Politica

Non se ne può più di bufale sul Patto di stabilità

bufalodi Paolo Maninchedda
Oggi i giornali pullulano di dichiarazioni di politici e imprenditori sul Patto di stabilità che sono a dir poco ridicole. Continua lo sport a chi la spara più grossa. Io continuo a ritenere che sempre più i giornali non capiscono che non devono andare dietro a ciò che tutti ripetono, ma devono cercare ciò che nessuno dice, ma che è vero, altrimenti perché comprarli o abbonarsi?
Per rimanere con i piedi per terra, ragioniamo su cose serie.
Il 28 febbraio il ragioniere dello Stato (italiano) ha emesso questo decreto, il quale determina la ripartizione di 500 milioni di euro fuori patto per l’anno 2014 per i comuni sopra i mille abitanti e le province, prevista dai commi 546-547 della legge147/2013. Il riparto è avvenuto tra gli enti locali che hanno comunicato gli spazi finanziari di cui necessitavano entro il 14 febbraio 2014. Ci sono anche i comuni sardi. Per sempio: la provincia di Cagliari porta a casa 1.715.000 euro, quella di Sassari 3.540.000; il comune di Cagliari 59.000, Aglientu 38.000, Berchidda 39.000; Aritzo 30.000; Calasetta 11.000, Decimomannu 218.000, Dorgali 41.000, Guspini 118.000; La Maddalena 68.000; Macomer 694.000; Mamoiada 309.000; Marrubiu 69.000; Nuoro 380.000; Oliena 228.000; Oristano 6.000; Ploaghe 33.000; Sarroch 196.000; Sassari 3.000; Sestu 44.000; Siliqua 137.000; Sindia 38.000; Uta 5.000.
La diversità delle cifre dipende dai debiti certi maturati dagli enti locali al 31.12.2012. Quindi si stanno pagando debiti di quasi due anni fa. Il problema è se i Comuni della Sardegna hanno fatto tutti bene i conti e se li hanno trasmessi per la data perentoria della scadenza…