Informazione, Politica

Leggere e non capire: nuovi e vecchi fantasmi della violenza

Ieri, su questo sito anarchico, è comparsa la rivendicazione dell’attentato incendiario patito da un carabiniere a Orgosolo. Il titolo del comunicato è già un programma pericolosissimo: “Appiccare il fuoco alle istituzioni” Ne parlano entrambi i giornali sardi, ma, e non è la prima volta, non capiscono. Soprattutto non capiscono che la violenza delle azioni è sempre stata preceduta dalal violenza delle parole, dai pensieri confusi, dall’apparente capacità di comporre le contraddizioni risolvendole, però, sempre contro qualcosa o contro qualcuno. Ovviamente la Sinistra e la Destra parlamentari italiane non hanno la benché minima coscienza di ciò che sta accadendo alla loro destra e alla loro sinistra nelle periferie urbane e nelle periferie rurali, dove invece hanno ripreso a correre vecchie parole d’ordine e vecchie suggestioni eroiche che tanto sangue hanno versato nella storia.
Senza voler annoiare nessuno, basta leggere il testo per capire che chi lo ha scritto:
1) non è sardo. Della Sardegna conosce solo l’indirizzo dove è avvenuto il reato. Il suo orizzonte è peninsulare e interamente italiano (non c’è alcun cenno, alcuna coscienza, alcun indizio anche marginale di conoscenza della situazione politica sarda. Orgosolo vale Busto Arsizio);
2) non ha realizzato lui l’attentato, ma è in contatto con chi lo ha fatto o ne conosce qualche dettaglio;
3) è un uomo, non una donna (quando descrive l’articolazione del movimento, elenca prima ‘i gruppi di lotta’, poi ‘i quadri giovanili’, come terze ‘le cellule segrete operaie’ e solo come quarta ‘l’organizzazione femminile’);
4) è di media cultura (scrive correttamente ‘obbiettivo’ e ‘eclatante’) ma non ha dimestichezza con i programmi di video scrittura (non sa scrivere la ‘e’ maiuscola accentata (È) e la scrive componendola con l’apice (E’); spesso non lascia lo spazio dopo la virgola; digita i due punti al posto del punto;
5) è un isolato, poco informato sul dibattito politico corrente e sui nomi e le sigle dei partiti attuali;
6) il suo repertorio politico-lessicale lo rivela come nato tra la fine degli anni Settanta e i primi degli anni Ottanta;
7) evidentemente non è lui ad aver caricato il testo su Round Robin.
Di tutto questo non trovate niente sui giornali, eppure è sotto gli occhi di tutti, basta saper vedere.