Politica

L’acqua e lo Stato sardo

tartarugaSull’acqua in Sardegna bisogna far circolare le notizie vere (questa storia degli 800 milioni di debiti di Abbanoa è un azzardo comunicativo, molto dannoso, che mischia debiti veri con investimenti) e ripristinare un clima collaborativo. I Comuni non possono essere lasciati soli; Abbanoa è meno peggio di quel che si dice.
Solo in un clima collaborativo si riesce a sbloccare la montagna di investimenti che sono necessari (più di 700 milioni di euro già programmati). Gli investimenti sono lavoro e ricchezza, guai a tenerli fermi.
Dobbiamo interrompere la struttura circolare dei processi amministrativi: Tizio passa la palla a Caio, Caio a Sempronio e Sempronio di nuovo a Tizio.
Dobbiamo, come dicono gli allenatori, verticalizzare e andare in rete.
Dobbiamo, come ho già detto, mangiare l’elefante a morsi, non a quarti.
Servono tavoli che risolvendo singoli problemi, ma risolvendoli, inseriscano le soluzioni in una strategia grande e chiara. La nostra strategia è la costruzione della fiducia verso la nostra capacità di risolvere i nostri problemi e di saper governare la costruzione del nostro futuro. Bisogna passare dall’indipendentismo di rappresentazione all’indipendentismo di governo, cioè di soluzione dei problemi.
Un esempio: domani io e il Direttore Generale dell’Assessorato incontriamo il Commissario Cicalò, il Commissario dell’ex Ato e il suo Direttore, il Direttore Generale di Abbanoa dott. Murtas. Oggetto della riunione: l’acqua a Seulo, Gadoni, Esterzili e le fogne a cielo aperto di Posada. Obiettivo: risolvere ciò che ostacola nell’immediato le soluzioni e costruire procedure più rapide per il futuro. Ce la faremo? Non lo so, ma si deve agire così: in testa grandi disegni e in pratica un’attenzione minuziosa ai granelli di sabbia che bloccano gli ingranaggi.
Anche su Anas faremo come per l’acqua: prima i fatti, poi i comunicati.