La donna sola al comando Oggi si volgerà l’Assemblea dei soci di Abbanoa per decidere la diminuzione di capitale della società.
Ieri è stato distribuito questo furbissimo documento il cui scopo principale è confondere piuttosto che spiegare.
Tuttavia, anche questo testo è rivelatore della slealtà politica e giuridica della Regione, che in altri Stati, dove il diritto è vigente, sarebbe già stata contestata dalla magistratura.
Vi si legge, infatti, che il processo di riduzione del capitale dovrebbe iniziare con la Regione che ingiunge «ad Abbanoa di rimborsare l’Aiuto di Stato Erogato a causa del mancato adempimento degli Impegni».
Pieni poteri Dov’è l’ingiunzione della Regione?
Non c’è.
Non c’è un solo atto della Regione Sardegna che abbia ad oggetto la riduzione di capitale della principale società di capitale pubblico dell’Isola.
La presidente della Regione, o chi per lei, oggi andrà in Assemblea a prendere decisioni senza aver assunto la decisione principale che il processo scelto richiede.
Non solo.
Tutti i presidenti di Regione che l’hanno preceduta, hanno sempre richiesto, e sono agli atti, prima dell’assunzione di decisioni importanti, i pareri dell’Avvocatura dello Stato, della Direzione generale del Distretto Idrografico (che è una direzione della Presidenza della Regione), della Sfirs, della Direzione Generale dell’Assessorato dei Lavori Pubblici e dell’Assessorato delegato a rappresentare il Presidente in Comitato Istituzionale d’Ambito, della Direzione Generale dell’Assessorato al Bilancio.
Tutte le delibere di capitalizzazione della società Abbanoa sono state assunte da delibere di Giunta, cioè dall’organo collegiale di governo della Sardegna.
Oggi, invece, la presidente va all’Assemblea dei soci senza alcun corredo istruttorio, e c’è da esserne felici, perché questo certifica la sua responsabilità personale nella scelta, lei che si dichiara di essere per l’acqua pubblica (senza capire che l’acqua è pubblica suo malgrado e grazie alle leggi) e incoerentemente compie la più folle delle operazioni di indebolimento della più importante società pubblica della Sardegna, cioè la sottocapitalizza.
La responsabilità scaricata Ma la cosa illuminante del documento è che la Regione, per non essere accusata di turbativa d’asta, addebita la scelta a «mancato adempimento degli impegni».
Chi non avrebbe adempiuto agli impegni?
Non Egas, perché gli uffici dell’Ente hanno certificato di aver predisposto i documenti per la gara.
Non Abbanoa, perché non era suo compito predisporre la gara.
Non ha detto una parola la Commissione del Controllo analogo perché nessun atto le è stato sottoposto, con un omissione oculata del dovere di fornire alla Commissione stessa atti di gestione così importanti.
Quindi, tutti hanno adempiuto ai propri compiti (alla Commissione è stato impedito di svolgerli), ma la gara non si fa.
Chi lo ha deciso?
Lo ha deciso Egas, cioè il ricompensato Albieri, che però ha subordinato la decisione all’acquisizione del parere della Regione, che ancora una volta non c’è.
Si giunge così all’Assemblea di oggi, dove è sufficiente che partecipi la Regione (che detiene oltre il 70% del capitale) perché la riunione sia valida.
Quale è lo scopo della Regione?
Lo scopo è semplice: scaricare sul sistema dei Comuni la responsabilità della scelta di decapitalizzare la società, in modo da assumere a valle di questa decisione tutti gli atti conseguenti. Se tutti i Comuni della Sardegna votano per decapitalizzare, la Regione distribuisce la responsabilità di una scelta folle e pericolosissima su tutto il sistema sardo. In sostanza, anziché aver assunto prima una decisione formale sulle proprie scelte, le fa derivare da una scelta dei Comuni.
Comuni e patrimonio Il problema è però che i Comuni oggi sono chiamati a scegliere sul loro patrimonio e sulle scelte relative al patrimonio nessun sindaco può decidere da solo: occorre una decisione dei Consigli Comunali. I Comuni della Sardegna hanno sempre resistito, per legittima paura, alla cessione di quote da parte della Regione, difendendosi proprio con la necessità di fare pronunciare i Consigli Comunali. Lo stesso dovrebbe valere oggi, così da lasciare la Regione sola dinanzi alle sue responsabilità.
