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Cagliari: stadio approvato, americano trovato

Posted on 22 Novembre 202522 Novembre 2025 By Paolo Maninchedda 8 commenti su Cagliari: stadio approvato, americano trovato

Ma guarda tu che notiziona inattesa!
Qualche giorno fa si annuncia la conclusione dell’iter di approvazione del progetto per il nuovo stadio del Cagliari, si dà certezza di cubatura e di contributo pubblico di 60 milioni di euro per l’iniziativa ed ecco che un fondo americano fa toc toc alla porta del Cagliari Calcio, compra una quota di minoranza di capitale e si siede in Cda.
Coincidenze?
Le coincidenze esistono in natura, ma non sono queste.
Queste sono cose prevedibilissime che i Sardi si ostinano a non voler vedere.
Adesso racconto una favola esopica.

C’era una volta una volpe, furbissima, onnivora e dunque capace per un certo periodo di far pensare di essere diventata vegetariana e di non essere più pericolosa per nessun pollo e nessun pollaio. Tutti i polli della Sardegna la celebravano come la volpe più civile che ci fosse: non diceva parolacce, non suonava la chitarra, non faceva uso di stupefacenti, non fumava, non prendeva in giro sindaci e magistrati, era insomma una volpe civilissima.

La volpe si accorse che i Sardi si svenavano di passione per il gioco della Mosca Cieca. Osservò, si informò, visitò tutti i campi di Mosca Cieca, si guardò intorno.
Con un oculatissimo investimento comprò la migliore squadra di Mosca Cieca della Regione.
La sua visibilità aumentò.
Il suo gradimento sociale anche.
La sua forza con le istituzioni pure.
Il suo contegno divenne ancor più vegetariano, quasi ascetico.

Il popolo cominciò a chiedere un nuovo tempio per la Mosca Cieca, come la volpe aveva previsto.
A questo punto, però, la volpe fece un piccolo errore. Si fece avanti a dire: “Costruisco io il tempio nuovo, ma lo si fa come dico io”.
La volpe non conosceva la vanità boriosa dei caudillos sardi: niente li irrita di più di chi, volendo ottenere una cosa, non sa chiederla portando rispetto, cioè chiedendo la grazia. E quindi i polli sardi, signori di aria fritta, che fecero? Cominciarono a dire “questo sì”, “questo no”, a spostare i bagni e i rubinetti, i water e gli spogliatoi, pur di affermare il loro potere.
La volpe capì e cambiò piano.
“Vuoi vedere, pensò, che questi pur di dire che è merito loro, sono disposti a mettere soldi loro per una cosa mia?”.
Fatti due colloqui, l’ipotesi risultò praticabile.
La Volpe capì subito che poteva finalmente riprendere a mangiare carne.
Infatti, comprese che se la sua società di Mosca Cieca avesse avuto in pancia un suo progetto approvato e per di più sostenuto da un contributo pubblico a fondo perduto, sarebbe passata da valere 5 a valere 15. Il business non sarebbe più stato la Mosca Cieca, ma la sua società, a valore triplicato e diventata appetibile e vendibile grazie a un progetto e a un contributo pubblici.
La volpe si convinse che i Sardi hanno capi che si complimentano con se stessi di usare i soldi pubblici per rendere i ricchi più ricchi in nome del plauso popolare. Non a caso il Dna di Caligola è stato rinvenuto nel patrimonio genetico di diverse stirpi isolane.

Le cose andarono infine avanti, il progetto fu approvato, il contributo impegnato e immediatamente la volpe venne contattata da un Puma americano che, sentito odore di banchetto, gli propose di diventar soci, all’inizio per un pezzo piccolo, e poi per tutto il pacchetto, se il percorso non avesse trovato intoppi. La volpe, tre volte più ricca di prima e con il popolo a favore, mangiò un pollo per festeggiare.

