Nessuna trivella a Su Gologone

14 aprile 2017 06:303 commentiViews: 1199

di Paolo Maninchedda
Talvolta bisogna insistere, soprattutto quando nei titoli dei giornali si continua a ripetere una grande bugia e nella pratica politica si continua a manipolare la gente senza informarla correttamente.
Lo ripeto: nessuno, ma proprio nessuno, ha mai pensato di trivellare alcunché a Su Gologone.
Di più: la posizione della Regione, che risulta a verbale, è stata quella che nell’area del monumento naturale non si dovesse toccare neanche una pietra.
Ancora: la Regione ha escluso qualsiasi attività invasiva, anche di studio, non solo nell’area del monumento naturale ma anche nell’area Sic.
Ripeto anche altre cose, perché l’unico modo per difendersi dalle manipolazioni è ripetere la verità.
Nel 2015 i sindaci della Baronia hanno chiesto che si studiasse l’approvvigionamento idrico di tutto l’areale del Cedrino in modo da verificare se e a quali condizioni anche la Baronia potesse approvvigionarsi dell’acqua di Su Gologone.
La Regione ha ritenuto legittima la richiesta e ha affidato lo studio al Genio Civile di Nuoro.
Il Genio Civile di Nuoro ha avviato una serie di rilevazioni sul comportamento della fonte e ha raccolto dati per un periodo ormai di 18 mesi.
In riunioni sempre collegiali che hanno visto la partecipazione dei sindaci, del Genio Civile, del Comitato Aqua Vona e in una sola occasione del Comune di Oliena, si sono anche analizzati progetti di altre istituzioni che, peraltro, prospettavano interventi, quelli sì, proprio all’interno dell’area del Monumento Naturale.
Si è giudicato molto pericoloso intervenire nell’area della fonte, quella per intendersi dove oggi vanno tutti i turisti. Infatti, proprio il Genio Civile ha raccomandato di non agire su quello che si configura come il rubinetto storico del giacimento idrico che sta a monte, in modo da evitare il rischio che un qualsiasi intervento potesse alterare un deflusso ormai consolidato e in equilibrio.
Si è deciso di studiare il comportamento del deposito naturale a monte, cioè la grotta di Mussintomasu.
La Grotta è esplorata e esplorabile nei periodi di magra. L’ingresso della grotta non è utilizzabile perché è anche la sede da cui, nei periodi di piena, fuoriesce a grandi velocità l’acqua. Occorre dunque studiare la stratigrafia che sta sopra la grotta con una sonda di 10,5 cm, inserita in assoluta sicurezza. Il sondaggio avverrebbe in una quota che sta sopra e a distanza dal giacimento idrico (occorre precisarlo perché in questi giorni si è detto che sarebbe stato fatto da sotto o di lato, con l’immaginaria trivella collocata al centro della terra, lateralmente al fianco di Lucifero o addirittura sopra la sua testa), quindi senza alcuna possibilità di intaccare né la sicurezza e l’integrità dei luoghi né il giacimento idrico, e si collocherebbe in un punto che è fuori dall’area del monumento naturale e fuori dall’area Sic. Una volta fatto questo si dovrebbe studiare con precisa gradualità se, a quali condizioni e in quale quantità è possibile prelevare dell’acqua. Solo dopo che si è verificato tutto questo sarà possibile decidere se predisporre un progetto per la canalizzazione di acqua di Su Gologone verso la Baronia, ma in ogni caso questo progetto dovrà sottoporsi alla verifica di impatto ambientale.
Tutto questo percorso non è mai stato accompagnato da atteggiamenti prevaricatori, autoritari o dogmatici. Anzi! Si è discusso e si discute di tutto, in sedute pubbliche, con la politica che fa mille passi indietro rispetto alle metodologie scientifiche di accertamento dello stato dei luoghi e delle possibilità, e con i sindaci del territorio animati da grande senso di responsabilità, di prudenza e di coesione.
Siamo nella fase della conoscenza e dell’applicazione di metodologie che non sono decise e verificate dalla politica, ma dalla disciplina della migliore acquisizione della conoscenza della realtà.
In questo contesto, pubblico, trasparente, aperto, antidogmatico e tutto fuorché autoritario, è successa una cosa curiosa.
Avantieri ho scoperto di dover partecipare il prossimo 22 aprile a un convegno a Oliena su questo argomento organizzato dall’ordine dei geologi della Sardegna, che ovviamente non mi aveva minimamente interpellato.
L’invito è arrivato ieri, per una data, il 22, per la quale io sono impossibilitato a svolgere alcuna attività per ragioni personali. Tuttavia ho pensato di mandare una lettera all’ordine dei geologi, perché penso che gli ordini professionali debbano avere un ruolo più sul versante metodologico e scientifico che su quello politico e propagandistico. La lettera è questa.
Fatto è che ieri vengo a sapere, da un giornalista, ovviamente, che il convegno non si fa e che io sarò presente allo stesso convegno, convocato questa volta per il 29 aprile, sempre a Oliena. Il caso vuole che per il 29 sia previsto un importante evento col governo italiano che mi terrà occupato, ma non posso che registrare che l’ordine dei geologi evidentemente gestisce da Oliena la mia agenda; immagino di doverne prendere atto e di dover apprezzare la grande imparzialità dell’ordine che di fronte a una tensione territoriale non sceglie un’area neutra di confronto scientifico, ma si inserisce con leggiadria nel turbinio della tempesta. Tuttavia i dibattiti non fanno mai male, a patto che le basi informative siano comuni, depositate, verificate e verificabili. Ho proposto all’ordine dei geologi di costruire un data-base dei progetti presentati su Su Gologone, della situazione dell’approvvigionamento idrico della Baronia e del distretto Oliena-Dorgali, dei costi attualmente sostenuti, degli investimenti in corso, delle richieste dei cittadini pervenute e delle proposte di soluzione attualmente disponibili; fatto questo e garantita un’imparziale illustrazione dei dati, si può aprire il dibattito politico, rispetto al quale l’assessore, una volta fatta salva la verità, si rimetterà assolutamente alle decisioni che verranno assunte secondo le forme di legge dalle istituzioni deputate. Personalmente penso che la differenza tra comandare e governare stia tutta in due parole: legalità e partecipazione. Ne aggiungerei una terza: fraternità. Chiederei a tutti di essere amorevoli anche a quelli che ieri alla fonte mi hanno dileggiato in absentia e non corpore presenti. I localismi esasperati fanno male all’anima ma anche al portafoglio, perché non ho mai visto un comparto turistico e agroalimentare svilupparsi in un contesto avvelenato dalle liti di confine.

