Perché abbiamo chiesto un piano straordinario per l’archeologia sarda?

imagesdi Paolo Maninchedda
Nell’ultimo vertice di maggioranza dedicato alla verifica programmatica, il segretario nazionale del Partito dei Sardi ha annunciato che per noi, dopo l’approvazione della legge sull’Agenzia delle Entrate, sono importanti due temi:
1) una nuova iniziativa sulle accise (di cui parleremo nei prossimi mesi);
2) un grande piano per l’archeologia della Sardegna.
Intanto abbiamo ribadito al Presidente che noi sosteniamo la proposta dell’archeologo Raimondo Zucca per l’acquisto delle aree intorno a Monti Prama. In secondo luogo, abbiamo ricordato che il grande patrimonio archeologico della Sardegna è la parte più internazionalizzabile della sua identità, il suo miglior passaporto (per il momento).
Non abbiamo ricevuto obiezioni e dunque ci riserviamo di presentare a breve una proposta articolata in termini di obiettivi, risorse, occupazione diretta e indiretta e formazione.

0 commenti su “Perché abbiamo chiesto un piano straordinario per l’archeologia sarda?

  • francesco scifo says:

    Un piano organico per l’archeologia non può dimenticare il marketing ovvero un progetto di gestione dei beni da concedere a pagamento in uso temporaneo ai musei del mondo per l’autofinanziamento della gestione del patrimonio archeologico e neppure l’esenzione delle operazioni culturali dalla fiscalità ordinaria. Inoltre dovrebbe essere tutto bilingue sardo italiano.

  • Mario Trazzi says:

    Sono entusiasta, stento a crederci. Finalmente un piano per l’archeologia Sarda dopo tante chiacchere in cui tutti dicono che bisogna valorizzare i nostri siti archeologici e nessuno fa niente. E chi se non il partito dei Sardi e della nazione Sarda poteva farlo ? Ottimo tema e iniziativa che porterà a conoscere in modo approfondito la storia del popolo e della terra dei nuraghi, unica al mondo.

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