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Il Pd è Commodo (l’imperatore, non il bagno)

Posted on 10 Dicembre 202510 Dicembre 2025 By Paolo Maninchedda 11 commenti su Il Pd è Commodo (l’imperatore, non il bagno)

Il Pd sardo ha dovuto riunire persino la Direzione (non sia mai che lo sforzo intellettivo solitario risultasse fatale) per complimentarsi per la conclusione della vertenza entrate: un miliardo e 280 milioni in quattro anni.
Se questo è un successo, io non soffro di sciatica.
È da quando Soru ha fatto l’accordo sulle entrate che questi grandissimi figli di buona signora della Ragioneria dello Stato, protetti dai catafottissimi ministri dell’economia e delle finanze, danno ogni anno alla Sardegna meno del dovuto. Poi fanno la trattativa, rateizzano il debito maturato, e con quello che ogni anno davano in meno, pagano il pregresso e accumulano nuovo debito.
Dov’è il successo?
Sarebbe stato un successo se si fosse deciso di realizzare ciò che la Sicilia fa da sempre: i Sardi riscuotono le tasse e danno allo Stato il dovuto. Ma questa inversione è troppo “autonomistica” per un presidente della Regione di formazione lobbistica e un Pd che ormai ha buttato alle ortiche, dal 2019, ogni cultura autonomistica.

La Todde ha licenziato Bartolazzi, bonu viazzu, e nominato Agus, esponente di punta del Partito del Tradimento, all’Agricoltura.
Agus è una brava persona, il suo partito meno.
Ma la Todde sta imparando l’Abc della sopravvivenza tra i cannibali.
Aveva troppi fronti aperti e ne ha chiuso uno che vale due: con i due interim attivi, Agus poteva aspirare a prendere la sanità in quota Giuda-Commodo; così, invece, la sanità è preclusa.
Adesso la Todde sceglierà un tecnico sardo.
Fatti due conti, è molto probabile che la scelta cada o su Minerba o su Pintor, bisognerà chi dei due si rivelerà più incosciente.
Entrambi, a mio avviso, difettano di visione, o meglio, la producono per sommatoria di dettagli e quindi vedono l’insieme solo dopo averlo costruito, con margine d’errore altissimo.
Il Pd ha un’idea di riforma della sanità?
Ma manco per niente.
Il Pd ha ormai rinunciato alle idee di sistema sui poteri, sul fisco, sull’energia (Cani insegue ancora il tubo per i Sulcis…), sull’ambiente, sul mare, sulla scuola, sull’università (che sta morendo per inconsistenza rettorale, ideologismo, progettismo e familismo), sulle infrastrutture. Il Pd è solo e soprattutto una forza tattica, una forza di posizionamento, che soffre di impoverimento culturale della sua dirigenza: sono sopravvissuti alle guerre civili solo i mediocri (politicamente parlando).

Un esempio è Abbanoa.
La Todde ha fatto un errore clamoroso: ha scelto come proprio candidato alla presidenza di Egas Albieri, perché questi è stato docile ai folli disegni di Caschili e Sardu (i sindaci della Sardegna che andranno a votare l’ordine del giorno della prossima assemblea dei soci di Abbanoa, convocata per il 12, metteranno a rischio il loro patrimonio personale, ma non lo sanno).
Il Pd ha tardivamente capito che Egas è l’ente che governa l’acqua pubblica, perché produce i documenti di pianificazione e di programmazione, e dunque vuole giustamente che sia condotto da una figura con tassi di giudizio e di autonomia diversi da quelli guidati dalla sola ambizione personale che hanno animato (e consumato) Albieri. In più il Pd ha capito che Caschili, pur di piegare Egas alla distruzione di Abbanoa e del patrimonio dei sindaci, si è “venduto” anche la direzione generale di Egas, in scadenza, su cui vorrebbe allungare la sua influenza Peru.
Qui la Todde, seguendo Caschili, si sta mettendo in un mare di casini di cui proprio non avrebbe bisogno (di acqua non ha mai, ma proprio mai, capito nulla), mentre il Pd ha scelto bene il terreno del confronto. Ma si tratta di una battaglia di secondo livello, non tale da innescare un vasto processo virtuoso.

Ecco qui, questa è la Sardegna del Pd, il certificato di inizio dell’era di Commodo, consapevoli tutti che Massimo Decimo Meridio è un personaggio di fantasia e con certezza non è Silvio Lai.