Un sindaco prudente oggi o non partecipa o non vota o rischia tanto.
Il parere secretato C’è poi la grande slealtà di Abbanoa di non aver fornito ai soci (e di non averne neanche fatta menzione) la dichiarazione del membro del Collegio sindacale verbalizzata il 25 novembre scorso.
La riporto integralmente, a scorno dei due quotidiani sardi che la censurano e non la pubblicano.
Ebbene, un sindaco può trovare in questa dichiarazione tutti gli allarmi e le motivazioni utili a sottrarsi alla complicità in danno cui oggi è chiamato dalla Regione.
Il parere del membro del Collegio sindacale
Il capitale sociale La natura del capitale sociale e della riserva statutaria di cui all’art 6, comma 3, dello statuto sociale presuppone che la Società Abbanoa abbia una dotazione di mezzi propri pari a complessivi 313.775.415 milioni di euro.
Tale ammontare è stato determinato nel piano economico e finanziario della gestione, documento allegato alla convenzione di affidamento. Tale previsione aveva la funzione di garantire l’adeguata patrimonializzazione della società e quindi la sostenibilità economica e finanziaria della gestione del servizio.
Sottocapitalizzazione La riduzione del capitale e delle riserve proposta, determinerebbe una patrimonializzazione della società inferiore al 10%. Vorrebbe pertanto dire che a fronte di mille euro di attivo patrimonializzato, questi sono finanziati per più di 900 euro ricorrendo al debito e per meno di 100 euro con i mezzi propri. Tale situazione denota una sottocapitalizzazione accompagnata da un forte squilibro finanziario. Questo implica il ricorso a strumenti di indebitamento molto rilevanti, il che espone la società a rischi notevoli di insolvenza o perdita di equilibrio finanziario.
Violazione del codice civile Inoltre dall’esame degli atti non si ravvisano le motivazioni congrue e razionali, così come previste dalla giurisprudenza e dalla prassi, per la riduzione reale del capitale sociale, come ad esempio l’esubero del capitale rispetto all’attività svolta.
Aumento dei costi di gestione Anzi, sotto altro aspetto queste previsioni sono completamente incoerenti e non adeguate rispetto alle azioni che sta ponendo in essere l’organo amministrativo, atteso che la società sta internalizzando i servizi affidati all’esterno più rilevanti, come ad esempio le manutenzioni e il recupero del credito, prevedendo già nel corso del 2026, un incremento di organico di oltre 500 persone e di costi fissi per investimenti e materiale di consumo
Tali azioni, a parere del sottoscritto, non sono coerenti con la riduzione del capitale sociale proposta.
Carenza di informazione Si ritiene inoltre che alcune considerazioni vadano espresse anche in ordine ai documenti sui quali si fondono le decisioni oggetto della presente riunione, che, a parere del sottoscritto, sono carenti e parziali. Per quanto riguarda il PEF si richiamano integralmente le considerazioni già espresse durante il CdA del 30 luglio u.s., che allo stato si ritengono non superate.
Asssenza di valutazione degli aspetti fiscali, penali e tecnici Si rileva inoltre che nessun dei documenti finora utilizzati ha esaminato gli aspetti fiscali, tecnici e penali dell’operazione così come evidenziato nel parere dello Studio Legale Bonelli Erede dove tra le premesse iniziali dichiara di non aver affrontato tali fattispecie.
Per tali motivi si ritiene che la proposta di riduzione volontaria del capitale sociale e delle riserve sia manifestamente imprudente e azzardata e in violazione degli obblighi di corretta amministrazione in capo agli amministratori. Questo in quanto il capitale post riduzione non è congruo rispetto ai rischi e all’attività svolta; il rapporto di indebitamento supera livelli sostenibili; non sono presenti prospettive di rafforzamento patrimoniale o di riduzione di debiti e infine la riduzione del capitale è volontaria e non obbligatoria per legge.
