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La crisi politica della Giunta Todde

Posted on 7 Dicembre 20257 Dicembre 2025 By Paolo Maninchedda 21 commenti su La crisi politica della Giunta Todde

La Giunta Todde è nata da un ricatto e da una spartizione di potere, non bisogna scordarselo.
I Cinquestelle dissero, a Roma prima che in Sardegna, che o la presidenza della Giunta sarebbe andata a loro, per decreto e senza primarie, o non avrebbero fatto l’alleanza col Centrosinistra sardo.
La Schlein vide di buon occhio cedere la Sardegna in nome delle alleanze future in tutte le altre regioni.
I Sardi, in tutto questo, ebbero solo il ruolo della ratifica, non della costruzione di un senso e di una strategia comune.
Perché tanta acquiescenza e debolezza?
Per due motivi:
1) la crisi morale e culturale nella quale la Sinistra sarda è precipitata sotto il governo Solinas, con l’assuefazione ai soldi distribuiti secondo l’arbitrio dei singoli consiglieri regionali, con il piacere dei favori ricevuti dai familiari dei consiglieri regionali attraverso dirigenti regionali esperti in incarichi diretti sotto soglia (me ne è capitato tra le mani uno del 2021 a dir poco vomitevole per sfrontatezza e luminoso per la carriera garantita a chi lo firmò), con lo sdoganamento della pretesa dei soldi facili a prescindere dalle competenze, col mascheramento dell’ambizione personale ai redditi alti in nome della bandiera;
2) l’assuefazione all’assenza di strategia sostituita da un’overdose di tattica.
Nessuno a Sinistra ha più grandi visioni sugli assetti del potere, sul rapporto tra diritti e doveri, sulla produzione e distribuzione della ricchezza, sullo sviluppo delle libertà individuali. Tutti, al contrario, sono esperti di convenienza e sopravvivenza.
Il cinismo è divenuto (da corredo accessorio di un sano realismo quale può essere) cuore nero e totalizzante di una classe dirigente feroce, egoista e parassitaria, esperta in trucco e parrucco per nascondere la propria brama di denaro, ma forte dell’essere legittimata dal popolo nella sua natura luciferina.
Il male di questa stagione politica è stato scelto, non subìto.

Quando si hanno questi presupposti, è inevitabile non avere la bussola per risolvere i grandi problemi.
La Todde ha esordito con un gesto di disprezzo dell’intelligenza: ha usato l’assessorato della sanità per gli equilibri interni nazionali dei Cinquestelle.
A Roma, non a Cagliari, serviva uno stipendio e un incarico da affidare a un ex sottosegretario e la Todde ha pagato il pedaggio chiamando Bartolazzi.
Risultato?
A poco più di un anno dal suo insediamento Bartolazzi si arrende perché la sanità sarda non può essere seguita da un pendolare e da un apprendista, ma la colpa non è sua, che ha chiesto e ottenuto dal suo partito, è della Todde che con la leggerezza che accompagna sempre l’ignoranza dei problemi, ha concesso il governo del settore più in crisi della Sardegna a chi non sapeva neanche dove suonare il campanello dell’assessorato.

La seconda rivelazione della vera natura della crisi sta nei rapporti tra la Todde e i Progressisti.
Zedda e compagni sono il partito che tradì l’area Soru.
Tra il ricatto politico e il tradimento politico ci sono sempre stati ampi margini di negoziato.
Il paradosso è che l’assessore Satta, oggi sostituito, fu tra i maggiori fautori del “tradimento”.
Memorabile la sua pre-campagna elettorale con i 6×3 senza indicazione del candidato presidente.
Satta divenne assessore come la Todde divenne presidente.
Tutti sapevano, anche le pietre, che l’assessore in pectore dei Progressisti era Francesco Agus, ma Satta imparò dalla Todde e minacciò di lasciare gruppo e partito se non fosse divenuto lui assessore. E così lo divenne, ma anche lui con un difetto enorme di competenza e di abilità politica (si fece imporre da logiche politiche la nomina del Direttore Generale e così si paralizzò).
I Progressisti, dal canto loro, capirono che dovevano fare un’operazione di riavvicinamento al Pd per compensare il potere della Todde; hanno atteso l’arrivo di Silvio Lai e lo hanno realizzato.
Adesso non possono più essere isolati e poi colpiti.
Sono più vassalli e meno liberi di prima, ma hanno raggiunto lo scopo per cui sono nati: Zedda sindaco e Agus assessore.
Queste operazioni tattiche sottraggono energie umane, culturali e politiche, cioè distraggono dai grandi obiettivi perché abituano a non vederli e a sostituirli con la guerriglia tattica del posizionamento vantaggioso.