Cagliari Calcio, Politica, Vetrina

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Comments (8) on “Cagliari: stadio approvato, americano trovato”

  1. Pippo ha detto:
    23 Novembre 2025 alle 10:13

    Si presume che il progetto sportivo debba nascere da una squadra di calcio e non da una struttura alberghiera, centro commerciale etc….gia da qualche anno assistiamo alle peripezie per sopravivere in serieA……e inoltre la viabilita….
    Provate a raggiungere lo stadio attuale con 12.000 posti e vedrete che gia oggi le strade non sono sufficienti….asse mediano, via roma e viale poetto…pensate a un ambulanza e a un nuovo stadio con 30000 !!!!
    Gli stadi nuovi si costruiscono, se proprio si deve, fuori dalke citta…..in tutto il mondo

  2. Ex ESAF ha detto:
    22 Novembre 2025 alle 18:15

    La storia si ripete per l’ennesima volta e i sardi, da buoni ascari, si comportano come preventivato. Parrebbe che un vero torpore mentale sia tipico del popolo sardo: gradisce essere sottomesso, gradisce i signorotti e i padroni e probabilmente regalerebbe la bandiera dei quattro mori al tiranno munito di caccia e navi da guerra che si presentasse di fronte alle coste. Del resto, le miniere sarde non sono mai state dei sardi. Ma nemmeno le saline, i porti o le compagnie aeree. La Sardegna. Dimensionalmente grande. Geopoliticamente infinitesimale. Per scelta.

  3. Stefano Locci ha detto:
    22 Novembre 2025 alle 17:16

    Egregio, ricordo a me stesso che 15 anni fa un povero illuso (a costo di fare la figura del coglionazzo) si offri’ di realizzare – totalmente a proprie spese – una nuova arena sportiva. Risultato? Non gli fu mai concesso. Anzi. Fini’ pure in galera per aver osato ipotizzare un nuovo stadio in quel di Quartu S.Elena (fu assolto soltanto nel 2023). Fu tentato persino per la candidatura sulla strada della politica, ma rifiuto’. Oggi le priorità sono 60 mln di euro (nostri) regalati. Hanno voglia quei poveracci che da giorni stanno al gelo sul tetto di un silos dell’Euroallumina. In Regione non fanno altro che pensare a loro. Saluti.

  4. Antonio ha detto:
    22 Novembre 2025 alle 15:29

    è cosi potente economicamente il Puma Americano -Sardo o ci sarà qualcuno dietro

  5. Enzo ha detto:
    22 Novembre 2025 alle 13:57

    Se posso, vorrei proporre un resoconto. Giornalistico e da addetto ai lavori che nella storia ci è passato da osservatore quasi sul campo.
    ..
    La famiglia Al Thani che cercò di acquistare il Cagliari dalle mani di Massimo Cellino, nel 2013, era forse ingolosita dai bagni color amaranto, celeste, indaco, o aveva bisogno di visibilità? Scrissi molto su quella trattativa. Mai smentita né da Cellino (fu lui anzi a darmi la notizia con un sms) né dalla famiglia Al Thani. Che alla fine rinunciò: qualcuno (le fonti non si rivelano) disse perché il ramo della famiglia già sbarcato in Costa Smeralda supponeva di poter avere ombre di immagine da un intervento “parentale” su un brand come il calcio di Serie A. E così chi aveva già raggiunto un accordo con Cellino (che lo ha recentemente confermato in una intervista) decise di rimanere a Parigi, dove era già da tempo al Psg.
    ..
    Quando si presentò Giulini, sul Cagliari stavano transitando ombre sinistre di personaggi della caratura di altri che hanno fatto evaporare club come Reggina, Bari, Palermo, Catania. Da un lato c’era Cellino che ormai si sentiva un ex, e che definì il Caglilari una 500, lui che voleva guidare una Ferrari, dall’altra il solo latore di un’offerta seria in mezzo a tante altre farlocche. Cellino decise di vendere a lui, punto. Non ci sono altre narrazioni. Fece bene? Fece male? Pure non perdonandogli quel tradimento da paragone automobilistico, secondo me sbagliò a non capire che il varo della legge sugli stadi a dicembre 2013 era quel che gli era sempre mancato, e che in assenza aveva dato il là all’opposizione trasversale di istituzioni, comunale e regionale, dove la lobby del commercio che ha sempre visto come fumo negli occhi l’idea di uno stadio simil Premier o Liga, gli aveva aizzato contro qualsiasi cosa.
    ..
    Detto questo, rimangono i fatti. Giulini presenta nel 2017 un progetto per uno stadio da 24mila posti costo 70 milioni tutti a carico del proponente. Nel 2019 Comune e Regione lo stoppano invitandolo a rifare tutto e ripartire da zero con un progetto da almeno 30mila posti per far correre Cagliari verso Euro 2032. Da lì nascono i costi supplementari, da lì si passa da 70 milioni a 210 (a oggi). Non è stato il Cagliari calcio a voler cambiare le cose, ma è stato chi si era fatto ammaliare da ambizioni calcistiche europee e sapeva di poter giocare una carta molto attrattiva: devi passare da noi per l’iter del progetto.
    ..
    Ricordo due cose. La prima. L’hotel, i servizi di intrattenimento e benessere, di ristorazione e tempo libero c’erano anche nel progetto del 2017. Anzi, c’era pure un bel centro commerciale: tutto in sintonia con la legge 147/2013. Bisognerebbe chiedere a chi volle cambiare quel progetto, all’alba del 2019, se è consapevole che da lì i costi sono saliti. Chi vincerà l’appalto non ne dovrà spendere 70 di milioni: ne dovrà spendere almeno il doppio. Che Comune e Ras ci debbano mettere 60 milioni dopo aver creato i presupposti per far triplicare la spesa, è come dire hai voluto la bicicletta e ora pedala.
    ..
    La seconda cosa. Personalmente ho interrotto i rapporti con Giulini da anni. E non ho alcuna voglia di riallacciarli. Ma quella storia la conosco tutta. E non soltanto quella ovviamente.
    ..
    Sempre grazie per lo spazio.

