Piccole storie di ordinaria ingiustizia

Nella foto vedete un cinghialetto morto nel tentativo di superare una rete. Questa  rete cinge le Piscinas di Golgo a Baunei,  unica fonte d’acqua del territorio, nonché monumento archeologico censito come tale in tutti gli atti pubblici relativi alla zona.
Su questa operazione moderna di chiusura delle tanche di sabauda memoria, fatta su un vasto territorio sottoposto a uso civico sono state presentate due interrogazioni alla Giunta regionale, uno o due esposti in procura. La politica tace (non solo su questo, perché nel frattempo i diabetici stanno sempre peggio, negli ospedali dicono ai pazienti di portarsi, per esempio – accaduto a Sassari, ieri, alle Cliniche universitarie – l’enterogermina da casa…, non parliamo di chi avesse un bambino celiaco…. ma va tutto bene!).
Il fatto di Baunei è lapalisssiano, giacché in nessuna parte della Sardegna è consentito di recintare beni archeologici e risorse ambientali strategiche. A Baunei sì.
Ora, noi del Partito dei Sardi continueremo a difendere il diritto, nonostante sappiamo bene che in Sardegna esiste una Giustizia contro il Partito dei Sardi e una Giustizia a favore del resto del mondo.
Noi ci siamo abituati a vedere agire intorno a noi la Polizia giudiziaria di più di una Procura, ormai viviamo immaginando di prendere il caffé con loro, e sappiamo perfettamente il perché di tante attenzioni inutili e inconcludenti e ci conviviamo. Noi sappiamo di irritare perché diversi, perché non ci si trova nelle cenette borghesi dei magistrati o negli spuntini rustici degli altri addetti della Giustizia. Noi sappiamo di irritare perché non abbiamo paura, perché combattiamo i luoghi comuni degli uomini in divisa sugli uomini delle istituzioni “tutti corrotti” e in attesa della loro santa punizione, perché non ammicchiamo con le bestie feroci da tastiera e da esposto che distruggono ogni credibilità e ogni forma di consorzio civile e che non vengono mai puniti anche quando le sentenze danno loro torto; noi diamo fastidio perché forti della nostra onestà sostanziale, consapevoli che l’assenza di dolo, che è il presupposto della buona fede, in Italia e in Sardegna è riconosciuto unilateralmente solo a una parte politica, ma non agli indipendentisti.
Detto questo, cioè ribadito alla giustizia isolana che possono rivoltarci le mutande quanto vogliono e non scoprire altro che siamo persone che se le cambiano tutti i giorni, non possiamo non dire che se solo avessimo fatto noi questa operazione di privatizzazione della storia e dell’ambiente che è stata fatta a Baunei, per di più a favore di un congiunto dell’amministrazione, minimo minimo ci avrebbero arrestato chiamando a riprendere la scena Striscia la notizia, pubblicando non meno di cento pagine di intercettazioni non pertinenti alla vicenda ma comunque volte a screditare l’imputato. Ma questo disastro non lo abbiamo fatto noi e quindi è derubricato a polemicuzza politica di paese, con persone per bene esposte all’odio dei privatizzatori piuttosto che difese dalle istituzioni.
Ma non molliamo, sia chiaro, non molliamo. Questa giustizia a velocità e intesnsità variabile mi troverà sempre sulla sua strada, senza paura, anzi con crescente consapevolezza di giustizia e di lotta.