Non se ne può più di bufale sul Patto di stabilità

8 marzo 2014 06:582 commentiViews: 375

bufalodi Paolo Maninchedda
Oggi i giornali pullulano di dichiarazioni di politici e imprenditori sul Patto di stabilità che sono a dir poco ridicole. Continua lo sport a chi la spara più grossa. Io continuo a ritenere che sempre più i giornali non capiscono che non devono andare dietro a ciò che tutti ripetono, ma devono cercare ciò che nessuno dice, ma che è vero, altrimenti perché comprarli o abbonarsi?
Per rimanere con i piedi per terra, ragioniamo su cose serie.
Il 28 febbraio il ragioniere dello Stato (italiano) ha emesso questo decreto, il quale determina la ripartizione di 500 milioni di euro fuori patto per l’anno 2014 per i comuni sopra i mille abitanti e le province, prevista dai commi 546-547 della legge147/2013. Il riparto è avvenuto tra gli enti locali che hanno comunicato gli spazi finanziari di cui necessitavano entro il 14 febbraio 2014. Ci sono anche i comuni sardi. Per sempio: la provincia di Cagliari porta a casa 1.715.000 euro, quella di Sassari 3.540.000; il comune di Cagliari 59.000, Aglientu 38.000, Berchidda 39.000; Aritzo 30.000; Calasetta 11.000, Decimomannu 218.000, Dorgali 41.000, Guspini 118.000; La Maddalena 68.000; Macomer 694.000; Mamoiada 309.000; Marrubiu 69.000; Nuoro 380.000; Oliena 228.000; Oristano 6.000; Ploaghe 33.000; Sarroch 196.000; Sassari 3.000; Sestu 44.000; Siliqua 137.000; Sindia 38.000; Uta 5.000.
La diversità delle cifre dipende dai debiti certi maturati dagli enti locali al 31.12.2012. Quindi si stanno pagando debiti di quasi due anni fa. Il problema è se i Comuni della Sardegna hanno fatto tutti bene i conti e se li hanno trasmessi per la data perentoria della scadenza…

2 Commenti

  • Marco Maria Cocco

    Ieri venerdì 7 marzo, ho assistito c/o Univ. di Cagliari al IV convegno Bachelet dal tema “Le autonomie regionali nell’ordinamento italiano”.
    I relatori hanno demolito lo Statuto autonomo della RAS e le funzioni in capo agli Statuti speciali, enfatizzato la missione umanitaria dell’Italia presso la nostra terra, ridicolizzato i movimenti di pensiero sovranisti, condannato irrimediabilmente l’Europa dei piccoli stati e i suoi propositi.
    Hanno proposto dati economici inquietanti come “il 65% dei soldi spesi per il funzionamento del Sistema Sardegna vengono elargiti dall’Italia”, “la Sardegna non ha una sua corrente di pensiero identitario” ecc…
    Ho evitato di replicare per evitare la rissa, ma ritengo che organismi universitari e quindi spesso considerati “il verbo” debbano esimersi dal fare politica attiva mascherata da subdola cultura.

  • Mi è venuta un’idea. Siccome siamo alle solite con notizie false secondo me, visto e considerato che le uniche notizie vere, sono quelle che tu fornisci.
    Sarebbe molto più conveniente, pagare l’abbonamento sul tuo sito invece che buttare i soldi comprando giornali fasulli! (NATURALMENTE SE QUESTO ACCADE VOGLIO LA PERCENTUALE!)
    Ciao Paolo.

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