Il governo e la politica

15 marzo 2014 06:568 commentiViews: 757

sonnoGiornata di ieri: ciclo continuo, 10.00 – 20.00, chiuso in Viale Trento. Che cosa si capisce?
Si capisce che il rischio dell’isolamento da incombenze di governo (o di Palazzo) è alto.
Pigliaru vuole una Giunta ‘aperta’, cioè raggiungibile e dialogante. Io ieri non riuscivo materialmente a rispondere al telefono (che è uno strumento che già a me non piace perché è tuttaltro che privato, cioè è ascoltato da mezzo mondo). Il problema esiste: come mantenere vivi e attivi la partecipazione, il dialogo, l’elaborazione, la varietà degli apporti e, contemporaneamente, lavorare seriamente sui dossier, sugli obiettivi, sui risultati? Come comunicare che per me lavorare su mille cose è sempre un’esperienza di costruzione di uno Stato, secondo il programma culturale e politico che anima il mio partito? Come far partecipare (e così trasferire cultura di governo) gli aderenti e i simpatizzanti del partito (e non solo del partito) a questa esperienza, in modo da diffondere competenze e cultura di governo? L’unica strada iniziale è almeno pianificare il tempo e dedicare esplicitamente uno spazio settimanale  al confronto e al dialogo esterno al palazzo. Lo farò.
Ancora: convegni e dibattiti. Che fare? Se si sta molto in giro a chiacchierare, si sta poco sulle cose; se si si sta molto sulle pratiche, si paga lo scotto di non essere capiti da nessuno. Per cui, anche in questo caso, misura: qualche convegno è utile, tutti sono dannosi.
Già da ieri è emerso uno degli aspetti più duri dell’azione di governo: valutare e decidere sull’operato altrui. È necessario, ma è anche un’attività che richiede serietà, attenzione e un minimo di tempo per farlo con scrupolo. Non mi piace lo sport italico dello scaricabarile. Il diritto è il diritto: per capire bisogna far emergere chiaramente le responsabilità, sanzionare le colpe, correggere gli errori. Colpire alla cieca a me non piace. Il mio dovere è risolvere problemi, produrre sviluppo. Per farlo serve che il quadro sia chiaro e non nebuloso, serve che le procedure siano ricondotte a identificabili centri di responsabilità, serve che non ci siano burocrazie sovrapposte; serve decisione, persuasione, motivazione e controllo.
Insomma, sono tornato a casa e alle 21 ero già nelle braccia di Morfeo..

8 Commenti

  • Antonello, penso a tutto il sistema di governance della Regione, nel quale occorre ripristinare il senso della responsabilità, non necessariamente per sanzionare, quanto per risolvere.

  • Antonello G.

    «Il diritto è il diritto: per capire bisogna far emergere chiaramente le responsabilità, sanzionare le colpe, correggere gli errori. Colpire alla cieca a me non piace. Il mio dovere è risolvere problemi, produrre sviluppo».
    Quando parli così pensi ad Abbanoa?
    Ci saranno delle responsabilità o la colpa è di tutti come sostiene qualcuno…

  • Nel lavoro gestisco persone.
    Ne ho gestite anche 60 contemporaneamente.
    Ho utilizzato sempre un unico metodo, quello del total quality management. Responsabilizzazione e delega.
    Deleghe a persone di estrema fiducia.
    Paolo, delega il più possibile e non fonderti nella solitudine delle responsabilità.
    Un abbraccio.

  • Mi pare logica una soluzione:
    Creare dei filtri idonei ( persone fidate ) che si sobbarchino l’onere di ascoltare e riferire la dove è dovuto.
    Lei cosi lavorerà a mille e gli adetti si sbucceranno le istruttorie e relazioneranno
    Buon Lavoro

  • Caro Compatriota… Appunto! Io sono stato vittima del tuo telefono, non sono riuscito a farti gli auguri di buon lavoro “vivo-live” e ti ho spedito un messaggio! Ribadisco che con te in assessorato ai lavori pubblici si suonerà sicuramente musica con altri spartiti e in generale a me sembra la migliore Giunta possibile degli ultimi anni.. Almeno i componenti sono tutti di valore… Serve molto il gioco di squadra e la COMUNICAZIONE al popolo… Non hai certo bisogno di consigli dal sottoscritto, ma condividere, condividere, condividere…
    Altrimenti si rischia la sindrome da solitudine dei numeri primi… Per quanto serva ci siamo.
    Un grande abbraccio per un grande augurio di buon lavoro.
    Luciano

  • sei uno dei consiglieri uscenti più “pulito” che c’è in regione confido quindi in un tuo trasparente operato , quello che distingue le persone per bene dai furfanti ,vai avanti a testa alta come sempre hai fatto ,ogni malalingua lascerà il tempo che trova ,A INNANTIS per un sogno da far diventare realtà, una persona fa la differenza ,tu sei la Differenza …….

  • Pier Paolo Demuru

    Cosa fatta, Capo ha! Mi affido a questa semplice considerazione, per cercare di provare a dare, prudentemente, qualche suggerimento. Per il “capo”, quello per intenderci che in questo caso, assume su di Se, tutta la responsabilità del funzionamento di un segmento significativo della macchina amministrativa, è assolutamente prioritario l’aspetto motivazionale e quindi partecipativo, al percorso decisionale, da parte dei suoi collaboratori, dalla segretaria più carina, all’usciere più rompiballe. Uno dei modi adottati da grandi motivattori, quali sono ad esempio i manager sportivi o italianamente allenatori -io ho una mia piccola esperienza -dilettantistica- in tal senso e posso affermare che si ottengono risultati anche insperati- è quello di rinchiudersi nello “spogliatoio” con tutte le componenti che concorrono a raggiungere il risultato, parlarsi in modo chiaro, anche duro, ed uscirne con la certezza che ognuno abbia ben capito compiti e responsabilità che lo attendono e che qualora in difficoltà, potrà trovare sostegno unicamente attraverso il “gioco di squadra”, non certo per via di pretestuosi salti mortali ed inaccettabili esercizi di scaricabarile. Comunque, come ebbi a dire in tempi non sospetti, si ha la sensazione di un buon venticello…
    Bonu viaggiu, Ass.

  • In questo caso, meglio rubare tutto il tempo all’inutile chiacchiera. Capisco le difficoltà. Ma confido nel fatto che lavorerà per il meglio

Invia un commento