Perché vince sempre Barabba?

26 aprile 2017 06:301 commentoViews: 558

di Paolo Maninchedda
Passata la Pasqua e letti i media e i social pieni di tutto fuorché di ciò che riguarda profondamente la nostra felicità e il nostro futuro, resta incombente la domanda: perché il popolo ha scelto Barabba? Perché il popolo tendenzialmente sceglie Barabba?
In altri termini la domanda diventa: perché l’errore è sempre più probabile della giustizia? Perché una persona meritevole fa sempre più fatica a farsi riconoscere come tale rispetto a chi invece risulta essere più simpatico e più popolare?
La risposta religiosa e esistenziale me la tengo per me, quella politica no.
Barabba fu premiato da un’esperienza democratica primitiva perché era più facile da capire, più semplice da condividere, più normale.
Quanto più si affermano le nuove forme delle democrazie telematiche di massa, quelle nelle quali le gerarchie di sapere e di valore tra gli uomini sono sopraffatte e annullate dalle strategie di posizionamento comunicativo; quelle nelle quali l’immaginazione non è distinta dalla verità perché non contano più i fatti ma i racconti, tanto più le strategie politiche si avvicinano per forma e sostanza alle strategie militari e la lotta politica diviene solo ed esclusivamente un problema di forza, di approvvigionamento, di comunicazioni e di rapidità.
Niente di nuovo sotto il sole. Sembra una condanna per l’uomo, ma sembra una vera costante: tutte le civiltà evolute nei momenti di maggior sviluppo vivono una fase ciclica di confronto al proprio interno nella quale conta solo la forza, gli altri valori sono ancillari.
È importante o no aumentare la ricchezza sostenibile prodotta in Sardegna? Sì, ma è roba difficile da spiegare, non è adeguatamente barabbesca.
È importante o no la sede legale dell’autorità portuale? Assolutamente no, come dimostra la sede dell’Asl unica che Sassari ha fortemente voluto e che adesso si svela per non essere quel grande motore di sviluppo (per il momento è motore di chiacchiere) e di potere locale che Sassari immaginava. Eppure una bella polemica sulla sede dell’autorità portuale è quanto di più barabbesco si possa pensare.
Ovviamente, ogni male ha il suo simile simmetrico.
Cosa c’è all’opposto del barabbismo? Il sinedrismo.
A Oristano per il candidato sindaco del centrosinistra non si è neanche arrivati di fronte a Pilato, è bastato il Sinedrio, per cui non si vorrebbe neanche il ballottaggio tra due, escamotage pericoloso inventato da Pilato che comporta la fatica almeno di organizzare un po’ il popolo. Anche sul Titanic pensavano di tranquillizzare la gente continuando a suonare; il sinedrismo è questo: l’assenza di coscienza storica da parte di chi non riconosce l’altro, non lo vede, perché capace di vedere solo se stesso e di confondere la propria piccola parte con il tutto.
Ho sempre insegnato ai miei allievi e agli amici di cui sono stato maestro il rischio del coraggio. Nella vita bisogna sempre avere la forza di alzarsi e di stare dritti per dire che non si è d’accordo. È rischioso, ma è pieno di vita, di forza interiore, di soddisfazione e di felicità. Se ogni giorno si fa lo sforzo di vedere la storia non trascinati da una corrente, ma da un autentico trasporto per gli altri e da uno sguardo lucido ed esigente, non si vota per Barabba, si vota contro Pilato.

1 Commento

  • Il partito democratico vuole la scomparsa del partito dei sardi.Questa e’ la realtà.La Giunta regionale non​ si è spesa per difendere la tua iniziativa di denunciare l’Anas.Che senso ha stare vicino a questo sinedrio? Il senso di responsabilità e la lealtà politica non possono diventare autodistruzione.Per gli iscritti questo silenzio pesa molto.Ritengo sia l’ora di reagire. Grazie 7

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