Il voto di Alessandra Todde insieme al Centrodestra contro il Centrosinistra, nell’elezione del presidente di Egas, si chiama tradimento e non ha altro nome.
La Presidente ha fatto quanto di più ignobile possa fare un comandante: accordarsi col nemico contro i propri alleati.
È un errore etico e politico.
Etico perché viola la fiducia, che è alla base di ogni patto.
Politico perché è incomprensibile e senza senso, se non quello di un’affermazione solitaria di sé.
C’è un difetto di psicologia in tutto questo.
La Todde sa che la Schlein ha legato le mani al segretario del Pd, dicendogli di non creare in alcun modo tensioni con i Cinquestelle fino alle elezioni politiche.
Lai è sensibile al richiamo perché intende ricandidarsi e dunque non vuole confliggere con la leader del suo partito (a parte che Silvio non confligge, al massimo fotte, in silenzio e chiedendo scusa, dopo).
Ma anche il più freddo dei calcolatori, il più cinico dei politici non può accettare che, con disprezzo e dileggio, gli si passi la saliva sul naso di fronte a tutti. Non tanto per onore, che è concetto e pratica non più in uso a Sinistra come a Destra, ma per sopravvivenza: se nella giungla si consente alla tigre di fare la pipì fin dentro casa, la casa diviene della tigre (spiegazione semplificata per invogliare a scoprire Mowgli).
La reazione del Pd è stata adeguata e proporzionata: in Consiglio regionale è mancato il numero legale su due provvedimenti. Potere contro potere, a ricordare che se uno ha buoni cannoni, l’altro ha buone corazzate ed è il padrone del mare. La guerra ibrida è iniziata.
La Todde ha fatto come gli ottusi generali giapponesi che nel 1941 attaccarono a tradimento gli Usa a Pearl Harbor. Ha colpito, ma non ha annientato il Pd, anzi, direi che ha usato una bomba atomica per proteggere un moscerino, la presidenza di Egas. In ogni caso, lo ha fatto accordandosi col nemico, che significa che ella ragiona concependosi come legittimata a ogni cosa pur di affermare se stessa. Non è la mentalità di un capo di coalizione, ma di una prepotente impunita.
Il secondo riflesso importante è che il Centrosinistra adesso metterà il tema dell’acqua sotto maggiore controllo.
È evidente che per la Todde l’interesse per Abbanoa va oltre ogni logica e adesso si cercherà di capire perché.
I sindaci che domani andranno all’Assemblea dei soci di Abbanoa rischieranno personalmente l’osso del collo: non si può decidere del patrimonio dei comuni senza il voto preventivo dei Consigli comunali.
Inoltre, un membro del Collegio sindacale ha messo a verbale del Cda che non ricorrono le condizioni ex codice civile per la diminuzione di capitale.
Inoltre, i Comuni non sono stati messi al corrente di tutta la documentazione necessaria e disponibile per comprendere ciò che sta accadendo (per esempio, la relazione dell’Advisor di Egas che avverte di una possibile crisi di cassa di Abbanoa già nel 2026).
Inoltre, non vi è uno straccio di delibera della Giunta regionale o una legge del Consiglio che accompagni questo processo, costruito espressamente per non celebrare una gara europea cui si è tenuti da un sistema consolidato di leggi, delibere e decisioni dell’Unione Europea. L’intento è di scaricare ogni responsabilità sui sindaci.
Insomma, la Todde ha attaccato frontalmente il Pd per coprire un’operazione a dir poco opaca e equivoca e per tutelare chi si è assunto la responsabilità di non celebrare la gara europea per il Servizio Idrico Integrato (cosa che a noi utenti farebbe un gran bene), nonostante gli uffici di Egas abbiano preparato le carte per celebrarla.
