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Sardegna Cat? No, Sardegna casino

Posted on 6 Dicembre 20256 Dicembre 2025 By Paolo Maninchedda 10 commenti su Sardegna Cat? No, Sardegna casino

Dal vecchio al nuovo SardegnaCAT nasce come strumento cardine della digitalizzazione degli acquisti pubblici regionali: una piattaforma unica per gestire gare, inviti, aggiudicazioni e comunicazioni in forma interamente telematica.
L’obiettivo dichiarato con cui fu costruita era semplificare e rendere più trasparente l’intero processo d’acquisto della pubblica amministrazione.
Nella vecchia versione della piattaforma, dismessa dal 30 novembre, gli operatori economici si registravano indicando settori di attività e categorie merceologiche per cui venivano abilitati. Questo permetteva alle amministrazioni di invitare alle procedure negoziate solo fornitori competenti per l’oggetto dell’appalto, nel rispetto dei principi di concorrenza e rotazione.

I giudizi degli utenti sul funzionamento erano sufficientemente positivi, soprattutto da parte degli operatori che si misurano con altre piattaforme in giro per l’Italia.
Dal 30 novembre il vecchio sistema non esiste più e gli operatori sono invitati a iscriversi alla nuova piattaforma.
Prima falla: sono stati invitati con una apposita comunicazione tutti gli operatori iscritti a provvedere alla nuova iscrizione?
Non tutti hanno ricevuto una mail di comunicazione. Ma comunque, poco male, accedendo alla piattaforma originaria compare la comunicazione di migrazione al nuovo sistema.
Però si tratta di una “migrazione” che non migra nulla.

Non si migra manco per niente La nuova versione attivata è stata annunciata come passaggio verso la digitalizzazione completa del ciclo di vita degli appalti.
In realtà, l’attuale stato dell’arte è fatto solo di una nuova registrazione da zero, in cui agli operatori sono richiesti solo dati anagrafici e partita IVA: non è richiesta nessuna categorizzazione di attività, nessuna indicazione di competenze, nessuna abilitazione per settori, nessuna opzione di categorie merceologiche (come avveniva nel sistema precedente).
Basta accedere alla piattaforma e seguire le istruzioni per l’iscrizione per averne conferma: solo dati anagrafici di base.
Se un libero professionista non ha una ragione sociale che indichi la sua attività, ma solo il suo nome e cognome (come da registrazione alla CCIA), la piattaforma non distingue un architetto da un barista, una software house da un fioraio.

Mischio tutto e scelgo chi mi pare Il Codice degli appalti stabilisce che nelle procedure sotto soglia la stazione appaltante deve consultare più operatori economici, selezionati tramite indagini di mercato o elenchi di operatori qualificati, sulla base di criteri oggettivi attinenti all’appalto.
Il Codice vieta la selezione casuale o arbitraria: non si possono scegliere gli invitati “a caso” o solo perché noti all’amministrazione.
Il principio è semplice: per garantire concorrenza e trasparenza, devo sapere chi sto invitando e cosa sa fare.
Ma se la piattaforma non contiene informazioni sulle competenze… da cosa derivano i criteri di selezione? Evidentemente chi sceglie deve conoscere prima la Partita Iva di chi intende scegliere e va a cercare quello e non un altro.