Il terzo fattore di crisi è il difetto di competenza nei settori strategici del fisco, dell’energia, dell’acqua, dei rifiuti e del territorio.
La Sardegna ha una delle pochissime Zes d’Italia, ma la Regione dà una marea di soldi al Cipnes e non consente alla Zona Franca di Cagliari di avere aree dove accogliere le imprese. Il Cacip, guidato da una presidenza che fa di se stessa la ragione di esistenza dell’Ente, vuole chiudere la Zona Franca, perché la avverte in competizione col proprio ruolo.
La fiscalità di vantaggio a Cagliari e per la Sardegna è un tema troppo grande per i nani al potere.

La Todde non ha un’idea strategica sull’energia in Sardegna. È divisa tra la sua vecchia anima imprenditoriale (con tratti di alto lobbismo) e l’attuale ruolo istituzionale. Non ha la rotta.
Ha un assessore all’urbanistica che non ha alcuna sensibilità politica, cioè non ha strategia. È come colui che conosce un argomento ma non sa perché lo conosca e a che cosa gli serva conoscerlo. La speculazione energetica minaccia il territorio perché il territorio non è governato.
Oggi la Sardegna è in grado di ottenere che i sardi non paghino più la bolletta dell’energia elettrica, ma non c’è uno solo del governo Todde che sappia come farlo.
In questo quadro, la Todde e Caschili hanno avviato la campagna dell’acqua nel modo più becero e arretrato possibile.
Hanno messo a guidare la società più energivora della Sardegna, la più grande società pubblica della Sardegna e la seconda in assoluto per dimensioni e fatturato, uno il cui curriculum svela una propensione per funzioni politiche piuttosto che gestionali. L’approccio è stato non quello di far diventare Abbanoa una grande multi-utility dell’acqua, dell’energia e dei rifiuti; è stato quello di non rafforzare in alcun modo la società in modo da renderla competitiva per le gare internazionali; no, l’idea è stata quella di porla sotto totale controllo della politica, ridurne gli spazi e i comportamenti efficienti da società performante e trasformarla in un carrozzone pieno di dipendenti e di inefficienze, candidata al debito e al debito crescente, perché volutamente sottocapitalizzata.
Per far questo, Todde e Caschili hanno stretto un’alleanza con Sardegna 20Venti, cioè con l’area paludosa del Centrodestra, che è come dire col clientelismo militarizzato e scientifico di Peru, orfano di Asl e bramoso di poter sfamare i suoi esigenti – non culturalmente, ma praticamente – elettori, e con il prudentissimo e oculatissimo presidio politico sugli appalti  riferibile, solo attraverso mille e impenetrabili mediazioni, al più grande imprenditore del Sud Sardegna, novellamente rappresentato in Consiglio regionale in sostituzione del declinante influsso di un vecchio gruppo della sanità privata.
La Todde è la padrona di questo stagno dove comincia a mancare l’ossigeno.

Si può dire che i Sardi non meritino tutto questo?
No, i Sardi lo hanno cercato e se lo sono interamente meritato con la loro indifferenza ai programmi e il loro votare a scommessa, sperando sempre di stare col vincitore a prescindere da ciò che pensa e da ciò che sa fare.
Adesso lo sviluppo in Sardegna si fa con le sagre della panada e con i cori bim bo di Nuoro. Salute a tutti e viva la Sardegna!

