarà…
Se sono rimasti in Sardegna, o non sono stati spesi o non sono stati spesi bene!
https://www.alguer.it/notizie/n.php?id=188767
Eolico, entrate. Due delle piaghe di questa terra maledetta da troppi dei suoi stessi figli, trascurata da moltissimi altri. Cercherò di essere brevissimo.
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A oggi il discorso FER (fonti energia rinnovabile) che viene fatto in Sardegna “non riguarda la Sardegna”. Intanto perché a ciascuno progetto finora presentato è abbinata una richiesta di connessione alla rete elettrica nazionale tramite Terna, in secondo luogo perché ogni strategia energetica “PER” la Sardegna dovrebbe risiedere nel Piano Energetico Regionale, di competenza RAS, ma di cui non si ha alcuna notizia.
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Entrate. Richiamo un particolare che il padrone di casa conoscerà sicuramente: l’Agenzia sarda delle entrate e riscossioni. Che fine ha fatto? Parcheggiata in chissà quale anfratto dei palazzi romani nell’attesa finora inutile di vari decreti attuattivi, si disse a suo tempo. E’ ancora così? Non ho i mezzi per verificare. Certo però che, lanciandola a regime, almeno questo vizio perverso dei governi italici di tirarci la fregatura potrebbe attenuarsi.
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Grazie per lo spazio.
Egr. Prof.
Un mio amico era solito dire che i guai sulla terra fossero dovuti esclusivamente alla rotazione della terra intorno al proprio asse da occidente verso oriente e cioè ,traslato in politica. da destra verso sinistra. Il che,continuava, giustificherebbe il costante peggioramento dell’ umanità a cui non si potrà mai porre rimedio e fine se non con la distruzione del globo!
Questo suscitava la nostra ilarità , ma a distanza di anni la cosa mi ritorna sempre più spesso in mente e vista la pessima evoluzione delle cose , testimone ne è la sua quotidiana scrittura, mi sa tanto che al peggio non c’è mai fine se non con l’attuarsi dello stesso!!!
Anche le Sue odierne osservazioni sui fatti regionali sono tutte negative ed alle quali non riesco nè ad incrementarle nel contenuto, se non aggiungendone altre, nè a sminuirle, contrastandone la Sua corretta descrizione! Ma se sulla politica non trovo alcuna novità e,pertanto,sorvolo,quello che suscita in me oggi maggiore indignazione è la totale condivisione sulla imbarazzante condizione della stampa sarda che non riesce a svolgere la sua funzione di attenta osservatrice della realtà politica isolana per descriverla ai suoi lettori, che delusi si allontano sempre più da essa!
Ed allora, che fare? Non ci resta che imprecare contro la rotazione sinistrorsa della terra?
Temo che il mio amico conquisti sempre maggiori proseliti!!
Cordialmente La saluto!
sull’eolico l’unico che sta facendo terrorismo è un ex politico, sul pecorino romano non capisco perchè dobbiamo pagare noi che cerchino altri mercati, sui soldi che lo Stato dovrebbe alla Regione Sardegna sono 30 anni che ne parlano evidentemente il bilancio Statale è più importante di quello Regionale sarà cosi anche per le altre Regioni ???
Ma non sarebbe più semplice che i contribuenti sardi piuttosto che versare le imposte allo Stato le versassero alla regione e la regione, a sua volta, girasse la quota spettante allo stato? una sorta di inversione dei flussi finanziari. Lo so … sono un ingenuo
Egregio, Lei ha toccato en passant il tasto dello stato comatoso dell’informazione. Che, peraltro, in Sardegna è sempre stata commisurato al contesto culturale isolano (da sempre l’U.S. veniva comprata per i necrologi e per la pagina sportiva); l’avvento del web ne ha decretato, infine, il ricovero in rianimazione (con i fondi per l’editoria, soldi nostri, per intenderci) mancando il coraggio di lasciare fallire una testata come fu per esempio per l’Unità. Solo ieri è stata definito il procedimento per truffa all’Inps da parte di una nota testata nazionale (https://www.ilcorrieredelgiorno.it/inps-gedi-chiuso-il-procedimento-per-truffa/), Il che la dice lunga su quanto gli editori siano alla canna del gas. Il vero problema è la attendibilità di ciò che pubblicano. Ma su questo, magari, Lei avrà occasione di tornarci. Saluti.