3 Commenti

  • pietro curreli

    Signor Assessore, apprezzo il suo impegno per la soluzione del problema dell’approvvigionamento di acqua potabile dalle Sorgenti SU GOLOGONE per le popolazioni delle Baronie, di Oliena e di Dorgali, anche se non condivido la soluzione da Lei proposta. Come cittadino di Oliena vorrei dare il mio contributo per risolvere in modo definitivo questo annoso problema. A tale proposito ho messo a punto una soluzione per il pescaggio a valle delle sorgenti, insieme alla realizzazione di un laghetto, senza la necessità di dover spostare l’alveo del fiume Cedrino o abbassare la quota dell’invaso della diga che risulta a quota 103 s.l.m. Questa soluzione lo mandata alla sua pagina di Fb.

  • Signor Catte, si informi su chi ha finanziato la messa a norma del depuratore di Nuoro. Si informi inoltre su chi ha finanziato il progetto per la riduzione delle perdite di Oliena, Dorgali e Orosei; si informi su chi ha inserito il Contratto di Fiume, vero futuro del bacino del Cedrino, nella normativa sarda prima che venisse compiutamente recepito da quella italiana. Comunque, finché si ha la voglia di informarsi va tutto bene; va meno bene quando si danno notizie false e si preparano e realizzano linciaggi morali.

  • Nicolò Catte

    Mi permetta Dott. Maninchedda,ha mai pensato di disporre del suo tempo e delle risorse finanziarie della Regione alla predisposizione di un progetto di pulizia delle acque del Cedrino attraverso la costruzione di depuratori invece che insistere su un piano, quello di Su Gologone, che qui ad Oliena nessuno accetterà mai?

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