Giunta Todde, Vetrina

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Comments (21) on “La crisi politica della Giunta Todde”

  1. Paolo Maninchedda ha detto:
    8 Dicembre 2025 alle 18:38

    Egregio Duca, accolgo il suo post come un fulgido esempio di stizza. Se ha qualcosa da dire sulla mia esperienza politica, la dica con esattezza, in modo da toglierci dal dubbio e consentirci una risposta. Pubblicherò ogni cosa che sia educata e argomentata, a una condizione, però: che si firmi col suo vero nome, che io conosco, ma i lettori no.

  2. Duca ha detto:
    8 Dicembre 2025 alle 15:28

    Analisi lucida e, mi pare, spietatamente interessata. Detto questo, però, sottolineo il fatto che i docenti universitari sono bravissimi a scrivere, spesso anche a parlare, ma poi quando fanno politica si scontrano con qualcosa che va oltre l’analisi: la realtà. Altrimenti avremmo in questo blog il più serio candidato alla Presidenza della Sardegna e invece… Qualcosa di già visto e già provato senza i miracoli che sembrano promessi in… premessa.

  3. Mario Pudhu ha detto:
    8 Dicembre 2025 alle 12:59

    ahn, iscusa Eddie Irvine! Iscusa s’ignoràntzia mia ca ti apo leadu pro fémina!
    Pro totu s’àteru, intantu apo comintzadu nendhe chi est totu berus su chi as iscritu (est chi tocat a cumprèndhere fintzas àteru) e pro cussu apo solu fatu dimandhas comente las tio fàghere a totu sos “Eddie Irvine” e comente las apo fatas a mie comente mi est capitadu de abbèrrere sos ogros (ma no de sa nàschida) innantis de las fàghere ne a sos àteros e ne a tie!
    Est chi, modestamente, deo so nàschidu (e créschidu puru) ignorante, s’iscola italiana nos at istruidu a ignoràntzia diplomada e laureada e no ti naro ite nos at fatu e nos est faghindhe s’istadu italianu chi a solu at fatu meda peus e prus de sos àteros domìnios leados totu paris chi sos Sardos amus connotu.
    A donzi modu, sos menzus saludos de nos bìdere sanos e cuntentos siat sos Sardos malos (deo mi ponzo in custa lista) e siat sos Sardos bonos ca totu zente semus cun totu su chi distinghet sa zente.

  4. Eddie Irvine ha detto:
    8 Dicembre 2025 alle 09:46

    Salude a tue Mario, certu chi seo sardu: no si birit chi connosco a se tzente mia?
    E tue, ischidu ses? O ses de cussos chi arrejonant commente a sos tifosos de calcio: si depent serrae sos ogos a innanti de sa realidade, et pentzae chi seus mengius de totus?
    Atobiadda a tzente, de totu logu e tota estratzione, foedda cun issos.
    As a biere sos chi cherent e sos chi funtis, ma de aberu, no commente ti diat a praghere a tie.
    Tocat a ddos apèrrere e bene puru sos ogos, ca sinono si bivet de bisos.
    E giai s’ischit commente dda finint, sos chi bivint faendo bisos.

