Le compravendite di Solinas

Oggi Il Fatto Quotidiano pubblica un’inchiesta su una compravendita immobiliare del presidente della Regione Sardegna Solinas (le leggi sulla carta stampata mi impediscono di diffondere la foto dell’articolo. Non appena l’inchiesta sarà disponibile on line, metterò qui il link).

Il fatto descritto è questo: Solinas il 4 novembre 2020 avrebbe stipulato (non ho gli atti e quando riferisco cose dette o scritte da altri mi avvalgo – a differenza di alcuni esponenti della Polizia Giudiziaria – sempre del condizionale), essendo già presidente della Regione, un compromesso di vendita di un proprio immobile sito in agro di Capoterra con un imprenditore sardo che vanta molti contratti in essere con la Regione, con l’Ats e con le amministrazioni comunali.
Solinas ha venduto l’immobile a 550.000 euro e ricevuto un acconto di 200.000.
Tuttavia, e qui sta il problema, alla data odierna non sarebbe mai stato stipulato l’atto di vendita definitivo. Quindi l’acquirente non avrebbe pagato la differenza di 350.000 euro e Solinas sarebbe rimasto proprietario del bene e dei 200.000 già versati.
Il 2 dicembre 2020 Solinas versa poi a titolo di acconto, su un totale di 1,1, milione di euro, una caparra di 100.000 euro sottoscrivendo il preliminare per l’acquisto di una casa importante in un quartiere di Cagliari (la casa era entrata nello scontro politico su una questione di vincoli paesaggistici, ma non ricordo i termini esatti della questione perché non me ne importa un fico secco). Il Fatto allude anche, in modo velato, a un trattamento privilegiato del Banco di Sardegna a Solinas per un mutuo di oltre 800.000 euro. In sostanza, Il Fatto fa intendere che Solinas ha acquistato la nuova casa senza mettere un soldo dei suoi risparmi: 200.000 sarebbero arrivati dall’acconto della vendita non conclusa e 800.000 dal mutuo.

La prima domanda da farsi è la seguente: la notizia ha rilievo pubblico o riguarda la vita privata di Solinas?

La risposta è: ha rilievo pubblico.
Le leggi vigenti richiedono il massimo di trasparenza possibile nella costruzione e nell’implementazione del patrimonio di un uomo pubblico. I consiglieri regionali debbono comunicare anche il tipo di auto che possiedono e che acquistano.

La seconda domanda è: la notizia ha rilevanza politica?
La risposta è: sì, perché è significativa di un modo di intendere i rapporti tra la politica e l’impresa.

La terza domanda è: Il Fatto ha sparato tutte le cartucce?
La risposta è: assolutamente no, ci dobbiamo attendere un’inchiesta a puntate lunga e articolata. Nessun quotidiano, tantomeno il quotidiano manettaro per eccellenza, sparerebbe in prima pagina una notizia come questa come one shot. L’articolo, al contrario, sembra scritto proprio per indurre a sbilanciamenti difensivi infilzabili con le carte rimaste ancora nel cassetto.

La quarta domanda è: siamo sicuri che la Procura di Cagliari cada dal pero oggi leggendo questo articolo?
Il Fatto è il giornale, tra quelli nazionali, che vive dentro le Procure, a stretto contatto di gomito con divise e toghe. La Procura di Cagliari non accetterà di apparire cieca e muta e per di più anticipata da un’inchiesta giornalistica, sempre che a veicolare lo spiffero non siano proprio gli ambienti giudiziari che spesso usano forme surrettizie di descovery per osservare e ascoltare.
Se viceversa la Procura cadrà dal pero, si troverà nella spiacevole situazione di chi vede la pagliuzza nell’occhio dei deboli (per esempio, il pranzo di Sardara) e non sa nulla della trave negli occhi dei forti.

La quinta domanda è: dove sono i media sardi? Come mai queste carte, di notevolissima rilevanza, che evidentemente provengono da una falla che si è aperta nel sistema di relazioni di Solinas, non certo in quello dei suoi avversari, non sono state intercettate dai media sardi? La risposta è semplice: perché il livello di protezione che i media sardi stanno facendo del governo regionale è talmente eccessivo da dissuadere chiunque dal far pervenire carte di qualsiasi valore.
Sarà interessante vedere il grado di censura di un fatto così rilevante che metteranno su Rai e giornali. Lo racconteremo.

