Il diritto a pensare e tacere

di Paolo Maninchedda
In molti mi sollecitano a scrivere ogni giorno.
In questi giorni, invece, ho bisogno di tacere.
Sono stato educato a non temere il silenzio, a star fermo per ore a pensare.
Credo fortemente che dentro ciascuno di noi ci siano spazi infiniti, liberi e inespugnabili. Ogni tanto ho bisogno di frequentarli.
Non ho difficoltà ad ammettere che non mi piace questo tempo chiassoso, violento e prevaricatore. Non ho difficoltà ad ammettere, politicamente, che la mia convinzione è che non abbiamo un problema con questa o quella parte politica, ma con lo Stato italiano, con la sua pseudo-cultura giuridica, con la sua sostanziale natura etica e religiosa, con il suo fastidio verso le libertà individuali, questa convinzione si sta sempre più radicando nella mia coscienza.

 

One thought on “Il diritto a pensare e tacere

  • Intellettuale e intelligente fino al midollo. A differenza dei realisti medievali, Lei non crede che le parole siano cose e che la condivisione di tutte le idee a cui si può dare forma verbale, abbiano un corrispettivo reale. Questo è un altro aspetto rasserenante della Sua natura. Cito Gabriele D’Annunzio : ” se sono taciturno, credi è perché l’anima assapora questa deliziosa tranquillità “.

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