  5. Mario Pudhu ha detto:
    8 Dicembre 2025 alle 08:23

    Salude e vida, Eddie Irvine!
    Eja, totu su chi naras de sos Sardos!
    Ma tue sarda ses? In Sardigna istas? In su mundhu ses? Cristiana /umana ses?
    Cantu faghes contu, si la connosches!, de s’istória de sos Sardos in Sardigna e de su domíniu e dipendhéntzia?
    Cantu faghes contu de sa libbertade e responsabbilidade prima de totu personale tua, pro su pagu chi contat, comente contat
    cussa de donzunu?
    E tue puru pessas de sos Sardos (gai, sos Sardos, totu che fotocópias fatas a fotocopiadore) totu su male e mai nudha de bonu?
    O ses fatalista e as lassadu tue puru mòrrere s’isperàntzia e responsabbilidade chi caminat cun donzunu?
    O ses cunvinta chi sos Sardos tenimus «la classe politica che si meritano» comente narant sos peus responsàbbiles pro giustificare e cuare sa responsabbilidade issoro e fintzas sos menefreghistas chi chircant solu sa responsabbilidade de s’àteru?
    Insomma, a èssere cristiana/umana in Sardigna ti faghet ischifu, àscamu, grisu, comente nos ant imparadu cun su domìniu e iscola, afarismu, aprofitamentu personale e porcherias e dannu mannu sos peus responsàbbiles de intro e de fora e a su postu de ti fàghere lìbbera e responsàbbile abbarras ispetendhe sos àteros?
    Libbertade e responsabbilidade caminant cun nois fintzas a mòrrere che a sos ossos chi nos muntenent ritzos e nois ispetamus sos miràculos?
    Cambiamus pessamentu!
    Ànimu, zente! Comente semus, totu su chi semus de bonu e de malu, semus ancora zente, pro fàghere prus de una cosa bona e menzus! Inoghe e fintzas in aterue, ca custu est umanidade, inoghe e in totue.

  6. Eddie Irvine ha detto:
    7 Dicembre 2025 alle 23:39

    A tutte le latitudini, la classe politica è espressione diretta della società da cui promana e che rappresenta.
    I sardi sono ascari per indole, sono intimamente convinti – contro ogni evidenza empirica e storica – che da oltremare, e soltanto da lì, possono arrivare le soluzioni ai problemi della propria terra.
    Si sentono inferiori a qualunque popolo forestiero, perché non hanno una percezione di sé come popolo, men che meno il senso della propria nazionalità, che viene spesso identificata come italiana.
    Si vergogna (ignorandola o disconoscendola) della propria identità storica, socioeconomica, linguistica.
    Si accontenta di qualunque ritorno economico immediato, molto spesso di piccola portata, a prescindere dalla possibilità (per diritto, o per valore di mercato) di poter ottenere molto di più di quel che ottiene.
    In qualunque ambito, tanto nella politica quanto nella società, ambisce a posizioni di rendita, non a intraprendere percorsi di sviluppo.

    Perché mai una classe politica dovrebbe discostarsi da un idem sentire così radicato, riuscendo in un colpo solo a personificare, e assecondare nelle aspettative?
    La classe politica cambierà quando a cambiare sarà la coscienza collettiva del popolo sardo.

  7. Mike ha detto:
    7 Dicembre 2025 alle 22:01

    A ben vedere, visto l’andazzo e la bulimia nell’occupazione di quanto possibile, con le lacrime agli occhi, mi è tornata alla mente la poesia di Melchiorre Murenu: “Tancas serradas a muru
    fattas a s’afferra afferra;
    chi su chelu fid in terra
    l’haiant serradu puru.” Cos’è cambiato da allora? In Sardegna aspettiamo ancora che la frase”bulimia nell’occupazione di quanto possibile” sia finalmente trasformata in “soluzione dei problemi con abnegazione e spirito di sacrificio” enfatizzando il tutto con un solenne vaffanculo alla bramosia di potere! Ad maiora!

  8. anghelu ha detto:
    7 Dicembre 2025 alle 20:46

    per farmi veramente il fegato marcio attenderò l’approvazione del prossimo bilancio regionale con annesso emendamento dell’ultimo minuto, ergo distribuzione senza bando preventivo di munifiche prebende (per un paio di milioni complessivi) a società-gruppi-associazioni-fondazioni-combriccole nate ad hoc;
    requisito fondamentale per i beneficati: essere parenti stretti o amici d’infanzia o ex amanti occasionali o insegnanti di un figlio o cugini del cognato del meccanico di fiducia di un/a consigliere/a regionale, non importa se di maggioranza o di opposizione (per così dire).
    essenziale inventarsi un progetto (anche ad minchiam rispetto alla ragione sociale della congrega beneficata) e tenerlo segreto fino al giorno dell’approvazione; incassati i soldini chi s’è visto s’è visto…
    oppure chiedere contributo per pagare stipendi di atleti dilettanti, che così si diletteranno ancor più

