Legge schifo: milioni in regalo al Cagliari e alla Dinamo

Solo in Sardegna è stata approvata una legge (art. 7 comma 15 della legge omnibus schifo) che prevede 10 milioni di euro a favore «delle società sportive professionistiche e delle società sportive che rappresentano nelle rispettive discipline l’espressione massima regionale per assicurare la continuità delle attività di forte impatto sportivo e sociale per la Sardegna», cioè, e credo di non sbagliarmi, per il Cagliari e la Dinamo e poco più.

Nessuna Regione d’Italia ha dato contributi a fondo perduto a società professionistiche di questa rilevanza. Nessuna. E sono soldi ignobili perché vanno ad aggiungersi ai tanti altri erogati dall’Assessorato del Turismo ogni anno.
Il Governo italiano ha invece previsto contributi a fondo perduto solo per le società dilettantistiche.
In Sardegna il potere è prono fino allo strisciamento verso i padroni delle arene e dei circhi.
Adesso risultano più chiare le voci su un possibile acquisto della Nuova Sardegna da parte del patron della Dinamo. Adesso capiamo meglio tante questioni sul nuovo stadio Sant’Elia, lo stadio del Cagliari per il quale si vorrebbe un contributo pubblico (ma ne parleremo quando le cose saranno cotte) non ipotecante la proprietà privata, la quale nel frattempo si è garantito un contributo fuori sacco a fondo a perduto unico in Italia.
Dieci milioni di euro sono un’enormità, un privilegio stridente con la miseria dilagante, con il disagio crescente.
Dieci milioni sono uno sputo in faccia a chi fatica per trovare lavoro e a chi fatica, pur lavorando, a condurre una vita dignitosa.
I nuovi ricchi della Sardegna sono voraci più di quelli dei secoli passati, che almeno sentivano interiormente l’alito gelido dell’avidità infernale. Quelli di oggi stanno a proprio agio col fresco della Giudecca.

0 commenti su “Legge schifo: milioni in regalo al Cagliari e alla Dinamo

  • Per ora ho la fortuna di garantire a mio figlio, ancora bambino, una sana e costruttiva attività ludico sportiva presso una delle tantissime società diletantistiche della Sardegna, guidate da tanti appassionati che contribuiscono alla crescita e alla formazione umana dei nostri bambini e ragazzi. Le società diletantistiche, senza fini di lucro, sono guidate da tanti appassionati che, come collettività, aiutano noi genitori a costruire gli uomini e le donne del domani. Penso, poi, a quanti bambini che, non avendo nessuna responsabilità sulla situazione economica dei propri genitori, oggi non possono praticare uno sport perché i soldi in casa non bastano. Allora mi chiedo, non sarebbe stato meglio finanziare tante società dilettantistiche per consentire anche ai meno fortunati di praticare lo sport desiderato e di poter crescere anche grazie all’educazione di comunità?
    Ma oggi chi governa la Sardegna ha una formazione politica conservatrice, che fonda il suo credo sulla capacità del singolo individuo nel costruirsi la propria fortuna. Ma se fosse così, un governo conservatore sarebbe coerente e credibile se evitasse di finanziare chi ha già raggiunto il suo successo, chi ha bilanci milionari e paga stipendi da favola ai propri giocatori. Nel 2021 la Sardegna si è fatta conoscere nel mondo più per le gesta di atleti sardi o di origine sarda (vedi l’oro alle olimpiadi nella 4×100, vedi il campione mondiale di ginnastica di Quartu) che per le gesta domenicali del Cagliari o della Dinamo (con tutto il rispetto e il tifo che personalmente faccio per queste squadre). Questi atleti sono cresciuti fin da bambini in società che oggi faremo fatica a trovare su google, eppure sono arrivati sul tetto del mondo con la bandiera dei 4 mori sulle spalle. Eppure il consiglio continua a spendere i nostri soldi per anonimi giocatori milionari che non ci fanno neanche gioire la domenica per le continue battoste che prendono.
    Mi rendo conto di aver perso il controllo del ragionamento, ma vedere soldi pubblici versati nelle casse delle società professionistiche senza che vi sia un tornaconto diretto verso la comunità che finanzia quei fondi con le tasse, mi fa perdere la ragione. Il consiglio regionale è diventato peggio delle banche: da i soldi, i nostri soldi, a chi non ne ha bisogno, a chi i soldi li ha.

  • Franco Sardi says:

    Nihil novum…
    Nei primi anni 2000 il Consiglio regionale aporovò in tutta fretta sotto ferragosto un assestamento di bilancio solo per incrementare i fondi destinati alle sponsorizzazioni sportive
    Poi grazie a Dio arrivò Soru e fu tutta un’altra breve stagione

  • Ciò che si evince dalla scrupolosa lettura degli articoli e degli emendamenti questa legge schifosa è che essa non è stata approvata per cercare di risolvere alcuni dei numerosi problemi nei vari comparti della società sarda, bensì per alimentare il proprio consenso ai poco onorevoli che oggi, pro tempore, scaldano le poltrone al consiglio regionale e a villa Devoto,
    Bregungia

  • Prof, se le serve un dato, eccolo: sono presidente di una soc. sportiva dilettantistica, ovviamente non profitt. Svolgiamo l’attività tutto l’anno solare e con gli atleti dell’agonistica partecipiamo, anche con risultati prestigiosi, a competizioni nazionali ed internazionali. Il contributo erogato annualmente dalla RAS, tramite il comune è di 1500 euro. Il corrispettivo dello stipendio di un mese della segretaria.

  • Con una frazione di quei soldi nel Montiferru (dove nulla è arrivato e non si ha la minima idea di cosa fare) si sarebbe potuto creare un sistema per fare giungere l’acqua negli oliveti distrutti a fine luglio, e tentare una ricostruzione.
    No! invece andranno ad acquistare per tramite di…. ‘La Nuova Sardegna” che sempre come quella vecchia servirà come strumento di cogestione dell’informazione da parte di lobbies, affaristi e potentati vari.
    Un giornale del genere che sopravvive con questi immondi sotterfugi merita il fallimento senza se e ma.

  • … donzi peus peràula tiat èssere pagu cosa pro bi lis iscúdere a cara.
    Ma dimandha pro totugantos, sos ‘eletti’, chie los at votados, chie ndhe at votadu àteros e chie no ndhe at votadu manc’unu (salvamus, ma solu po iscrúpulu de cusséntzia, no sempre e antzis creo pagu cun resone, sos betzos cadrudhos e sos malàidos in letu chi no sunt pótidos andhare a votare) : Proite sa Sardigna, proite sos Sardos che semus rutos innoromala goi in sa bassa mancari siat totu zente bene neta, tramunada e profumada e, candho faedhat tiat pàrrere fintzas educada?
    E si resessimus a cumprèndhere chi carchi cosa est male, mala, irballada, dannu, resessimus a cumprèndhere chi una càusa bi depet àere o semus cumbintos chi nos falant che a s’abba chi ruet de sas aeras candho proet? O mancari chi est cosa de custos annos o de oe e no de tempos e tempórios?
    Mi dimandho: ma Sos Sardos puru zughimus conca?
    Mi benit sempre de pessare solu a concas de cibudha pudéscia puru, prudigada.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Puoi usare questi tag HTML e i relativi attributi:

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>