La sesta e ultima domanda è: cosa farà l’opposizione? Cosa diranno i trattativisti del Pd, quelli che sono andati in tv a proporre la sostituzione della Lega col Pd con Solinas presidente? Cosa dirà il Pd, che si è visto decapitare il proprio gruppo dirigente da una sentenza non equanime, dinanzi a questo evento così evidente di costumi che la Sinistra ha sempre censurato? Cosà dirà di questa piccola emergenza della rete di rapporti tra la politica e il mondo dell’impresa che caratterizza la Bisanzio sarda?

Nei prossimi giorni avremo da raccontare. Nel frattempo ci godiamo la distanza abissale tra noi e Solinas.


0 commenti su “Le compravendite di Solinas

  • Esiste ancora qualcuno nel PSdAz che, dopo aver consultato un dizionario alle voci onore e dignità, pensi che sia arrivata l’ora di chiedere che questo indefinibile personaggio sia accompagnato alla porta? Esiste qualcuno nel PD sardo che si vergogni della conclusione degli accordi elettorali con il partito di questo novello immobiliarista?

  • cosa mai ne farà di una villa da 500 metri quadri con aree ecc..?
    Per di più da ristrutturare se non ho capito male.
    Quindi, presumo, saranno necessari altri soldi e molti.
    Infatti bisognerà aver cura di dare una residenza adeguata al lignaggio del dottore laureato ingeniere-cavaliere-avvocato-magistrato- monsignore- eccellenzaiiiiillustrissima Solinas….
    Una cucina alla moda, tavoli e sedute di design, bagni exstralusso, domotica by Ticino, l’antibagno, pavimenti in marmo di Carrara, maxischermo, …
    Poi il portiere, le cameriste con la divisa, la rimessa per la limousine, la scrivania in ciliegio più libreria verticale.. la penna stilografica, i quadri preraffaelliti, il mappamondo, posate d’argento, porcellane, cristalli di Boemia, gli arazzi, un busto di bronzo, i tendaggi, l’alabarda da appendere al muro, un ritratto olio su tela in posa ginnica di Belloi…, lampadari di Ingo Maurer, le modanature, la sala cinema, la sala scarpe, quella per i panciotti e le cravatte…il salone ricevimenti per i balli viennesi.
    E così via….
    …ah! quanta roba ci vuole per mettere su una casa!

  • Il magnifico ha fatto come fanno tutti quelli che vogliono metter su casa. Prima ha venduto qualche proprietà per dare l’anticipo, poi si è presentato allo sportello del banco, ha presentato la busta paga del suo lavoro a tempo determinato, la copia della domanda del concorso per il lavoro che vorrebbe fare quando non sarà più quello che è adesso e ha ottenuto il mutuo in questione.
    Tutto lineare, no?……

  • Grazie.
    Grazie all’apprezzato Paolo Maninchedda per la sua puntuale condivisione, mia personale lettura quotidiana tra l’amaro ed un rassegnato divertito, poggiato su un letto di gratitudine.
    Grazie anche al giornalista (e qui con ogni lettera dal giusto peso) Andrea Sparaciari per il suo apporto; colgo l’occasione per sottolineare come sia difficile godere di un’informazione pulita e reale qui in Sardegna e, da sardo orgoglioso oltre la razionalità (si colga l’ironia, sto sorridendo mentre scrivo), pesa dover ricorrere all’oltre mare per ottenere qualcosa.
    Per cui avanti, Vi chiedo e Vi incoraggio nel continuare con il Vostro lavoro e dare una speranza di giusta informazione in Sardegna, caro Maninchedda e caro Sparaciari.

    Cordialmente,

    A. Piu

  • ma perchè, adesso uno non si può neanche comprare una casa da un milione?
    dov’è lo scandalo? magari il mutuo l’avrà avuto con ipoteca su un immobile mezzo venduto… embè?
    non sono queste le cose che scottano!
    pensiamo al pranzo di Sardara, invece!
    non sappiamo a che portata erano arrivati, cosa avevano già consumato e se hanno pagato…
    da voci sicure addirittura pare che il vermentino dell’aperitivo fosse parecchio scadente, per non parlare delle patatine stantie e delle olive col bacarozzo

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