  9. Francesco ha detto:
    7 Dicembre 2025 alle 18:57

    Analisi perfetta, da applausi. È un vero peccato che la Coalizione Sarda si sia dissolta, in questo quadro desolante ora si sarebbe fatta strada

  10. Ex ESAF ha detto:
    7 Dicembre 2025 alle 16:08

    La presidenza CACIP è ora coadiuvata da una persona che vanta un solido curriculum in gestione industriale: il nuovo DG ing Matteo Borocci (Roma 1978) che ha avuto la direzione settennale dello stabilimento Heineken di Macchiareddu. Riuscirà quest’uomo a instaurare un qualche rapporto con la controllata (e scalcinata) Tecnocasic, dopo che l’Amministratore Unico Sandro Anedda (FdI – Truzzu) è stato riconfermato dal CdA CACIP (unica contraria la Presidente) per la terza volta alla guida della società per premiarlo della situazione prossima al fallimento (OMISSIS)? Alla luce di quanto sta accadendo, una cosa è certa: il piano regionale dei rifiuti in Sardegna è da riscrivere completamente.

  11. Antonio ha detto:
    7 Dicembre 2025 alle 13:44

    il Campo Largo in Sardegna NON HA VINTO
    Campo Largo 42,48, Centro Destra 48,99 purtroppo la Todde ha preso lo 0,44 in più
    Todde 45,39 Truzzu 44,97 Truzzu è vincente a nella circoscrizione di Nuoro Todde 24871 Truzzu 36452, il grande problema è che si vota per IDEOLOGIA
    i dati sono stati presi dal sito della Regione Sardegna

  12. Stefano Locci ha detto:
    7 Dicembre 2025 alle 13:03

    Egregio, complimenti per l’analisi perfettamente confacente alla realtà che, se non fosse tragica, farebbe ridere a crepapelle. Purtroppo però sotto questo diluvio di escrementi ci sono (senza ombrello) i Sardi i quali – concordo pienamente con Lei – si meritano questo sfascio. Continuo a sostenere che, senza pistoccusu in bertula, il destino dell’Isola è segnato. Saluti.

  13. Giovanni ha detto:
    7 Dicembre 2025 alle 11:01

    L’attuale geografia politica della maggioranza sembra essere la seguente: M5S-Uniti per Todde-AVS da una parte, PD-Progressisti dall’altra. Con Sinistra Futura e (soprattutto) Orizzonte Comune a guardarsi attorno ed evitare di fare le vittime sacrificali in caso di subentro (molto probabile) di Sardegna20Venti e altri cespugli di centrodestra. E’ molto probabile che anche SF e OC entrino sotto l’influenza del PD per evitare di essere marginalizzati.

  14. Alfonso ha detto:
    7 Dicembre 2025 alle 10:30

    Con l’avvicinarsi delle nomine in sanità meglio essere al comando, lo ritengo un grosso sbaglio si brucerà le mani e non solo, come è sempre successo

  15. Renato ha detto:
    7 Dicembre 2025 alle 10:14

    Splendida analisi
    Ora diamoci da fare nelle piazze reali e virtuali per scardinare il sistema paludoso così ben descritto