  6. Ginick ha detto:
    22 Novembre 2025 alle 11:37

    Egr. Prof.
    Ge seus a frori! diceva il saggio di Castello quando sentiva che la cose non andassero per il verso giusto e che tradotto fa : già siamo ridotti a ….fiori!!!! Che in questo caso vuole dire: arrivano i fiori a stelle e strisce, con viaggio pagato dai 60 mln regionali (40 € a testa di ciascun sardo,neonati e moribondi inclusi), mentre i ” bauscia” milanesi, che proprio tali non sono (vero Giulini?), si sono liberati del loro stadio senza sborsare 1 € vendendolo al binomio Milan-Inter dove,inoltre, i capitali stranieri erano già i padroni delle due società!
    Così gira il mondo! Ma non la Sardegna!
    Si danno sovvenzioni,contributi a cani e porci, perché non darlo al Cagliari Calcio! Sempre sarà formaggio, da cui dipendiamo,, non sarà una elle in più a fare la differenza! Sempre casinificio è! E così col contributo di un emigrato (tipo la Todde) che avendo “fragato” la possibilità di farsi un nome e di governare l’isola, cercano di “fregare” i sardi!! L’ unico giulivo sembra essere Giulini (scusate la cacofonia), che potrà salvare capra (se stesso) e cavoli ( la sua azienda privata) con l’alibi di lasciare il Cagliari in mano ad un sardo,grande birrafondaio in una terra che detiene il primato nazionale del consumo pro capite della bevanda, destinato perciò a prendere il cuore dei sardi, simil novello Amsicora! Ma questo avverrà dopo il consumo dei 60 mln (detratti i predetti romborsi viaggio) che verranno totalmente gestiti da colui che per 10 anni sfferma di essersi fatto il mazzo per ottenerli! Tu, spumeggiante birrafondaio ,se vuoi entrare nel gioco devi mettere tutti i soldi per fare il nuovo stadio, dice il grande bauscia che non tradisce le sue origini meneghine .
    Il gioco è fatto: tutti soddisfatti: la Regione, il Comune, i tifosi di calcio,(anche quelli senza la elle), i Fiori,i Giulini ecc… Gli unici fottuti rimangono….. indovinate chi?
    Bravi, avete indovinato: NOI SARDI!!!!
    Buon fine settimana a tutti!!

  7. Eddie Irvine ha detto:
    22 Novembre 2025 alle 10:46

    In questa storia era chiaro fin dall’inizio l’interesse della volpe, che peraltro aveva scalzato un lupo meno accorto nel dissimulare quegli stessi appetiti (comunque osannato da polli e pecore).
    Si capisce meno il disegno del puma americano.

  8. Mario Pudhu ha detto:
    22 Novembre 2025 alle 07:31

    … Polli? Macos che cadhu? E si invetze sunt Volponi?
    Politici de MINCUL.Pop. a donzi modu.
    E polìtica miseràbbile a bocidura.

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