Il vomito giornalistico e la politica dei milioni parlati

Premetto che oggi patisco un vortice meridionale in area gonadale, un giramento vorticoso di attributi che contengo a fatica. Ne consegue un certo abbassamento dello stile di cui chiedo venia ai lettori.
Ieri è iniziato il processo Ippocrate a Oristano e, devo dire, La Nuova si comporta meglio, nel darne conto, dell’Unione, che invece fa un titolo vergognoso. È il momento delle verità dell’accusa (peraltro discutibilissime, anche quelle snocciolate ieri, se solo vi fosse chi leggesse con attenzione gli atti ufficiali) che nell’Unione vengono spacciate senza un minimo, dico un minimo, di distanza, come se fossero verità infusa. Bisogna prepararsi a mesi di uno stillicidio di cose valorizzate da giornalisti a bocca di Procura e di cose negate a bocca di difesa, insomma a un nuovo processo di piazza lungo mesi. Va bene, mettiamo di lato l’indignazione e parliamo d’altro (parliamo d’altro non per paura o mancanza di argomenti, ma perché ho preso il solenne impegno di non esercitare il pur legittimo diritto di critica sul processo).

Veniamo alla notizia di questi giorni: l’approvazione della legge omnibus, con una pioggia di 300 milioni promessi per la Sardegna. Anche in questo caso, vi sono molti giornalisti (non tutti) che scrivono sulle notizie fornite dal palazzo e non vanno più a verificare la realtà. A loro basta la velina.
Ieri si annunciava trionfalisticamente la pioggia di 300 milioni di euro sulla Sardegna. Si tratta di milioni ‘parlati’, nel perfetto stile della Giunta Solinas, perché se c’è una cosa che la Giunta Solinas sa fare è mettere i soldi a Bilancio e non spenderli (poi sa fare un’altra cosa vergognosa, che solo chi è protetto dall’elite dei mantelli fruscianti può permettersi e di cui parlerò nei prossimi giorni).
Il milione ‘parlato’ è quel milione che serve a riscontrare apparentemente tutte le richieste dei mendicanti accalcati nel sagrato della chiesa (il Papa ha un elemosiniere per far questo, la regione lo fa direttamente dal Consiglio regionale e dalla Giunta), per poi far passare l’esattore e ritirare l’obolo poco prima concesso.

Infatti, che cosa dicono le carte ufficiali? Dicono che in due anni e mezzo di governo la Giunta Solinas non ha speso nulla, al punto che i soldi non spesi sono andati a coprire il disavanzo della Regione, cioè quella differenza tra Entrate e Uscite che si era determinata per la guerra sugli accantonamenti che la Giunta Pigliaru aveva alla fine vinto, ma dopo anni nei quali si era iscritta in Entrata e a spendere, per alimentare i servizi e l’economia della Sardegna, ciò che il Governo continuava a prendersi.
Chi lo dice? Lo dicono gli atti ufficiali, lo dice la legge di assestamento di Bilancio, lo dice la stessa Giunta. Ecco qui le carte. Leggete l’ultimo paragrafo di pagina 2 e scoprite che la Giunta Solinas ha coperto il disavanzo con 333 milioni non spesi nel biennio 2019-2020.
Mai accaduto prima nella storia. Trecento milioni non spesi in un anno e mezzo sono una cifra mostruosa.
Se c’è una cosa certa è che la Regione Sardegna dell’era Solinas non spende, promette, ma non spende.
Quest’anno o l’anno prossimo finirà per produrre un avanzo di amministrazione.
Questo è il risultato di un’amministrazione violentata, nella quale chi merita è messo da parte, chi inventa bizantinismi è valorizzato, chi non ha titoli diviene dirigente.
Questa è il risultato della Regione dei pensionati pagatissimi e dei facenti funzione.
Una Regione morta, che non spende perché non sa spendere (e spende malissimo quando spende, ma lo racconterò nei prossimi giorni).
Tuttavia, è una Regione che conosce i Sardi: due parole, una rassicurazione, una pacca sulla spalle e tutto si sistema, un popolo che è in grado di credere a uno Zoffili qualsiasi .

0 commenti su “Il vomito giornalistico e la politica dei milioni parlati

  • Ci sono i milioni parlati e poi milioni veri, come quelli che spenderà il Consiglio per le future pensioni dei nostri “cari” consiglieri, appena approvate secondo quanto riportato dalla Nuova Sardegna. Di sicuro saranno leggittime, ma se penso ai disastri della sanità, ai reparti che chiudono per mancanza di personale e alle tante altre crisi del sistema Sardegna, mi viene il voltastomaco.
    Il Consiglio dovrebbe legiferare per assicurare un futuro dignitoso al popolo che lo elegge. Invece di dignitoso ci rimane che osservare l’altrui pensione dorata.

  • Grazie al suo prezioso resoconto, la verità è più forte delle ridicole veline, per altro incapaci di potersi raccontare oltre l’anello della 554. Incapaci pure di provare un residuo di senso di intelligente prudenza. Prendano atto di quanto siamo oltre l’incredibile è assai avanti nella vergogna.

  • Legge omnibus e i milioni parlati. L’on. (si fa per dire) Angelo Cocciu sbandiera ai quattro venti di milioni che lui è riuscito a dirottare per asfaltare le vie cittadine di olbia e sistemare l’ingresso ovest del suo nido elettorale.
    Prima domanda: un consigliere eletto in un collegio elettorale un tempo rappresentava tutto un territorio, non solo l’orticello intorno alla propria casa, proprio perche sostenuto dall’intero collegio .
    Due: dobbiamo noi tutti, contribuenti sardi, continuare a pagare gli oneri di urbanizzazione di una cittadina che si è sviluppata rigorosamente sull’abuso edilizio ? e non parlo di singole abitazioni, ma di interi quartieri che corrispondono a diciotto centri urbani di oltre duemila abitanti ciascuno!
    Vorrei ricordare alla comunità gallurese che la Politica olbiese, soprattutto quella
    dell’era nizzarda, è fatta di patti leonini, dell’asso piglia tutto. Se sorge il sole, deve illuminare olbia, se piove deve innaffiare i campi di olbia, se c ‘è un finanziamento deve essere erogato a beneficio di olbia e se intorno ad Olbia avanza il deserto, olbia sarà la Dubai del Mediterraneo. Olbia è la porta della Sardegna, è il polo turistico, è il polo vitivinicolo, è il polo della trasformazioni dei prodotti alimentari, è il polo ospedaliero , è la sede naturale del tribunale, è la sede vescovile. In poche parole olbia per imprimatur divino deve comprendere tutte quelle attività e servizi che dovevano essere spalmati nell’idea premordiale della gallura provincia territorio… tempo fa qualche politico olbiese si è lasciato andare e ha immaginato olbia la seconda barcellona del mediterraneo…ma perché non espatriamo in Francia ? Bonifacio sta a sette miglia, quattro bracciale e siamo liberi !

  • Però che abbiano aumentato con ulteriori 10 milioni di euro il “progetto ritorno a casa” che è indispensabile per l’assistenza di noi disabili 100% è una buona notizia.

  • mia mamma diceva spesso; “su pratu girat”, che è un pò come dire che le vicende umane, nel bene e nel male, prima o poi ci toccheranno.
    chissà che finire nel tritacarne mediatico per un paio d’anni prima o poi non tocchi anche a chi si compiace di spargere le menzogne e a coloro che soffiano sul fuoco del pregiudizio rovinando l’esistenza delle persone

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