Politica

I tradimenti italiani sull’alluvione 2013

ifdi Edmondu Dantesu
Riporto i documenti utili a cogliere la totale inadeguatezza degli interventi dello Stato per i comuni alluvionati.
Non servono molti commenti. Mi sento fieramente diverso dall’abitudine italiana a nascondere dietro cortine burocratiche la sostanziale slealtà dello Stato italiano verso i sardi e verso la Sardegna. L’alluvione di Olbia è stata rimediata dai sardi. Questo deve guidarci. Deve diventare un nuovo 28 aprile.
Ricostruisco per chi ha il piacere masochista di credere ancora nella lealtà delle istituzioni italiane, la grande presa in giro dei finanziamenti per la ricostruzione dopo l’alluvione 2013.
Prima di tutto due tabelle, non inventate da me, ma elaborate dalla Camera dei Deputati, che censiscono il fabbisogno (i danni) dell’alluvione 2013 e le coperture (lo scherzo italiano).
Ecco le tabelle.
Come si può leggere, il fabbisogno è di 579,3 milioni di euro; le risorse disponibili sono 32 milioni di euro, 20 messi dal governo Letta e 12 dalla Regione Sardegna.
Ebbene la prima notizia (oltre quella molto eloquente denunciata da Uras sulla impossibilità per le Camere di verificare le coperture finanziarie della legge di stabilità) è che nonostante ciò che c’è scritto nella legge di stabilità 2014 i soldi erano 32 milioni a bocca di alluvione e 32 sono rimasti a distanza di sei mesi, con qualche simpatico esprorio sulle risorse future.
Adesso seguitemi nel viaggio nella patologia burocratica fotti-fotti dello Stato italiano.
I commi interessanti vanno dal 118 al 124.
Li commentiamo uno per uno, per aumentare la pratica sado-maso in cui si è trasformata l’attività politica italiana (in grassetto il testo della legge, in rosso il commento).

118. Al fine di favorire i processi di ricostruzione e ripresa economica delle zone della regione Sardegna interessate dagli eventi alluvionali del mese di novembre 2013, il Presidente della regione, in qualità di Commissario delegato per l’emergenza, predispone, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, con il Commissario straordinario per il dissesto idrogeologico nominato ai sensi dell’articolo 17, comma 1, del decreto-legge 30 dicembre 2009, n. 195, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2010, n. 26, un piano di interventi urgenti per la messa in sicurezza e il ripristino del territorio interessato dagli eventi alluvionali. Al fine di favorire un’oculata pianificazione territoriale e urbanistica, compatibile con una riduzione complessiva del rischio idrogeologico, il piano di cui al primo periodo deve prevedere misure che favoriscano la delocalizzazione in aree sicure degli edifici costruiti nelle zone colpite dall’alluvione classificate nelle classi di rischio R4 e R3 secondo i piani di assetto idrogeologico, o comunque evidentemente soggette a rischio idrogeologico. I progetti per la ricostruzione di edifici adibiti a civile abitazione o ad attività produttiva possono usufruire di fondi per la ricostruzione soltanto qualora risultino ubicati in aree classificate nei piani di assetto idrogeologico nelle classi R1 o R2, previa realizzazione di adeguati interventi di messa in sicurezza. Gli interventi sul reticolo idrografico non devono alterare l’equilibrio sedimentario dei corsi d’acqua e gli interventi di naturalizzazione e di sfruttamento di aree di laminazione naturale delle acque devono essere prioritari rispetto agli interventi di artificializzazione. A tal fine possono essere utilizzate le risorse non programmate alla data di entrata in vigore della presente legge giacenti sulla contabilità speciale intestata al Commissario straordinario per il dissesto idrogeologico, di cui al precedente periodo, e quelle di cui al comma 122, ad esclusione dei fondi provenienti dal bilancio della regione Sardegna.

Come si può notare, si prevedeva nel dicembre 2013 (mese di approvazione della legge di stabilità 2014) che il Presidente della Regione fosse commissario delegato per l’emergenza. La nomina non è mai avvenuta. Inoltre si prevedeva che dovesse fare il programma di interventi con il Commissario straordinario per il dissesto idrogeologico. Chi è costui? Era il mitico prfetto Orrù, il quale è ormai scaduto da mesi e la carica è dunque vacante. Quindi, la legge prevede che il Presidente della Regione predisponga un programma con un Commissario ancora da nominare, con quali soldi? Evidentemente con quelli, dice la legge, giacenti nelle casse del Commissario per il rischio idrogeologico, cioè con quelle poche risorse con cui si sta intervenendo a Capoterra. Morale: lo Stato non spende nulla e finanzia con gli spiccioli di una contabilità poverissima, un’emergenza grandissima. Ma lo Stato è buono e al comma 124 prevede che sulla programmazione futura del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione, quindi non ancora disponibile, si destineranno 50 milioni di euro per le finalità previste dall’art.118. Danni odierni e finanziamenti futuri; fame vera e chiacchiere governative.

 

119. Al fine di garantire un adeguato livello di erogazione di servizi sanitari nella regione Sardegna, interessata dai gravi eventi alluvionali del mese di novembre 2013, a decorrere dal 1º gennaio 2014 gli obiettivi finanziari previsti dalla disposizione di cui all’articolo 15, comma 14, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, possono essere conseguiti su altre aree della spesa sanitaria.

Il comma 119 non c’entra niente con l’alluvione, ma agevola l’intervento finanziario privato sul San raffele di Olbia. Questa è l’unica norma che ha un qualche riverbero produttivo, giacché quella di Olbia è l’unica alluvione d’Italia per la quale nons i è previsto sostanzialemnte alcun ristoro per le imprese.

 

120. A valere sulle risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione che si renderanno disponibili a seguito della verifica sull’effettivo stato di attuazione degli interventi previsti nell’ambito della programmazione 2007-2013, un importo pari a 50 milioni di euro per l’anno 2014 è destinato ad interventi in conto capitale nei territori colpiti da eventi calamitosi verificatisi dall’anno 2009.

121. Per le medesime finalità di cui al comma 120, sono assegnati dal CIPE, con propria delibera, adottata d’intesa con la Presidenza del Consiglio dei ministri — Dipartimento della protezione civile, 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2015 e 2016, a valere sulle risorse della programmazione nazionale 2014-2020 del Fondo per lo sviluppo e la coesione. Con la stessa delibera sono stabilite le procedure per la concessione dei contributi a valere sugli importi assegnati dal CIPE.

Questi due commi sono un capolavoro delle strategie incularellesche dello Stato italiano. Infatti, nel contesto dei commi realtivi all’alluvione di Olbia, si inseriscono due norme che prevedono di ritagliare 50 milioni dalle giacenze 2007-2013 del Fondo di Sviluppo e coesione e di destinarle a tutte le alluvioni d’Italia a partire dal 2009. Allo stesso scopo si prenotano altri 100 milioni per il 2015-2016 dalle risorse provenienti dalal nuova programamzione FSC del 2014-2016. come dire: mentre obblighiamo la Sardegna a finanziarsi da sola l’alluvione, prenotiamo una riserva per tutte le altre alluvioni d’Italia dal 2009 a oggi.

Gli altri commi mettono fuori dal Patto di stabilità 23 milioni dell’emergenza idrogeologica e autorizzano l’Anas ad anticipare. Quindi: nessuna nuova risorsa.
Morale: l’alluvione è tutta sulle spalle dei sardi.