Il consulente invisibile Un caso concreto che può emergere dalla nuova piattaforma è “il consulente invisibile”.
Prendiamo ad esempio il libero professionista Clemente Origoni, esperto in pianificazione territoriale, che ha la Partita IVA numero xxxxxxxxx con ragione sociale “Clemente Origoni”.
Sul nuovo SardegnaCAT è registrato come generico “operatore economico”, non appare alcuna informazione su competenze, specializzazioni o servizi offerti, sparisce dai radar delle gare che richiedono esattamente la sua esperienza.
Il paradosso è che può partecipare teoricamente a tutto (legge gli avvisi e si muove per conto suo), ma rischia di non essere mai invitato a nulla.
Non dimentichiamoci che uno degli elementi di funzionamento dei meccanismi di gara e fornitura è l’invito.
Non è sparito l’invito, ma non si capisce a chi venga inviato, come e perché
Eliminando la classificazione delle attività, la selezione degli inviti potrebbe essere troppo discrezionale e chi si è iscritto per la prima volta il 1° dicembre e non è conosciuto da nessuno è difficile che riceva inviti.
Se non è così, allora si spieghi bene la logica di una nuova iscrizione “decollata” (nel senso del collo e della testa tagliata).
A pensar male: si dematerializza la gara, ma si ri-materializza qualche telefonata: “Iscriviti, dimmi la tua Partita Iva e io ti chiamo”.
Un sistema che formalmente rispetta la digitalizzazione, ma sostanzialmente vanifica i principi del Codice destinati a garantire pari accesso e concorrenza.
La Regione Sardegna dovrebbe intervenire rapidamente per ripristinare la profilazione per categorie/competenze e pubblicare nuove linee guida sui criteri di invito.
Se invece è già previsto che per gradi si arrivi a un completo ed efficiente sistema, e non si è ancora tecnicamente e tecnologicamente pronti (a guardare la piattaforma si ha questa impressione, tra chat che non chattano e altre ruvidezze procedurali…), perché tutta questa fretta di migrare al nuovo sistema?
Fino ad allora, la piattaforma rischia di essere solo una rubrica di nomi e una pubblicazione di gare.
Non basta mettere tutto su un computer se quello che facciamo non segue né la legge né la logica.
Anche perché gli operatori del numero verde che rispondono da Bologna, con accento napoletano, messi alla strette ti dicono: prendetevela con la Regione.

Trasparenza, Vetrina

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Comments (10) on “Sardegna Cat? No, Sardegna casino”

  1. Giovanni ha detto:
    6 Dicembre 2025 alle 13:48

    Il caos non è più calmo ma molto agitato, Non so se arriverà la burrasca. Ma a guardare di sghimbescio le varie pedine degli sbrindellati apparati regionali, mi par tanto di vedere, su tutta la linea, l’attesa rassegnata del nemico da parte di una ex flotta da guerra ormai fiaccata e certa di soccombere (mi è bastato ascoltare l’ex assessore dell’agricoltura per provare a capire che razza di “intemperie malarica” regna dentro l’apparato) .
    L’unica brandello di eccezione, grondante allegria, felicità e certezza di infallibilità (ma sarà davvero così?) in questo quadro amministrativo così desolato e vocato al galleggiamento, parrebbe essere quella del solo “Commissario di Governo per il contrato del dissesto idrogeologico”. Qui, a giudicare dal volume superdecamilionario dei progetti di mitigazione appaltati e ancira apoaltabili da questa Invincibile Armada (per ora sconfitta, alcuni anni fa e agli inizi, solo dalla flotta dell’Ammiragliato di Olbia), gli attuali e prospettici scenari di ripartizione del mostruoso compenso incentivante 2%, cosi come disposto dall’art. 45, comma 1, del D.Lgs. 36/2023 (Codice dei Contratti Pubblici), inducono a pensare che presso i locali dell’assessorato di riferimento, dove il Commissario risiede, vi sia un clima molto ma moooolto più collaborativo che altrove. Anche per questo al momento il sassarese VERDE E SINISTRO Piu è in grandissimo nonché attivissimo spolvero e stravince intestandosi anche meriti non suoi (vedi strada e attravedsamenti Olbia-Tempio), mentre il sassarese (EX) PROGRESSISTA Satta, mestamente “soccombe”.

  2. Mm ha detto:
    6 Dicembre 2025 alle 11:30

    Dalla confusione nascono erbacce e non fiori. C’ è del metodo in questa pazzia.

  3. paolo ha detto:
    6 Dicembre 2025 alle 11:25

    “A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si indovina” …. il resto e solo noia..

  4. Lidia ha detto:
    6 Dicembre 2025 alle 09:41

    C’era una volta,
    una startup di servizi informatici, amica degli amici. Essa aveva bisogno di lavorare e le affidarono l’incarico di riformare il software degli appalti.
    Le affidarono l’incarico e vissero tutti infelici e scontenti.
    P.s. Cappuccetto nel frattempo si è sposata col lupo.

