Politica

La paura delle donne

serpenteIeri mi è stato spiegato che avrei sbagliato nell’interpretazione del comma 4 dell’art.4 della Legge elettorale statutaria n.1 del 2013.
Il comma recita: “4. In ciascuna lista circoscrizionale, a pena di esclusione, ciascuno dei due generi non può essere rappresentato in misura superiore a due terzi dei candidati; si arrotonda all’unità superiore se dal calcolo dei due terzi consegue un numero decimale”.
Ovviamente non vi è alcun problema a calcolare quante donne debbano essere in lista quando il numero dei candidati è un multiplo di 3. Ma quando non lo è, allora, sostengono coloro che ieri mi hanno contestato, si deve arrotondare il decimale dei due terzi, non quello del terzo rimanente. Mi spiego con un esempio.
Nella circoscrizione del Sulcis il numero dei candidati è 5; 5 diviso 3 dà 1,6. 1,6 per 2 (calcolo dei due terzi) dà 3,2. Giacché la legge prevede che si arrotondi all’unità superiore, da 3,2 si passa a 4 e così la lista del Sulcis potrebbe essere composta da 4 uomini e una donna o (molto più improbabilmente) da quattro donne e un uomo.
La sostanza è che mentre lo spirito della legge prevede un rapporto di due terzi a un terzo, l’applicazione maliziosa del metodo di calcolo sui due terzi, riduce la rappresentanza di genere da un terzo a un quinto, nel caso del Sulcis.
Nel caso del Medio Campidano (4 candidati), si arriverebbe a tre uomini e una donna, quindi si passerebbe da un terzo previsto dalla norma a un quarto.
Nel caso dell’Ogliastra, e qui viene il bello, la rappresentanza di genere verrebbe annullata: 2 diviso 3 dà 0,6; 0,6 moltiplicato per 2 dà 1,2, arrotondato all’unità superiore dà 2. Quindi, in questo caso, la rappresentanza di genere verrebbe annullata.
Non è la prima volta che la politica sarda sfida i tribunali con le proprie interpretazioni furbesche; la storia dice che l’ha sempre presa in testa, basti ricordare la sentenza che fece azzerare la Giunta maschile di Cappellacci.
Ovviamente si tratta di scegliere: o fare liste miste e inattaccabili o prepararsi a fare liste su cui fioccheranno una marea di ricorsi (alcuni sicuramente anche nostri). Resta il fatto che le politiche di genere in Sardegna hanno veramente molti nemici, come nelle più arcaiche delle società primitive. (pm)