Azioni privilegiate in danno degli altri azionisti La previsione di modificare lo statuto prevedendo l’istituzione di due tipologie diverse di azioni “A” e “B”, in base alle quali le azioni di tipo “A”, che saranno attribuite esclusivamente alla RAS, hanno diritto al rimborso del capitale e alla distribuzione di utili sembrerebbe essere effettuata in danno agli altri azionisti soci che non vedrebbero in alcun modo remunerato il capitale investito in questi anni. Sotto altro aspetto tale decisione sembrerebbe essere assunta con il solo fine di evitare, in sede di assemblea straordinaria, la necessaria unanimità dei soci prevista dal codice civile per la riduzione volontaria di capitale.
Mancanza del parere della Commissione del Controllo Analogo Non è stato ancora acquisito e/o trasmesso il parere della Commissione di Controllo Analogo in ordine all’operazione straordinaria di modifica dello statuto e riduzione del capitale.
Rischio del requisito Non è stato adeguatamente istruito e documentato il mantenimento del requisito che legittima l’affidamento in house del servizio, anche in ragione dell’influenza dominante esercitata sulla società da soci diversi dai Comuni nonostante le disposizioni ANAC.
Violazione delle leggi regionali L’operazione prospettata sembrerebbe in violazione della Legge Regionale n. 4 del 2015, così come modificata dalla Legge Regionale n. 25 del 2017, dove in base all’art. 15 la RAS avrebbe dovuto cedere ai Comuni le proprie azione nella società Abbanoa al prezzo simbolico di 1 euro ogni mille azioni fino a mantenere una quota di partecipazione della Regione nel limite massimo del 20 per cento del capitale sociale”.

Siamo alle solite, le Percentuali!
allora facciamo un po’ i conti: la Padrona di casa ha una quota del 70% e invece chi partecipa alla Assemblea è L’ottantasei e sei per cento; per cui il 13,40% rimane a casa.
Poi, ..di questo 86,60 vota a favore dell’acqua pubblica (si fa per dire) il 92.01% è favorevole mentre il 7,99% si astiene.
Ma quante sono le teste che votano? Quanti sono questi sono questi Sindaci favorevoli di questo 92.01 meno 70(della Padrona di casa che dice basta a parlare di poltrone) ??
Boh!
Comunque: nelle notizie fresche fresche, in un brodo di giuggiole per l’ ACQUA PUBBLICA c è Lei eppoi chi siede in Abbanoa. (Ma sono curioso di sapere che aria tira tra i dipendenti, perché la vita in azienda non è così semplice se, soprattutto entrano nuovi cinquecento dentro casa, il ghetto si fa sempre più stretto e con quei ficchi secchi che rimangono..mah).
Streaming visto si è? Onestah Onestah
Questo è il titolo dell’Unione On Line di stasera 12/12/2025: “Abbanoa, il via libera dei soci: acqua pubblica fino al 2028”.
“… tutti hanno adempiuto ai propri compiti… ma la gara non si fa. CHI LO HA DECISO?
LO HA DECISO EGAS, cioè il ricompensato ALBIERI”
Ahhhhh, ecco la risposta che cercavo!
Giallo risolto? Sì è no. Perché rimane davvero strano che un ente prepari tutti gli atti per fare la gara e poi la gara non si faccia. Quindi il giallo evolve: siccome il presidente, a quanto pare, non vorrebbe che la gara si faccia (nonostante l’ente che lui presiede abbia fatto i compitini a casa), la nova quaestio è: perché il presidente non difende il lavoro fatto dal suo stesso ente? Sospetto: a non voler fare la gara non è proprio lui ma è la RAS (più esattamente: la Regina degli Accoliti Sottomessi) e il presidente, che voleva rimanere in sella al suo destriero (come è poi avvenuto) ha eseguito i suoi desiderata, mandando al macero le sue stesse carte già predisposte.
Insomma, una banale storia di feudatari, vassalli, valvassori e valvassini.
E di servi della gleba (che poi saremmo noi, se Abbanoa fallisce).
Per favore ditemi che mi sbaglio e che tutto questo è un incubo.
A mio avviso si rischierebbe l’insolvenza di Abbanoa, che a sua volta ha 2 soluzioni.
1)Si mettono nuovamente soldi Regionali;
2)L’aumento delle tariffe per poter riuscire a coprire i costi;
Tutte soluzioni a carico dei cittadini.
Egregio Professore
Più che una “nota INFORMATIVA interna” mi pare abbiano redatto una “nota ANONIMA interna”!
