La paura dei Giudici: un liceo di Cagliari più coraggioso dei media, del Parlamento e del Presidente della Repubblica

Ieri, L’Unione Sarda ha dato una bella notizia: i ragazzi della 5A del Liceo Pacinotti e la loro docente Orietta Sanna hanno vinto il concorso nazionale “Dalle aule parlamentari alle aule scolastiche. Lezioni di Costituzione”.

I ragazzi hanno prodotto un cortometraggio su un caso di malagiustizia conclusosi tragicamente con il suicidio di un imputato innocente.

Sempre ieri la Cassazione ha assolto definitivamente l’ex sindaco di Capo Rizzuto Carolina Girasole, 168 giorni di arresti domiciliari, 7 anni e cinque mesi di processi: assolta in primo grado, assolta in secondo grado, assolta in Cassazione, con la Procura di catanzaro, severamente censurata nei suoi comportamenti dai tribunali giudicanti, che imperterrita ha sempre presentato ricorso contro le sentenze, senza mai pagare dazio per i clamorosi errori dell’indagine. Di che cosa era accusata? Ovviamente di “voto di scambio, corruzione elettorale, turbativa d’asta” con corredo di intercettazioni tagliuzzate e di teoremi corruttivi alal base dei quali, asciuga asciuga, stava una cassetta di finocchi recapitata ai suoceri del sindaco del valore di 3 euro.

Sempre ieri, il presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati, posto dinanzi all’imbarazzante caso della Procura di Milano che ritiene in larga parte inattendibile l’avvocato Amara e la Procura di Perugia che ne fa il testimone chiave contro Palamara per espellerlo dalla magistratura, si è scandalizzato alla sola ipotesi di costituire una commissione parlamentare d’inchiesta sulla crisi della magistratura, che si traduce per i cittadini in crisi della libertà. I magistrati si ritengono un potere al di sopra di ogni sospetto e di ogni verifica e non c’è lo straccio di un potere costituzionale che alzi la mano e dica “Basta”. Hanno più coraggio i ragazzi di un liceo, che non seguono le mode, (gli altri sono tutti buttati a pesce sulle discriminazioni omofobe, nessuno impegnato sulle discriminazioni liberticide) di tanti poteri dello Stato. Possibile che il Presidente della Repubblica non dica al Presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati che è ignobile insinuare il sospetto che una commissione parlamentare d’inchiesta sulla crisi della magistratura avrebbe come intento riscrivere alcune sentenze? Di quali sentenze parla il presidente dell’Associazione Magistrati, forse di quelle tragicamente sbagliate del caso Borsellino? Cosa dice il presdiente dell’ANM sulla denuncia della figlia del Magistrato ucciso che ha dichiarato sdegnata che non è vero che Borsellino non conosceva il rapproto appalti del generale Mori? Uno schifo pieno e grondante di sangue su cui però, no, non si deve fare chiarezza.

Ippocrate unchained Infine due perle di diversa sensibilità giornalistica, l’una attenta, l’altra feroce sulla macilente e macinante (per i miei organi inetrni) inchiesta Ippocrate della Procura di Oristano..

Oggi sull’Unione trovate la notizia che un giudice, giustamente, ha assolto una delle imputate dell’inchiesta Ippocrate, accusata dalla Procura di false dichiarazioni al PM.
L’assoluzione, si legge, è avvenuta in base all’articolo 384 del Codice Penale: in sostanza l’imputato aveva diritto di non rispondere.
È una bella notizia per la Giustizia; ed è una bella notizia anche per le dichiarazioni di altri testimoni che, non essendo imputati, se hanno detto bugie, non potranno avvalersi dello stesso articolo di legge.

Cosa fa La Nuova Sardegna? Non dà questa notizia, e invece spara a più colonne la notizia, scontata, della costituzione in giudizio (è un atto pressoché dovuto) dell’Ats contro gli imputati e non dà la notizia dell’assoluzione di uno degli imputati. Unica nota positiva: anche La Nuova comincia a parlare di ‘presunti’ concorsi pilotati. È già qualcosa: almeno i chiodi che ogni tanto vengono conficcati nella carne degli imputati, cominciano a essere prima imbevuti in anestetico.

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