 

Giunta Todde, Pd, Vetrina

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Comments (11) on “Il Pd è Commodo (l’imperatore, non il bagno)”

  1. mauro canu ha detto:
    10 Dicembre 2025 alle 19:17

    Delle comunicazioni trionfanti di questa banda ne ho veramente le palle piene. Per la prima volta abbiamo scoperto che altri Presidenti avevano trionfato su le entrate.
    La Cronistoria è lunga (ricostruita con AI) quindi subito 2 domande: si rivendicano 1,7 miliardi per mancati introiti dal 2010, perchè chiudere l’accordo a a 1.4 miliardi? Quando l’incasso effettivo del dovuto? Siamo ai pochi maledetti ma non subito?
    Anno 2006 Presidente Soru Accordo Prodi–Soru sulla “vertenza entrate”, recepito nella finanziaria 2007, con modifica dell’art. 8 dello Statuto e rafforzamento del quadro delle compartecipazioni.
    Anno 2010 (inizio fase critica) Presidente Cappellacci, i mancati trasferimenti contestati “a partire dal 2010” diventano la base del credito rivendicato dalla Regione. Credito complessivo rivendicato negli ultimi tavoli: ~1,7–1,72 miliardi per mancati introiti dal 2010.

    Anno 2014 Presidente Pigliaru Accordo in materia di finanza pubblica (21 luglio 2014) che regola aspetti dei rapporti economico-finanziari e apre la strada alle successive intese. Accordo recepito anche da norme statali.
    Anno 2015 Presidente Pigliaru. Seconda intesa (10 dicembre 2015) nell’ambito dell’attuazione dell’art. 8, richiamata anche dalla giurisprudenza costituzionale. Le fonti giuridiche confermano il collegamento tra accordi 2014–2015 e attuazione dell’art. 8.
    Anno 2016 Presidente Pigliaru. Decreto legislativo 9 giugno 2016, n. 114: norme di attuazione dell’art. 8 in materia di entrate erariali regionali. Definisce criteri e modalità di determinazione/attribuzione delle quote spettanti alla Regione.

    Anno 2019 Presidente Solinas. Accordo del 7 novembre 2019, recepito dalla legge di bilancio 2020: chiusura transattiva di una parte del contenzioso pregresso + definizione di altri trasferimenti e regole sul concorso alla finanza pubblica. 412 milioni complessivi per “entrate tributarie pregresse” con calendario 2020–2025.
    Anno 2020–2025 Solinas/Todde Esecuzione del calendario 2019 per il contenzioso pregresso. Quote previste: 7 (2020), 116 (2021), 116 (2022), 46 (2023), 46 (2024), 81 (2025) milioni.
    2024–2025 Todde Ripresa del confronto sul credito “dal 2010”; l’assessore Meloni e la Presidente Todde indicano un credito ~1,7–1,72 mld. (Esattamente uguale a quello rivendicato dalla giunta Capellacci)
    9–10 dicembre 2025 Todde Intesa tecnica con il Governo per chiudere la nuova/ulteriore partita di “mancati introiti” con un pacchetto di risorse complessive ~1,39–1,4 mld. Struttura comunicata: 850 млн per compensazioni su misure agevolative maturate fino al 2024, con 400 nel 2025, 100 annui 2026–2028, 150 nel 2029; +340 млн (indicati come 170 annui 2025–2026 o “pregresse compensazioni”); +200 млн fino al 2027 per deficit legato all’insularità. Totale ~1,39 mld.

  2. Antonio ha detto:
    10 Dicembre 2025 alle 17:00

    prof dall’unione sarda online ” Egas, Todde e centrodestra confermano Albieri presidente. Ma per Pd e Progressisti la votazione non è valida ” chissà se voleranno scintille oppure è una tattica tanto per

  3. Antonio ha detto:
    10 Dicembre 2025 alle 13:00

    sulla Sanita a Sassari l’assessora Manca Desirè con la presidente commissione Sanita Fundoni ed il Sindaco PD di Sassari inaugurano tagliando il nastro il centro CDS piccolo ospedale privato mentre a Cagliari il CDS il nastro ed inaugurazione addirittura è stato fatto dal Presidente Comandini alla faccia della Sanità pubblica da salvare vediamo cosa farà Agus con i dirigenti molti sono di destra