È un quadro più da magistratura (se esistesse) che da Consiglio regionale, nel quale, però, il Pd ha dalla sua la coerenza e la strategia, mentre la Todde ha esaurito i colpi, è afflitta dalla incompetenza, come dimostrano i 4 miliardi di cassa non spesa su cui è seduta la Giunta (altro che successo della vertenza Entrate, la Todde ha costruito l’emergenza Uscite, perché non sa e non riesce a spendere) e oggi, a un anno e mezzo dalla sua elezione, è già agli ultimatum.
Avevo ragione io: non è capace.

Profesor Maninchedda, la sua analisi è largamente condivisibile, ma andrebbe distesa agli equilibri elettorali prossimi, che, sappiamo tutti, ricadono in particolare sull’appuntamento al voto di Quartu (fra circa sei mesi).
Un Comune amministrato malissimo e con un tasso di propaganda altissimo a coprire il “non fatto” come involucro del “solo annunciato. Il rilancio di Sindaco Graziano Milia (4 mandati, Sindaco dagli anni Novanta) nella sua veste da civico è praticamente scontato, ma non dimentichiamo che fino a ieri lo stesso Milia aveva la tessera del PD, e che ancora gode di una certa protezione dai piani alti del partito.
Gli stessi piani alti che, guarda caso, riportano ai palazzi di via Mameli, che con l’attuale segretario Silvio Lai sono perfettamente in asse (tanto nel riposizionarsi contro la Todde, quanto nell’essere avversi alla linea della Shlein).
Gli effetti di tutto questo li vedremo prestissimo, dato che il PD a trazione Lai (che risponde sempre al capo) con molta probabilità imporrà a Quartu il sostegno al civico Milia (l’amichetto da salvare sempre e comunque) scalvacando in questo modo la linea di un candidato del Campo Largo, e dunque il potere della stessa Todde, che fino a qualche settimana fa, giova ricordarlo, aveva imposto già un suo nome e cognome (alias, il cantadores quartese, il primo dei non eletti in Consiglio Regionale nel listino Uniti con Todde). Se questo dovesse avvenire significa che il PD – soprattutto dopo il caos combinato dalla Todde con la Sanità – se ne insficherebbe della linea nazionale e, per la prima volta, andrebbe a sostenere un candidato equivoco, fuori dal Campo Largo. Una decisione che la Todde dovrebbe ingoiare per bene. E a quel punto, i tre amichetti (Lai, Milia e il capo occulto) ritornerebbero felici e contenti nel costruire il loro sistema di potere (non di governo, ma proprio di potere). Con buona pace del centrodestra, che a Quartu, è stato ingoiato tutto dallo stesso Milia. Il cui civismo significa solo una cosa: rubare pezzi dagli altri partiti (Forza Italia, Riformatori, Alleanza Nazionale, PD, Sardegna 2020) e abbellirli come espressione della società civile. Insomma, come nei migliori governi tecnici.
Dall’acqua ai rifiuti, in molti (in Sardegna e Italia) non hanno ancora compreso la portata di ciò che sta per accadere alla raccolta della plastica: tonnellate di voluminosa plastica tra breve non saranno più raccolte per riciclo bensì (si spera) per essere incenerite o addirittura conferite in discarica (previa delibera ad hoc). Mentre in Sardegna e in Italia la politica pensa solo alla propria autoreferenzialità, silenziosamente arrivano le materie prime – componenti della plastica (da Cina ed India) – ad un costo talmente basso da rendere fallimentare l’energivora industria del riciclo. È già accaduto per il vetro, un altro fallimento di una buona idea, gestita male. E tra breve toccherà alla carta. E saranno ulteriori dolori per tutti ma – come sempre – i buoi saranno solo dei puntini all’orizzonte.
Egregio Professore.
Con merito e caparbietà ha mantenuto viva l’attenzione sul suicidio assistito Abbanoa/EGAS. Quest’ultima sconosciuta ai più, nonostante sia l’artefice delle sorti della prima!