  16. Franco ha detto:
    7 Dicembre 2025 alle 09:28

    Caro Paolo,
    leggendoti sembra di assistere a un’ecografia politica senza anestesia: tutto nitido, tutto doloroso, tutto incredibilmente familiare. Hai ragione su una cosa che fa più male delle altre: non siamo davanti a una crisi improvvisa, ma al risultato di anni di scorciatoie, accordi tenuti insieme con lo sputo e promesse da retrobottega. È la normalità che presenta il conto, non il destino.
    Il punto più amaro, forse, è proprio quello che tocchi quasi di sfuggita: la Sardegna avrebbe il potenziale per giocare in Serie A su energia, fiscalità e territorio, e invece ci ritroviamo a fare il replay infinito della partita tra bande interne, dove strategia è solo una parola scritta sulle brochure.
    Sul resto, la tua diagnosi è brutale ma non disumana. Si sente la delusione di chi vorrebbe un sistema adulto e si ritrova una politica che confonde il governo con l’occupazione degli spazi. Hai la mano pesante, sì, ma non stai tirando pugni al vuoto: stai indicando crepe che tutti fingono di non vedere.
    E forse è questo il vero problema.
    Non la Todde, non Bartolazzi, non i Progressisti, ma l’idea tutta sarda che l’alternativa sia sempre peggio di ciò che abbiamo già. Così si sopravvive, ma non si cresce. Così si tira avanti, ma non si costruisce.
    Sarebbe bello che un giorno la politica smettesse di sembrare un condominio litigioso e tornasse a essere una comunità che si dà una direzione. Per ora, accontentiamoci del fatto che qualcuno, ogni tanto, abbia ancora il coraggio di dire le cose come stanno.
    Un saluto, e che almeno la prossima sagra della panada ci porti un po’ di lucidità collettiva.

  17. Mm ha detto:
    7 Dicembre 2025 alle 08:57

    Ogni volta, quando leggo queste ricostruzioni, penso ad altre istituzioni pubbliche, e mi chiedo come la politica potrebbe essere diversa.

  18. Marco Casu ha detto:
    7 Dicembre 2025 alle 08:45

    Faccio coro a Paolo Maninchedda con l’aggiunta di un dato, trascuratissimo perche’ coperto dalle percentuali elettorali che non la dicono tutta.

    Si scrive di VOTI. Numero di voti validi, dal di dietro ” miracolato” di coloro che ce l hanno fatta ex Grillisti ex democratura diretta ex Tonno ex restituzioni Ex ultimi non resteranno indietro ex onestah, ex portavoce, ex Pulizia e tanto e tantissime altre parolacce. Oggi Contiani incalliti.
    Bene , “maledetti dati”.

    I nostri Eroi (si fa per disdire) nelle Regioni della Puglia, della Campania e del Veneto nelle elezioni Regionale del 2020 ottennero numero 478880 voti; quest’anno l’asticella si e’ fermata a 316142.

    Il Piatto elettorale piange di 162738 voti. Tutta gente in carne e ossa, tanti singoli e, badate, non per banali questioni umorali ma perche’ FORTEMENTE INCAROGNITI da questo accrocchio improvvisato di “carriere” che , dulcis in c…o, PARLANO solo per se stessi. Rigorosamente per se stessi anche nell’ambito dell’Accrocchio stesso.

    Quale e’ il PUNTO dolente? Per la Sardegna (e qui tocchiamo il punto del PUNTO).

    E’ uno , essenziale e consentitemi l’espressione “grottesco”: nonostante l’ampia continua emorragia di voti, “costoro” sono consapevoli , ..CONSAPEVOLI ..che continueranno a perpetuare la loro presenza perche’ in Sardegna la possibilita’ di uno schieramento terzo e’, di fatto, vicino allo zero spaccato.

    Questo e’ il Peccato della Sardegna. E’ non e’ veniale!

    Nessun P.S. ma buio

  19. Benedetto Sechi ha detto:
    7 Dicembre 2025 alle 08:42

    Analisi cinica e spietata, quanto assolutamente veritiera. Compresa la responsabilità dei sardi, che pur avendo una valida alternativa hanno deciso di voltarsi e votare da un’altra parte.

  20. Mario Pudhu ha detto:
    7 Dicembre 2025 alle 08:30

    Illuminante!!!
    E cantu depeus fàere assumancu po caminare addedie!

  21. Antonio ha detto:
    7 Dicembre 2025 alle 08:21

    Aiutoooo……

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