  4. Roberto Martani ha detto:
    10 Dicembre 2025 alle 13:00

    Una tattica esemplare. Quando combinano un disastro immediatamente inondano stampa e rete di una nuova “invenzione”. Hanno oscurato il disastro della mobilità (studenti che non possono rientrare per Natale) con la cacciata dell’assessore alla sanità. Oscurano il problema della sanità (e delle dichiarazioni “filo governative” su RWM) con la “vittoria” (quanti padri…) della vertenza entrate.
    Il Partito Democratico della Sardegna (perché questo è il vero nome) scorda che per statuto deve riconoscere, e pertanto difendere, la tradizione autonomistica e la autonomia della Regione Autonoma della Sardegna..
    Il problema è che l’opposizione non ha più casa in consiglio regionale.
    Bisogna farla da fuori. Non c’è più tempo.

  5. Mario Pudhu ha detto:
    10 Dicembre 2025 alle 11:50

    Deo scherzo iscusadu (ma no so pedindhe iscusa) ca cufromma a sa ‘zenia’ mia camino terra terra: cun sas ‘alas’ poto fàghere unu brinchitu si mi salarzant e cun sas francas solu “razzolare” (ma no iscorrovetai che porcu). E biaus cudhus chi funt fillus de babbu Pani e mama Casu!
    Ma mancu male chi sas peràulas no sunt ‘cosas’, sinono s’Umanidade, e fintzas sos Sardos, a como si che fit ispérdida. E però s’idea maca… de sos Sardos est chi sas peràulas contant, pesant! Lampu si contant, pro sa veridade e pro sas fàulas, pro su èssere e pro su pàrrere! E tutto fa brodo.
    Paulu, leo sa peràula «danno» chi cun o chentza acentu sempre «danno» est. Ita dannu!
    Tandho, sos «ministri dell’economia e delle finanze, danno ogni anno alla Sardegna meno del dovuto».
    Ma comente si faghet a DARE si s’Istadu chi guvernant DEPET? Ca s’istória est chi sas intradas de sas Sardigna che las pìnnigat e leat s’Istadu chi, de su chi cussu at cun leze istabbilidu chi depet TORRARE a sa “RAS” (Regione Autonoma della Sardegna) pro sa Sardigna ndhe torrat donzi annu una fita manna in mancu!
    Pessade chi cun sa leze chi at postu sa I.V.A. (su 1973) in 8 annos (a su 1981) aiat torradu a sa RAS 1.950 milliardos in mancu de su chi depiat (e però tocat a nàrrere chi nos aiat ‘regaladu’ su segundhu “piano di rinascita” de 500 milliardos e gai at ‘industrializadu’ “la Piana di Ottana”!)
    Sa FURA si depet nàrrere FURA e su DÉPIDU si depet nàrrere DÉPIDU, ma si est legale est cosa chi faghet sa “macchina” «finanza» e neune est ladru.
    S’Istadu incassat totu e nois sempre a ispeta e ispera, ca invetze de intrare a sa RAS su chi pagamus e sa RAS a versare a s’Istadu sa parte chi s’at detzisu cussu etotu est ancora comente fit de sa nàschida de sa ‘autonomia pedidoria’.
    Ma goi de ‘bonu’ tenimus cambaradas de benefattori ca «a trattativa» tenimus sos pedidores pedulianos politici sardignolos e sos benefattori de oltre Tirreno chi «danno»/torrant a ticu tichedhu su chi si ant muntesu e impreadu e muntenent e impreant.
    Goi si faghent GRANDI sos pedulianos de sa ‘autonomia’ a pedidoria pedulianésimu ca sinono tiat pàrrere chi, si no pedint, no sunt faghindhe nudha, mandrones. E in prus, bella chistione!, de su muntone de milliones e milliardos no ischint própriu ite ndhe fàghere in Sardigna ca tantu no nos bisonzat nudha. Ite presse bi at de los tènnere?!
    Ma pro comente faedhant a sa gama manna de sas berbeghes sardignolas in VIA de isperdimentu e cambiamentu de ratza ca produimus late pagu li faghent cumprèndhere, candho faedhant… pardon, candho parlano, comente faghent sos brùscios majarzos plurilingue faghindhe maias, bruscerias.
    Si cumprendhent de prus sas partidas a pallone, sos «eventi» e fintzas sos piagheres e piagheredhos chi faghent a manca e a destra. E bastat gai. Bastat a votare ebbia: a totu s’àteru bi pessant issos, sos politici brùscius plurilingue.