Eggià che la prima è intimamente invisa e pubblicamente odiata dai SARDI, la seconda è stata silenziosamente partecipata e furtivamente pilotata, fin dei tempi dalla Giunta Cappellacci, dai Riformatori SARDI.
E così pure con la Giunta Pigliaru, proseguendo con Solinas e arrivando sino alla Nostra Signora Miracolata dal voto disgiunto.
Ed infatti l’attuale DG sta lì in sella fin dal 2014: visto e piaciuto (a tutti!), direbbe un venditore professionale d’aiuto usate!
Per chi poi ancora non avesse compreso il senso del “gioco” della diminuzione di capitale di Abbanoa, diciamo che a nessun Sindaco, Consigliere Regionale o Presidente della Regione gradirebbe perdere il bacino di voti di 2’500 famiglie, tanti quanti sono gli attuali dipendenti di Abbanoa e del suo indotto.
Se si facesse la gara europea e fosse una qualsiasi azienda seria ed efficiente a vincerla, chi mai penserebbe si possa poi prestare ai giochini clientelari tipici dei nostri lungimiranti politici locali???
Meglio raccontare la favoletta del mantenimento dell’acqua pubblica, piuttosto che quella del mantenimento delle rispettive sacche di potere: tanto pagano i generosi SARDI!
Iii Tatanu , non c è nessuna ragione per farsi venire un abbiocco in testa.
Le Carte della gara per l’affidamento del servizio le hanno già predisposte gli uffici dell’Egas e quindi se le medesime rimangono nel cassetto non può essere che imputato al suo Consiglio di Autorità d’Ambito che avrebbe dovuto deliberare in merito e non lo ha fatto .
La cosa che sconfiffera parecchio è che Egas agisca in assenza di una cornice giuridica della stessa Regione Sardegna che ha il BOCCINO azionario in mano, nel senso : CHI decide l’auto recupero di Capitale oltre interessi? Gli uffici dell’Assessorato, di loro volontà? Oppure questi hanno necessità di una garanzia di indirizzo? Giustamente se Abbanoa andasse a carte e quarantotto dopo avere ridotto cassa, di chi sarebbe la colpa? BOH! Con chi bisogna prendersela? Con chi ha chiesto i soldi? Con chi gli ha restituiti? Con entrambi?
Molti piani di responsabilità sussistono , anche nel soggetti che nei “disegni di percorso” delineati dalla nota legale Bonelli, sono inevitabilmente coinvolti come i soci Abbanoa che dovranno deliberare in merito alla trasformazione della categoria delle azioni, da ordinarie e privilegiate. Anche qui, a essere coinvolto è l’Erario dei municipi che le posseggono , soggetti al rischio di azzeramento della quota se Abbanoa (facciamo gli scongiuri) dovesse in futuro portare i libri in tribunale per insolvenza causata da crisi di liquidità.
Tatanu, bisogna aspettare che il Film arrivi a conclusione. È vero che oltre a essere spettatori siamo utenti di un servizio ma almeno la Testa, salvaguardiamo la salute.
Voglio dedicare un pensiero e una prece al povero Silvio Lai. Ha riunito gli organi del PD, ha emesso un comunicato scritto in punta di tamburo e neanche 24 ore dopo … SBAM .. un calcio nel didietro così forte da mandarlo in orbita. Sta ancora cercando atterraggio.
Riporto di seguito, a beneficio di coloro che non hanno avuto occasione di leggere le parole del segretario regionale del partito di maggioranza relativa, un estratto del comunicato in questione: <<Per il Pd non è "credibile l'ipotesi di una forzatura delle regole o di un'interpretazione dello Statuto di Egas che consideri valida un'elezione priva della maggioranza assoluta prevista". Una simile eventualità, aggiungono i dem, "produrrebbe soltanto incertezza sulla legittimità degli atti di Egas, aprendo un fronte di instabilità istituzionale contrario all'interesse dei Comuni, dei cittadini e della stessa
coalizione di governo".
