La notizia non capìta: cambia il mercato del latte e senza un euro di finanza pubblica

27 ottobre 2016 07:251 commentoViews: 1054
pouring milk splash isolated on white background

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di Paolo Maninchedda
Due giorni fa è stata data la notizia dell’accordo tra il gruppo sardo Minoter e la cinese Blue River Dairy.
Diamo i nomi veri alle cose e alle persone. La Minoter Spa è del gruppo Cualbu ed è la controllante della società Alimenta, con sede a Tossilo, Macomer.
La Blue River Dairy è una società cinese con stabilimenti in Nuova Zelanda, leader nel mercato del cibo per bambini, un mercato delicatissimo dove chi sbaglia paga in modo salato, ma dove anche il valore aggiunto remunera bene chi sa lavorare bene.
Già oggi la Alimenta vende molto del suo prodotto in Cina ed è uno dei maggiori esportatori del settore lattiero-caseario sardo verso i mercati orientali. L’altro gruppo che si è conquistato uno spazio è la 3A di Arborea.
Cosa lavora la Alimenta? Prevalentemente la scotta, il siero derivato dalla lavorazione del formaggio che non si dovrebbe mandare nelle fogne, ma che Abbanoa trova costantemente nelle fogne.
Il mercato del latte si trasforma e si diversifica. Non più solo pecorino romano.
Alimenta non ha solo fatto un banale accordo comemrciale. Ha annunciato rilevanti investimenti. Dove? A Tossilo. Non si tratta di un revamping ma di un nuovo e più grande impianto di produzione. Gli investimenti in quell’area non finiscono qui, ma è già un grande risultato. Senza un euro di finanza pubblica, lentamente ma solidamente le carcasse dei veccchi capannoni abbandonati dal tessile si stanno rianimando. Tossilo sta rinascendo come polo agro-alimentare e come polo della logistica, senza un solo euro di finanza pubblica.
Spesso la politica non deve consumare finanza pubblica, ma solo favorire lo sviluppo della creatività e dell’inventiva, oltre che dei servizi. Questo è il terreno su cui si deve agire. Altre aziende si stanno orientando su Tossilo, mi pare sia questo il momento per orientare correttamente il secondo Accordo di programma, per fare uscire i nuovi bandi per le imprese, per rafforzare il matching tra lavoratori espulsi dal tessile e provvisti di doti incentivanti per l’assunzione e le imprese, vecchie e nuove. facendo tutto, se è possibile, senza inutili polemiche, senza vanaglorie, senza strepiti.

1 Commento

  • Antonello Ledda

    ….E si!!!!
    Aggiungo che servono anche i veri imprenditori, con veri piani industriali, veri prodotti da vendere sul mercato, vero lavoro da dare!
    Alimenta e 3A Arborea ottimo esempio!
    Saluti!

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