  6. Marco Casu ha detto:
    10 Dicembre 2025 alle 11:17

    Articolo eccellente. È una lettura in cui la Storia smette di essere divulgazione e intrattenimento e diviene quello per cui è realmente Utile: una mappa .

    Beh, il nostro Ercole Romano nulla ereditò del Padre, il Divino Marco Aurelio, il Filosofo che era “anche” imperatore. Come figlio, un disastro elevato alla ennesima potenza; non seppe fare propria la massima “ricordati che devi morire” che non è solo un monito ma soprattutto un invito a sapere abitare il proprio tempo.
    Il paragone con il Partito Democratico è quanto mai pertinente perché anch’esso, per certi aspetti (che precipitano nel grottesco) , nonostante ampi e ridicoli sfoggi di celebrazione di defunti della sua “falsa” tradizione politica, ha irrimediabilmente gettato nella spazzatura una Prospettiva Storica in neccesita’ di un contigente. Quell’ABC della sopravvivenza(citata da Paolo Maninchedda) , in-politica e essenzialmente elettorale che risulta sempre più dominante nella sua azione.
    Commodo , oggi sarebbe un feroce influecer. Narciso, vigliacco e potenzialmente , da uomo mediocre, un banale criminale (soprattutto in termini di oggettiva complicità comportamentale). Coricarsi in un letto non proprio, anche in nome di un contigente è quanto mai nefasto per sé e soprattutto, per gli altri.

    P.s.: così come il dopo Commodo(ultimo degli Antonini) si sente fortemente un clima di tardo impero , arricchito da una Volgarità che non conosce nessuno limite all’infuori di un becero pragmatismo che diviene sempre e sempre più noto a chiunque. Ciò che avanza è però di segno opposto, non volgare ma altrettanto feroce per intelligenza e potenza. Uno di questi ha un nome , non molto conosciuto: PALANTIR. Ma lo sarà

  7. Renato Orrù ha detto:
    10 Dicembre 2025 alle 10:24

    … Comodo ?Ma non si chiamava Comandini ? Chiedo eh … per un caro amico EX PD …

  8. Angelo Capula ha detto:
    10 Dicembre 2025 alle 08:38

    La politica sarda non vuole capire che gli accordi Stato/Regione delle entrate spettanti vengono vanificati dagli organismi statali per i mancati controlli da parte della regione. L’art. 5 del d.lgs del 2016 ( spettano alla regione la imposta IRES dicharata dalle persone giuridiche ( srl,spa,cooperative, enti) che svolgono attività in Sardegna anche se non hanno la sede legale) è un chiaro esempio. Questi non sono accordi ma trattative a ribasso in spregio delle leggi

  9. Mm ha detto:
    10 Dicembre 2025 alle 08:29

    È un quadro realistico delle miserie nostre. Un tempo avevamo cervelli acuti. Parrebbe il tempo giusto per rivalutare Gramsci, viste le tante pubblicazioni, ma nella pratica abbiamo politiche di rapina a favore dei propri e di se stessi. L’ occupazione dei posti di potere serve per questo.

  10. Medardo di Terralba ha detto:
    10 Dicembre 2025 alle 08:15

    Ho letto e sono arrivato alla conclusione che il pd è anche commodo (su commodu)

  11. Paolo ha detto:
    10 Dicembre 2025 alle 08:14

    Siamo allo sbando totale, In un campo largo dove PD e 5Stelle giocano a chi c’è l’ha piu lungo, dove i progressisti con il loro 3% di consensi riescono a mettere in difficolta una coalizione. Una situazione surreale, si cercano meriti che se si và a scavare veramente a fondo, sono delle vere e proprie catastrofi, la situazione vertenza entrate statali, vedi il tanto sponsorizzato piano trasporti, vedi la famigerata rivoluzione della sanità, si potrebbe seguire all’infinito. Sulla sanità un velo pietoso, la stessa presidente che tiene per se la delega alla sanità per circa 8 mesi , quanto basta per firmare e nominare i dg delle aziende sanitarie, creando non pochi malumori sulla maggioranza. L’importante far vedere ai cittadini che si sta facendo, male ma stiamo facendo. L’intervista di Bartolazzi ha creato reazioni e veleni in consiglio tra maggioranza e opposizione.

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