Se qualcuno avvista lo sciagurato Lai lo segnali all'Aeronautica militare che magari. riesce a riportarlo a terra.
prof ricordiamoci il moro del grande Movimento ” mai accordi con nessuno” ” mai con quelli di Bibiano” e pur di Governare sono stati alleati prima con la Lega poi con il nemico PD e poi con Draghi e la Todde sa che se cade lei molti non rientrano in Consiglio Regionale si potrebbe chiamare ” ricatto” ma è cosi, leggete le dichiarazioni fatte dal Dottor Luigi Cadeddu, su Casteddu on-line https://www.castedduonline.it/bufera-sulla-sanita-sarda-per-lex-assessore-solo-attacchi-e-accuse/
La Todde ha aumentato la crisi della sanità sarda ha bloccato l’ assunzione di 200 medici cubani , ha bloccato per 18 mesi le rinnovabili, adesso probabilmente dara via libera alla fabbrica di bombe e mine, che. Voti con la destra non mi meravigliò.
Una volta dicevano che i 5 stelle erano ambientalisti e pacifisti , quando occupano le poltrone del potere per loro è facile cambiare idee su tutto.
Caro Professore, nonostante ciò nessuno andrà a casa. Almeno fino a che saranno garantiti i contributi ai Gruppi. Ma la festa potrebbe invece finire per ragioni tecniche. La sanità non potrà essere guidata dalla Presidente perché tecnicamente é impossibile e in due o tre mesi si potrà andare a fondo. La spesa comunitaria é in affanno e gli uffici sono stati sguinzagliati a trovare improbabili soluzioni tecniche per far figurare spese già sostenute. Le due testate locali per venti giorni copriranno tutto con la panzana della Sardegna dei concerti di capodanno. Poi, all’alba pallida del 2026 le cose emergeranno.
… però, sennoredha segadidus (e fintzes mutzamanu e bociguadhus!) e tilipirche pibitziri bella coja!
Ma su tilibirche pibitziri a l’ischit chi sa… s’amantide mantis religiosa apustis improssimada si che mànigat su mascru?!
Egregio Professore,
capisco poco di politica politicante e me ne scuso in anticipo. Vediamo un po’ se mi riesce di far luce (a me stesso, innanzitutto) in questo guazzabuglio:
a) l’attuale presidente di Egas è Fabio Albieri, (sindaco di Calangianus e al terzo mandato di presidenza Egas), riconfermato (in accordo con il centrodestra e in contrasto con il PD) dalla Todde;
b) gli uffici di Egas (Ente di Governo dell’Ambito della Sardegna), e quindi suppongo concorde anche il suo presidente Albieri, hanno preparato le carte per celebrare la gara europea per il Servizio Idrico Integrato;
c) dalle parti di Abbanoa, questa gara la vedono come il fumo negli occhi e non vorrebbero che venisse celebrata (presumo perché temono di perderla) ma vorrebbero continuare a gestire l’acqua a tutti i costi, compresi quelli legati alla restituzione dei famosi 200 milioni avuti a suo tempo dalla regione (con l’obiettivo finale di arrivare alla famosa gara di cui sopra, che peraltro costituiva conditio sine qua non da parte della commissione UE per approvare l’aiuto di stato);
d) domani il CdA di Abbanoa ratificherà questa decisione, e chi voterà a favore si gioca anche le mutande se le cose dovessero andar male (leggi: ABBANOA VA IN FALLIMENTO): cosa possibile se si considerano l’internalizzazione di servizi (500 persone da assumere l’anno prossimo), la diminuzione del capitale (i 200 milioni da restituire) e la conseguente esposizione con le banche, la relazione dell’Advisor di Egas, la dichiarazione del membro del collegio sindacale del CdA.
Fin qui mi sembrava di aver capito.
La domanda allora è: CHI diamine si è assunto (velatamente o meno) la responsabilità di non voler celebrare la gara?