  5. A ha detto:
    6 Dicembre 2025 alle 08:14

    La domanda sorge spontanea: a quale strapagato consulente sarà venuta l’idea di combinare tutto questo casino?
    Sarà di origine pidiota o grillino?
    L’argomento è serio ma oggi attendevo un tuo pezzo sulla defenestrazione di RombodiTodde che però è stato nominato “consulente” giusto per non fargli perdere il lauto stipendio.
    MA CONSULENTE DE CHE,?
    CONSULENTE A CREARE CASINO?
    Chissà l’attacco isterico della balconata-ballerina Desirée quando la Todde ha avocato a sé linterim della sanità…. 😁

  6. Renato Orrù ha detto:
    6 Dicembre 2025 alle 08:13

    …. scusi sig Paolo …ma io ho fatto solo le elementari dalle Suore ( non dai Preti , eh – ndR ) e quindi ho notevoli difficoltà di comprendonio… e quando leggo mi viene subito il mal di testa . Le chiedo, ma se il CAT funzionava discretamente ed era preferito, sia dalle stesse Amministrazioni che dagli operatori economici, rispetto al continentale MEPA CONSIP ….perché hanno voluto cambiarlo incasinando ENTI &AZIENDE …peraltro nell’ultimo bimestre stracarico di forniture a chiusura bilancio fine anno ? Lo fanno apposta ?

  7. Antonio ha detto:
    6 Dicembre 2025 alle 07:52

    Buongiorno Prof. ” Mischio tutto e scelgo chi mi pare ” a pensare male ci si azzecca

  8. Mario Pudhu ha detto:
    6 Dicembre 2025 alle 07:48

    … lógica? Sa “classica”: «Mi piaci!»,
    «urgentissima», apretosa, «indispensabile» pro VINCERE E VINCEREMO de fascìstica e casinisìstica memória.
    E si «la guerra è pace» – comente cheriat CUDHU – pro sa “proprietà” simmétrica «la pace è guerra». E li bastaiat fintzas solu «mille morti» ca in gherra TOTU su chi lis cheret e «piace» est solu a VINCERE E VINCEREMO costi quel che costi coment’e chie pro bìnchere si bochit e classìficat de manu sua.
    Ma no lis auguramus (chi mancu in conca nondhe colat) a mòrrere (ma a mòrrere za depimus totu) ne a conca in bassu e pes in artu (gai est chérfidu mòrrere solu santu Predu, ma pro tot’àtera cosa) e mancu a conca in artu e pes in bassu, ma solu comente cheret Deus chi cheret totu su bene a totugantos.
    Lis auguramus de cambiare pessamentu e manera de fàghere.
    Ma mescamente est doverosu, mi piace o non mi piace, a bi lis pretènnere. Ca a fàghere “casinu” est a s’ispecializare casinistas e fàghere casinismu, no guvernu de zente e de logu.

  9. Pietro ha detto:
    6 Dicembre 2025 alle 07:32

    Professore, grazie per aver centrato un tema così tecnico e sconosciuto ai più. Personalmente, oltre alle variazioni da lei evidenziate su una procedura che funzionava benissimo e che andava di pari passo con il disciplinare di gara costruito sul Codice, trovo assurdo che l’utilizzo della nuova piattaforma sia reso obbligatorio a due mesi dalla fine dell’anno ingolfando operatori e stazioni appaltanti in quel periodo dell’anno che sappiamo tutti essere il più intenso per richieste di offerte e per necessità di aggiudicare per impegnare le risorse disponibili entro il 31/12. Una Regione che ancora una volta non ascolta le esigenze di chi rappresenta.

  10. Marco Casu ha detto:
    6 Dicembre 2025 alle 07:07

    E’ un “casino” che porta in se una FORMA inconfondibile: campo Largo

    Percepiamo i “segni” di questa forma in tutti gli ambili in cui questo “Cottolengo In-Politico ” si dimena; per cui osservare una di queste forme implica di conseguenza le altre.
    Faccio un invito problematico (ci vuole coraggio) perche’ credo fortissimamente nelle immagini dei volti. In silenzio, per dieci secondi, provate ad osservare con ATTENZIONE le facce della foto comparsa sull’Unione Sarda in merito all’articolo , “frizioni nel campo largo, acqua Egas eccettera eccettera”. Vi assicuro,un immagine spiega di gran lunga meglio delle parole.

    P.s. : non sono volti ritratti da Piero della Francesca , per cui abbiate pazienza. Dieci secondi contati

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