Ma suvvia, son solo dettagli questi, peraltro ben inseriti nel contesto: decisioni non decise, documenti non documentati, pareri non pervenuti.
Soprattutto quando si era abituati a trova una Delibera di Giunta per ogni argomento di interesse pubblico: il dilemma dell’uovo e della gallina; il sesso degli angeli; chi ha incastrato Roger Rabbit!
Sono i tempi che cambiano, ma gli attempati della politica non cambiano mai:
chiagnano e (ci) fotto_o!
Egregio Professore
Più che una “nota INFORMATIVA interna” più pare abbiano redatto una “nota ANONIMA interna”!
Ma suvvia, son solo dettagli questi, peraltro ben inseriti nel contesto: decisioni non decise, documenti non documentati, pareri non pervenuti.
Soprattutto quando si era abituati a trova una Delibera di Giunta per ogni argomento di interesse pubblico: il dilemma dell’uovo e della gallina; il sesso degli angeli; chi ha incastrato Roger Rabbit!
Sono i tempi che cambiano, ma gli attempati della politica non cambiano mai:
chiagnano e (ci) fotto_o!
Aiutoooo……
Abbiamo capito tutto. La magistratura è con loro. Ma se la questione della decadenza fosse successa ad un ‘altra forza politica cosa sarebbe successo? Sarebbe scoppiata la guerra civile. Col consenso della imparziale MAGISTRATURA. Quindi bisogna trarre le conclusioni. Questo è quello che combinano ,come dice lei Professore ,gli onesti CINQUETASCHE.Saluti a tutti
Ah! Dimenticavo, mi scusi Paolo, ho dimenticato di dire:
TODDEE!! DA SARDO PRETENDO LO STREAMING DELLA ASSEMBLEA DEGLI AZIONISTI ABBANOA!!!! (L’acqua è proprietà pubblica o no?!)
Tutto Ruota intorno a un “procurato” equivoco che ha tutta l’apparenza della legalità formale ma , nella sua SOSTANZA, implica tutta una serie di conseguenze che vanno dal possibile e pesante aumento della Tariffa(l’acqua costerebbe di più) alla più sconcertante che è l’insolvenza del gestore Abbanoa.
Ho letto con attenzione il parere Bonelli, soprattutto da pagina 39 (è un documento di 59 pagine, supportato da un elenco copiosissimo di documenti) ed da lì che si muovono le pedine della scacchiera “legale”.
Si parte dal dato più immediato: gli impegni assunti , VINCOLANTI, a fronte dell’autorizzazione alla erogazione degli aiuti di Stato da parte della Regione Sardegna, di indizione di una gara per l’affidamento del servizio idrico integrato, da effettuarsi entro la data del 31/12/2025.
Nessuna gara entro quella data implicherebbe ingiunzione mediante “auto recupero” dei predetti aiuti da parte la Regione Sardegna, da soddisfare con la liquidità di Abbanoa. Attraverso , dulcis in fundo, una delibera assembleare degli azionisti al Abbanoa parte delle azioni ordinarie divengono privilegiate (quelle della Regione Sardegna) da porre in pagamento con sistemi Tracciabili, quindi certi.
Dopodiché, siccome gli aiuti di Stato non sono ammessi, non rimarrebbe che il ricorso al Mercato dei Capitali con il costo della provvista (interessi) di appunto MERCATO.
Questo occorre dirlo perché Abbanoa , senza liquidità, non va da nessuna parte.
Nessun P.S. ma un Dulcis in C..O , per tutti gli Utenti acqua(me compreso) sicuro aumento delle tariffe acqua. Eeeee benedetta Onestah che tornerà di moda.
… de macos za no ndhe mancat e “per grazia ricevuta” bi ndhe podet àere “quanto basta” fintzas cun “fascia tricolore” a codhu.
Epuru s’isperàntzia est mala a mòrrere fintzas a candho no morimus nois, e però paret chi sos Sardos, coment’e zente e bisonzu de guvernu semus cudhos intrendhe inue, a nàrrere de Dante, bi fit iscritu «Lasciate ogni speranza o voi ch’entrate».
E adhias, ma totu mortos semus?!
Buongiorno Prof non capisco il silenzio dei due quatidiani Sardi ed in particolare il silenzio della Corte dei Conti e Procura poveri noi
Ma perché? Tutto questo, perché?