Giustizia, Politica

Falso politico, castrazione puttanesca e procure della Repubblica politicizzate

Il Movimento 5 Stelle chiede le dimissioni del sottosegretario Siri per un avviso di garanzia per corruzione; la Lega dice che per le dimissioni serve almeno un rinvio a giudizio.  Il Movimento 5 Stelle è il partito dell’incivile e aberrante valore retroattivo delle leggi che in questo momento ha colpito sia la libertà dei cittadini (mandandoli in galera oggi per allora) sia le loro tasche (il principio dell’intaccabilità retroattiva delle pensioni ha aperto una falla paurosa nell’ordinamento giuridico italiano). È un partito che ha regole schizofreniche: ha permesso a Mario Puddu di candidarsi alla Presidenza della Regione non con un avviso di garanzia, ma con il giudizio pendente e poi, a giudizio emesso, lo ha fatto ritirare (facendo, a mio avviso, un errore clamoroso). Il Sindaco di Roma, però, non si è dimesso fino al giudizio, che le fu favorevole; il sindaco di Torino ha un giudizio pendente e non viene costretto alle dimissioni. Non solo: il Movimento 5 Stelle che ha espulso dal partito i parlamentari che volevano salvare i naufraghi in mare, ha una posizione indecifrabile su alcuni suoi parlamentari che, a dir poco, hanno un po’ pasticciato con i rimborsi e/o con i portaborse. Ma è lo stesso partito che ha voluto una legge per la sanatoria degli abusi edilizi in alcune aree del napoletano o è un altro partito? È lo stesso partito che esprime un vicepremier napoletano e aspetta che sia il Procuratore nazionale antimafia a dire che la situazione nel sud d’Italia è fuori controllo sotto il profilo dell’ordine pubblico, mentre il ministro degli Interni passa il tempo a comiziare dai balconi? Ma il Movimento 5 Stelle, che esprime il ministro della Giustizia più giustizialista che mai ci sia stato, che cosa pensa dei documenti pubblicati dall’Espresso sui soldi transitati da un conto della Lega a una società lussemburghese?
Però c’è di peggio in questa Italia ipocrita e feroce.
Posto che questo sito è un luogo di nicchia per chi ancora voglia esercitare l’intelligenza e esercitare (in primo luogo su se stesso) la critica, e posto anche che io so bene che i Servizi segreti italiani producono un rapporto giornaliero che va al Primo Ministro (bah!), al Presidente della Repubblica (Beh!), al ministro della Difesa (?) e al Presidente della Commissione parlamentare per i Servizi, per cui occorre non esagerare con le critiche, facciamoci domande domenicali.
Ma ricordo male o ricordo bene che il Ministro degli Interni che oggi invoca la castrazione chimica per lo stupro è lo stesso che qualche tempo fa ha proposto di riaprire le case chiuse? E dunque nelle più alte istituzioni italiane si ritiene che andare con le prostitute e pagare il sesso sia “fare l’amore” e faccia anche bene? Fare l’amore richiede che si ami e che si sia amati, non che si paghi per usare: il presupposto intimo, spirituale, non è un fatto accessorio della sessualità, è il contenuto che le dà senso. Un grande storico della filosofia medievale ha scritto un bellissimo articolo sul nesso tra libertà e piacere. Ma il testo non rientra nell’ordo studiorum della Lega. Quindi, torniamo con i piedi per terra e chiediamoci: lo stupro pagato può essere istituzionalizzato? Siamo alla tutela di Stato della foia animalesca (dalla quale ogni essere umano può imparare con fatica a emanciparsi e scoprire che il piacere è più dell’istinto bestiale); siamo agli antipodi della consapevolezza umana della sessualità. Rinvio per ogni valutazione, alle meditazioni di suor Eugenia Bonetti sulla via Crucis della Pasqua 2019. Suor Eugenia è presidente dell’associazione “Slaves no more” (Mai più schiavi). E chi abbia voglia di provare un brivido dell’anima, canti questo gospel (And before I’ll be a slave / I’ll be burried in my grave / and go home to my Lord and be free – E piuttosto che divenire schiavo sarò seppellito nella mia tomba/ e andrò a casa dal mio Signore e sarò libero).
Oggi si può anche segnalare al ministro italiano retroattivo Bonafede, l’articolo della Nuova Sardegna a pagina 26 della sola edizione di Nuoro, nel quale si dà conto del teorema politico prospettato dalla procura di Oristano e demolito in punta di semplice logica minor dal tribunale di Nuoro (da notare che ieri, la stessa notizia era invece nell’edizione regionale del quotidiano sassarese: sottili strategie di understatement ….), secondo il quale un funzionario della Asl di Nuoro avrebbe fatto indagini epidemiologiche sotto la pressione di un presunto gruppo politico locale. Il Tribunale avrebbe scritto (ancora non ho la sentenza compelta quindi cito dai virgolettati pubblicati) che «Le argomentazioni [della accusa] non sono il frutto di un’analisi completa delle risultanze acquisite e di una corretta e coerente valutazione complessiva di esse, ma rappresentano in realtà congetture e illazioni completamente prive di supporto all’esito dell’esame delle risultanze processuali». E dunque: congetture e illazioni. bene, benissimo, abbiamo Procure della Repubblica che costringono i cittadini a pagarsi gli avvocati per difendersi da congetture e illazioni e nessuno fa niente. Tutti impauriti tacciono. Io sono impaurito più degli altri, ma non taccio. Per semplice dignità.