E perché la Todde, agendo come ha fatto, vorrebbe tutelare chi si è assunto questa responsabilità, visto che ha confermato Albieri (i cui uffici hanno preparato le carte per la gara)? O devo dedurne che Egas/Albieri hanno sì preparato le carte ma sperano (o spingono? e perché?) affinché la gara non si faccia? E Abbanoa, in questo pasticcio, che funzione svolge, solo quella di spettatore tipo maiale davanti al salumiere?
Mi scusi, ma anche il solo cercare di chiarire a me stesso questo ginepraio m’ha fatto venire il mal di testa.
Fossi sindaco, domani mi darei malato…
Grazie e Saluti.
Todde non decide nulla, Conte lo fa per lei. E Conte vuole tenere il PD sotto schiaffo in tutti i modi possibili e immagninabili (contando sul fatto che il PD non vuole rompere) per obbligare Schlein a lasciargli il posto quale futuro candidato premier del campo largo. L’uscita di ieri di Conte (“Lasciamo fare a Trump sull’Ucraina”) è un altro schiaffo al PD, molto più forte. Non solo la Todde non è capace, è che Conte e i 5S sono totalmente inaffidabili e Conte fa un gioco molto sporco.
Aiutoooo…..,…
Si sente puzza dal silenzio del suo stesso partito.
In campagna elettorale questa non era Alessandra, la Leonessa guerriera presente in ogni più piccolo angolo della Sardegna e in occasione degli eventi più disparati: dai convegni soliti (delle cose più strampalate) alle sagre; ah quante mani hanno strofinato le sue come a un Papa o Presidente della Repubblica e nessuna cresima , nessun battesimo era al sicuro e Lei li, con i suoi galoppini piombava all’improvviso. Che faticaccia poi , i sorrisi,.. quanti?! Infiniti , mai e mai troppi. La De Gasperi del Rinascimento Sardo: i sardi non possono permettersi di non prendere questo “treno ad alta velocità”, la Sanità sarà finalmente un incubo che svanirà per sempre , Nessun Sardo resterà indietro e potrà viaggiare nel mondo in lungo e in largo perché il problema continuità territoriale sarà seppellito in men che non si dica. E che dire del LAVORO?! Tanto tanto e per tutti. E poi perché? Ma perché la Sardegna (nachi) è una terra unica, con tante domus de janas e nuraghi, e ci abbiamo le tiricche e il pane carasau , volete mettere Voi?! Che non c’è la facciamo con tutta sta roba?! Ah poi , dopo avere posato la coroncina di reginetta del ballo si iniziò per l’appunto a ballare; ovviamente a numero rigorosamente CHIUSO e negato a quei “caproni” di sardi che avevano dato il proprio voto e che , ad esempio, non sarebbero stati capaci di fare l’Assessore alla Sanità oppure il capo della comunicazione . E Posti, ah quanti posti: ci sono più POLTRONE che CULI, si ebbe a dire nell’Entourage (che nel frattempo, si dice ma io non ci credo, non si era fatta una dichiarazione delle spese elettorali come dio comanda)
E tanti accettera accettera troppi, infiniti nel Regno del Cottolengo finto politico di terra di Sardegna.
Eh sì, nel suo partito ZITTI e MOSCA (e mica per solidarietà)
P.s. : c è bisogno di acqua , quante benedizioni necessarie.
È inaccettabile e gravissimo il comportamento della Todde !
Mi chiedo perché…
Egr. professore, io penso che la Todde si sia comportata come suo solito fare, da arrogante e poco consona alle regole democratiche. Ha dimostrato al PD, maggiore partito di maggioranza, che non ha voce in capitolo e che se si vuole continuare con la coalizione del campo largo deve stare sotto il dominio della presidente. Si è iniziato con Egas e con la sanità, ma credo che sia solo un inizio, un mal di pancia non certo passeggero.