«Eh minca mia all’errore materiale»

Chiedo scusa per il titolo. È un’espressione non mia, ma di un alto dirigente dello Stato che risiede nel Sassarese che mi ha segnalato la storia che segue. La riporto perché mi pare rifletta bene l’animo di tanti dirigenti della Regione Sardegna che durante il governo del Nostro Eroe si sentono a dir poco mortificati.
Ne parlo, perché è un’ottima anticipazione di ciò che dirò nelle prossime settimane sul brutto affare, bruttissimo, pessimo affare, della bocciatura del Piano Mancini.

Il fatto è il seguente.

Il Direttore dell’ASSL di Sassari il 28 dicembre 2020 ha assunto la determinazione n.1990. Eccola qui.

Attenzione alle date, diversamente si capisce poco. Il Servizio proponente ha inoltrato la proposta di determinazione il 30 ottobre, come si può leggere. Occhio alle date.

La determinazione, dopo tre pagine introduttive di richiamo di tutto lo scibile umano, manca solo qualche riferimento a Rewind di Vasco o a Mr. Tambourine man di Bob Dylan e per il resto è perfetta, la determinazione dopo questa ampollosa premessa finalmente entra nel merito e determina di stanziare 81.557 euro a favore di una determinata impresa privata per la fornitura di una tensostruttura installata nel complesso sanitario di Rizzeddu.

Facciamoci due domande:
da quando la tensostruttura è installata? Dal 26 novembre 2020, quindi da un mese dopo che gli uffici hanno proposto la determinazione al Direttore e da due mesi prima che il direttore ASSL firmasse, evidentemente oggi per allora.

Come è stato stabilito il prezzo?
in un modo bellissimo, poetico, che merita di essere citato per esteso e poi tradotto in italiano corrente: «Dato atto che con mail del 23.10.2020 al fine di poter verificare la congruità dell’offerta relativa al noleggio in oggetto è stata chiesta alla Ditta documentazione di fornitura analoga presso altra struttura sanitaria e, la stessa, in pari data, informa di non avere riferimenti analoghi di altri lavori di noleggio fatti ad aziende ospedaliere e, dichiara che l’azienda è operativa da quasi 23 anni nel settore , dispone di strutture nuove e certificate e che il presso offerto è assolutamnete di mercato, anzi nche al di sotto della media«. Traduzione: Abbiamo chiesto al proprietario di verificare la congruità della sua offerta perché a che mondo è mondo tale congruità si chiede a chi fa il prezzo e non a istituzioni o soggetti terzi o concorrenti. Il soggetto in oggetto ci ha detto di non rompergli troppo le scatole, che il prezzo è buono e che lui forniture agli ospedali non ne ha mai fatto ma che lui è attivo da 23 anni e dunque è pur sempre qualcosa mentre noi non siamo nulla.

Questo mondo fantastico sassarese, che fa il paio con le lauree brevi (non nella durata, ma nel metodo, di cui ogni tanto ci sovviene il ricordo), con le case di cura chiuse come camere a gas durante il Covid, con i capi della massoneria invitati in pompa magna all’inaugurazione dell’anno accademico, con i morti taciuti e nascosti e poi rammaricatamente ricomparsi nel bilancio di fine anno, con i reparti Covid disseminati negli ospedali turritani per aumentare per benino il rischio, con la sanità amministrata dai facenti funzioni ecc. ecc., questo mondo si è imbattuto in un piccolo consigliere regionale, tal Gian Franco Satta, un uomo di campagna che sa leggere e scrivere, che, a differenza dei topi di città suoi colleghi, cosa fa? Quello che deve fare un consigliere regionale: presenta un’interrogazione e chiede conto, come peraltro ha fatto sulla devastazione delle colture di carciofo a Valledoria, ma l’assessora dell’agricoltura non sa manco che esiste il carciofo spinoso in Sardegna.

Chi è cresciuto onestamente in campagna, sa dare valore ai soldi e ai soldi mal spesi.

Cosa succede? Succede che la ASSL la butta in commedia e come si dice in inglese si ammeschina (in Anglona stanno ridendo da ieri).

Ecco che appena il buon onorevole. Satta (che fa cose solo giuste fuorché far parte di un gruppo consiliare che nega l’esistenza della Nazione sarda in nome della fedeltà non ho capito bene se a Stalin, a Lenin o a Togliatti, ma comunque in nome di persone non memorabili) li becca non con le dita nella marmellata, ma con gli sbaffi sul bavaglino e sul volto, dalle labbra alle orecchie, la ASSL pubblica un pistolotto di scuse parlando di errore materiale. Ed è stato qui che il dirigente dello Stato ha esclamato «Eh minca mia all’errore materiale!» e mi ha chiamato.

Quale errore materiale? Dice la nota coccodrillesca ammeschinante dell’ASSL che si tratterebbe di un errore per tre forniture finite in una… quali? Boh.
E poi si tratterebbe di errore materiale perché non si tratterebbe di una fornitura per due mesi ma per tre mesi, ma a partire dal 1 dicembre fino al marzo 2021. E i mesi precedenti chi li paga? Boh!
E poi sarebbe sbagliato l’importo: non 81.557 ma 38.850…
Allora, è chiaro che il mio amico esclama «Eh minca mia!». Un errore materiale è, per esempio un inversione di cifre, ma qui non si tratta di inversione di cifre, si tratta di numeri completamente diversi per periodi diversi…

Il fatto è che per governare ai tempi del Nostro Eroe bisogna essere mazzonici.
Sì, mazzonici, non massonici, nel senso della volpe.
La destrezza deve essere prima che praticata, intimamente provata e riprovata, in modo da non lasciare tracce evidenti.
Nella bocciatura del Piano Mancini, per esempio, mancano tante cose, ci sono firme immotivate e firme mancanti, ma il mazzonismo c’è e si vede e va anche rispettato se si vuole capire. Vorrò vedere quanto reggerà il mazzonismo se un paio di battitori vengono chiamati dai Carabinieri a spiegare il loro comportamento; vorrò vedere se uscirà o non uscirà la volpe con la lepre in bocca.
Qui invece, nel mondo dell’erroe materiale, siamo proprio a Rizzeddu, siamo a bambini col barattolino della marmellata che dicono «Ops, ci avete visti? Ma dai, scherzavamo, si è trattato di un errore materiale». Eh minca mia all’errore, sempre senza offesa.

0 commenti su “«Eh minca mia all’errore materiale»

  • Franco Sardi says:

    Caro Alfio, cos’è Rizzeddu lo sappiamo fino nel profondo sud
    Caro Paolo, da vecchio dirigente pubblico, che le tue parole fanno vergognare nel profondo, mi rendo conto di quanto sia urgente formare e selezionare le capacità direzionali se vogliamo costruire la nostra nazione, perché con le risorse passate e attuali non andremo lontano

  • Beh, la cosa non mi stupisce, concedetemi una piccola licenza poetica: “nomen omen”, Non per nulla la tensostruttura ha come destinazione “RIZZEDDU”. 😂
    Se non capite perché, chiedete ai vostri amici sassaresi. 😉

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